Gianni Mura: «La Juventus è di un’altra dimensione»

Juventus-Inter, i commenti del day after, per Sconcerti i bisnconeri «si esaltano nella sofferenza, ma non soffriranno per lo scudetto».

Gianni Mura: «La Juventus è di un’altra dimensione»

I commenti del day after

«Non si può dire che l’Inter non ci abbia provato». Comincia così l’articolo di Gianni Mura su Juventus-Inter, ed è una fotografia pertinente dello stato d’animo rispetto al Derby d’Italia. Una squadra che ha giocato bene, con personalità, esce ineluttabilmente sconfitta.

Il punto è proprio questo, come spiega l’editorialista di Repubblica sul quotidiano romano: «I bianconeri impressionano per la loro sicurezza, anche se non tutte le stelle brillano. CR7, ben marcato, gira al largo: più fumo che arrosto, però conta anche quando non incide: sul gol di Mandzukic a marcarlo c’è Asamoah, che non è l’ideale. Miranda e Skriniar vanno in chiusura su CR7, per Mandzukic è tutto più facile.

Poi c’è l’ode al centravanti croato: «Già, Mandzukic il generoso, il taglialegna, l’attaccante che fa anche il terzino, fa anche i gol,e sono gol pesanti: uno all’Inter, due al Napoli, uno al Milan, uno alla Lazio. Quello di ieri è il numero 4.999 nella storia juventina. Con 43 punti su 45 la Juve uguaglia il record di Psg, Barcellona e Manchester City. Ormai è di un’altra dimensione. Ottiene quello che vuole. Se proprio è necessario, sa soffrire. Fatto un gol, non si accontenta e cerca il raddoppio. Qualcuno dei suoi è un po’ stanco (Bentancur, Pjanic, Matuidi meno), qualcun altro fa atto di presenza (con CR7, anche Dybala), ma i conti alla fine tornano. Grazie anche a una difesa in cui Chiellini giganteggia, e non si allude alla statura. Migliora invecchiando, non si deconcentra mai.

Sconcerti

Anche Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera, celebra la grandezza dei bianconeri. Leggiamo: «Due squadre quasi senza attacco danno vita a una bella partita, un po’ inespressa. La Juventus è insistente ma meno brillante del solito. Solo che quando c’è da soffrire i bianconeri si esaltano, anche se soffrire per lo scudetto non sembra nemmeno in discussione. La Juve è stata bella stavolta proprio perché più magra, più in difficoltà. Ma si è adattata, ha aspettato non se stessa ma l’errore degli altri, l’ha trovato e ha vinto».

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