Lo stile Inter e lo stile Juventus a confronto sul razzismo

Il club nerazzurro pubblica un comunicato che è un manifesto politico e non ha ancora annunciato ricorso. La Juve, per la stessa squalifica, non disse nulla e fece ricorso

Lo stile Inter e lo stile Juventus a confronto sul razzismo

Tre mesi fa

Torniamo indietro di tre mesi esatti. A Torino, il Napoli di Ancelotti perde 3-1 in casa della Juventus. Una sconfitta netta, meritata. Durante la partita si sentono i (soliti) cori di discriminazione territoriale nei confronti della città partenopea. La successiva sentenza del Giudice Sportivo condanna la Juventus a giocare una partita con la Curva Sud dello Stadium chiusa. Sotto, il dispositivo del Giudice Sportivo, tratto dal comunicato ufficiale successivo al match tra bianconeri e azzurri:

All’interno dello Stadium, dunque, sono successe le stesse identiche cose avvenute l’altro ieri sera al “Giuseppe Meazza” di Milano. Basta consultare il comunicato ufficiale ieri del Giudice Sportivo per intercettare la stessa identica terminologia.

L’Inter non farà ricorso

Le corrispondenze si fermano qui, almeno stando alle indiscrezioni pubblicate sulla Gazzetta dello Sport di oggi. Si legge a pagina 3: «Nessun ricorso: questo l’orientamento dell’Inter dopo la sentenza del Giudice Sportivo. Anche a fronte di una sentenza reputata eccessiva al confronto
di altri casi simili».

Ci sono altre differenze di forma e sostanza. Ieri pomeriggio, a meno di 24 ore dai fatti avvenuti all’interno di San Siro, l’Inter ha pubblicato il seguente comunicato ufficiale

Trova le differenze

Fissati questi punti, è semplice fare il giochino tipico della Settimana Enigmistica: trova le differenze. Il giorno dopo (e i giorni dopo) il 29 settembre, la Juventus non ha scritto una sola riga sul caso-Koulibaly. Ed anzi, presentò ricorso contro la chiusura della Curva Sud. Lo perse, e allora rispolverò la pagliacciata dei bambini sulle gradinate per non dare l’immagine dello stadio vuoto.

Nel frattempo i bianconeri hanno partecipato fattivamente a mille iniziative contro il razzismo, non stiamo dicendo che la dirigenza juventina sia razzista o connivente con i razzisti. Solo che, come dicono a Roma, [la differenza] è evidente e salta all’occhio. Da una parte un club che riconosce l’errore dei suoi tifosi in una fattispecie e ne prende le distanze in maniera dura, senza ricorrere per una sentenza derivante da questo errore. Dall’altra, c’è una società che partecipa a duemila iniziative contro il razzismo eppure non pubblica un comunicato ad hoc, ricorre contro una sentenza che ha punito il razzismo e poi riesce a coprire – con la connivenza dei signori del calcio italiano – la vergogna delle gradinate vuoti con i bambini.

Insomma, ci sono tanti modi e tanti stili per fare le cose. Alcuni sono più impattanti e (forse) efficaci, altri un po’ meno. L’Inter ha fatto un percorso, e una serie di scelte che ci sembrano giusti. Che provano davvero a sconfiggere il razzismo, delegittimandolo agli occhi di tutti i suoi tifosi. Bene così.

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