Caos Var, la Serie A chiede il cambio di protocollo a Rosetti e Collina

Secondo Repubblica, dall’Italia sarebbe partita una richiesta per cambiare le modalità di utilizzo del Var. Inoltre, si pensa ad un gruppo di ex arbitri che lavorino in una sala centralizzata.

Caos Var, la Serie A chiede il cambio di protocollo a Rosetti e Collina

L’articolo di Repubblica

Ieri è stata la giornata di Atalanta-Napoli e del Pallone d’Oro, ma anche del paradosso-Var. Mentre il calcio italiano si interrogava sull’errore di Rocchi e Fabbri in Roma-Inter, la Uefa ufficializzava l’implementazione della tecnologia di supporto arbitrale in Champions League, già a partire dagli ottavi di quest’anno. Insomma, sembra finita la luna di miele tra il nostro campionato e il Var, anzi come in ogni matrimonio in crisi si cerca una soluzione per migliorare le cose.

Ne scrive oggi Repubblica, in apertura della sezione sportiva. Leggiamo: «Gli errori si ripetono e migliorare serve, lo sa anche il designatore Rizzoli: per questo è allo studio un’innovazione, consentita dal protocollo attuale, ma di non semplicissima realizzazione. Dal prossimo anno, la Serie A vorrebbe  professionalizzare” la figura del Var. Ossia scegliere ex arbitri – ma che abbiano smesso da pochissimo – e giovani direttori di gara, da formare e impiegare solo sull’utilizzo della tecnologia».

Il cambio del protocollo

Non è un’idea solo “formativa”, ma anche geografica: «L’idea sarebbe quella di riunirli in una control room centralizzata, in cui il numero di video assistenti on sia di due, come avviene oggi nelle centrali dislocate sui vari campi. Ma più simile al Mondiale russo, con più Var ad operare per favorire l’omogeneità delle decisioni».

Soprattutto, potrebbe esserci anche una rivisitazione del protocollo. Leggiamo ancora: «Proprio dall’Italia è partita nelle ultime settimane una lettera – indirizzata a Collina, capo degli arbitri Fifa, e Rosetti, per l’Uefa – interlocutori privilegiati per ovvi motivi. L’idea sarebbe creare dei criteri per differenziare utilizzo e giudizi a seconda delle situazioni di gioco. Il tocco di mano sarà considerato sempre falloso se le braccia saranno più larghe delle lancette di un orologio che segna le 4.40. Poi i fuorigioco, su cui ha margini superiori la tecnologia. Ma anche i contrasti: per quelli relativi alla parte alta del corpo, meglio favorire il giudizio del campo, che permette di valutarne l’intensità. Su quelli a terra, tra gambe, è utile il video».

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