Inter-Napoli condizionata, ma gli azzurri non hanno giocato bene

Inter-Napoli, dalla formazione di Ancelotti fino al gol nel finale. Anzi, prima ancora c’erano state le dichiarazioni di De Laurentiis e Allegri.

Inter-Napoli condizionata, ma gli azzurri non hanno giocato bene

Prologo

Squadre in campo a Santo Stefano, atto rivoluzionario del calcio italiano. Napoli di scena a Milano, Ancelotti manda in campo Meret, finalmente pronto (evidentemente) per le grandi sfide. In attacco Milik fa coppia con Insigne, Zielinski e Ruiz con Hamsik e Allan in mediana, Callejon in versione terzino destro. A sinistra, Mario Rui preferito a Ghoulam. Nel pomeriggio, lo “sfogo” di Mr. Allegri, insensato, inopportuno, privo di alcun senso logico e sportivo, ma vabbè, il giovanotto bisogna capirlo, pareggio con espulsione a Bergamo, non sono cose che capitano tutti i giorni. Il Max bianconero protegge Mazzoleni dagli “attacchi” di Adl. i giornalisti di Sky fanno velo, ed il clamore è bello che servito.

Atto primo

Pronti, via, e Icardi, dal tocco d’inizio gara lascia partire un bolide che a momenti sorprende Meret. L’Inter parte bene, pressa gli azzurri e propone una buona manovra d’attacco. All’ottavo minuto Politano cerca la porta, sempre però trovarla. L’Inter manovra e il Napoli in questa fase sembra attendere i nerazzurri, senza però disdegnare ottime manovre d’attacco sempre però alla fine arrivare alla conclusione in rete.

Al quindicsesimo minuto ci prova Insigne, ma Handanovic para abbastanza agilmente. Al ventiquattresimo si fa male Hamsik, dentro Maksimovic che va a posizionarsi sull’esterno destro con Callejon che torna in attacco. Al trentasettesimo ci prova Ruiz ma la conclusione è troppo alta. Dopo due minuti tocca a Joao Mario, solo in area di rigore azzurra, stacca di testa ma Meret para comodo. Altri due minuti e miracolo sulla linea di Koulibaly che riesce a respingere dopo una serie di tentativi ravvicinati di Icardi. Il primo tempo si chiude di fatto qui. Sipario e tutti al riparo dal freddo di San Siro.

Atto secondo

Squadre nuovamente in campo e gara che sembra da subito prendere una nuova piega. Gli azzurri dirigono, gli interisti attendono, spesso rintanati in molti in area di rigore. Dagli spalti nel frattempo, piovono in direzione Koulibaly quei soliti, barbari, ignoranti istinti che spesso caratterizzano il contesto degli stadi italiani. Al sessantaquattresimo ci prova Callejon da fuori, ma Handanovic è pronto a respingere. Entra Mertens per Milik. Gli azzurri premono forte e chiudono l’Inter nella propria area di rigore.

L’ingresso del belga porta visibilmente maggiore dinamismo li davanti, con i centrocampisti in questo caso più propensi ad accompagnare l’azione ed inserirsi in area di rigore. Al settantottesimo esce Mario Rui per Ghoulam. Due minuti dopo Koulibaly rincorre Politano lanciato sulla fascia destra verso l’area di rigore azzurre, gli sfiora il petto e l’interista va giù. Mazzoleni senza pensarci tira fuori il giallo. Il difensore azzurro, senza pensarci applaude, e l’arbitro, altrettanto privo di riflessione tira fuori il rosso. Napoli in dieci nel momento migliore, ed ancora “ululati” dagli spalti del Meazza. Ma Mazzoleni, ancora una volta, in questo caso, riflette.

Spalletti mette dentro Martinez, cavalcando l’onda anomala causata dal poco riflessivo Mazzoleni. Asamoah salva sulla linea un tentativo di Zielinski all’ottantanovesimo minuto. Due minuti dopo, cross dalla sinistra di Keita e tocco di Martinez che mette la palla alle spalle di Meret. 1-0. Palla al centro e dopo qualche secondo va fuori anche Insigne, che reagisce male, sbagliando, a qualche provocazione di troppo di Keita. Il sipario va ancora giù e tutti a casa.

Epilogo

Il Napoli non approfitta del passo falso bianconero a Bergamo. L’Inter approfitta di Mazzoleni. Adl, in settimana aveva lanciato il dubbio. Allegri, senza saper legger né scrivere, l’ha giustamente cavalcato, a modo suo, per un suo personale tornaconto d’immagine. L’Inter, cinicamente ne raccoglie i frutti. A pensare male non si fa mai peccato, potrebbe dirsi. E poi di questi tempi, potrebbe apparire quasi blasfemo. Pensar male rispetto a cosa? Forse alle dinamiche che di colpo, annunciate o meno, riescono a condizionare una gara. Anche se quella gara forse non l’hai giocata benissimo, anche se quella gara magari non meritavi di vincerla, ma poi tutto sommato, nemmeno di perderla. Testa al Bologna, e va bene cosi. Che poi a pensar male, spesso.. ci si indovina.

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