Cairo e Preziosi contro il Var: «Usato poco, è un’arma impropria»

La Gazzetta raccoglie la protesta dei due presidenti: secondo il presidente del Torino, «esiste ancora la sudditanza nei confronti delle grandi squadre».

Cairo e Preziosi contro il Var: «Usato poco, è un’arma impropria»

L’articolo della Gazzetta

Piovono critiche violente sugli arbitri italiani, e sul Var. La Gazzetta ha annunciato richieste dall’Italia per modificare il protocollo della tecnologia di supporto ai direttori di gara, ma intanto il malcontento dei presidenti di Serie A è palpabile. Soprattutto da parte di Cairo e Preziosi, perché Torino e Genoa sono state le due squadre più penalizzate dal mancato uso della tecnologia nell’ultimo turno.

Le parole di Cairo: «È come quando si dà a un popolo la democrazia e poi gliela si toglie. Quest’anno gli arbitri utilizzano molto meno il Var. Ho posto il problema già da settembre, quando si poteva pensare che lo facessi a mio vantaggio, invece oggi si sta vedendo che è un problema di tutti­. Resto dell’idea che il Var sia uno strumento di assoluta utilità. Quando Matuidi ha spinto Belotti, il rigore era evidente, plateale. Due occasioni in cui era giusto almeno andare al monitor: nell’ultima stagione ci siamo abituati ad avere un Var efficiente, capace di scovare tutti gli errori, ora è stato fatto un passo indietro. Ma quando si prova il meglio non si vuole più rinunciarne: la Var va utilizzata più frequentemente».

La sudditanza psicologica

Cairo parla anche di sudditanza psicologica da parte degli arbitri: «Penso che la sudditanza verso le grandi ci sia ancora, ad esempio contro la Juve. Abbiamo subito tanti torti negli ultimi derby, evidentemente contro di loro siamo molto sfortunati, nel 2013 perdiamo 1­-0 per un gol di Pogba con Tevez in fuorigioco, due anni dopo ci negano un rigore per il contatto Pirlo­-El Kaddouri; nel 2016, sul 2-­1, ci annullano il gol di Maxi Lopez e non c’è un giallo a Bonucci già ammonito. Poi quest’anno ci mancano diversi punti. Non servono riunioni, l’ultima c’è stata un mesetto fa e gli arbitri ci dissero che avrebbero fatto più ricorso alla Var. Sì, il protocollo è da rivedere a livello internazionale, ma oggi serve applicare quello che c’è: bisogna andare alla Var di più o almeno quando ci sono dei dubbi».

Preziosi

Anche Preziosi è stato molto duro nei confronti del Var. Le parole del presidente del Genoa: «Usano la tecnologia come arma impropria. Questa è malafede. E mi deferiscano pure, a 70 anni devo avere la libertà di dire quello che penso. Sono molto arrabbiato, il problema non è la Var in sé, che potrebbe essere di aiuto, ma chi la utilizza e in quale modo. Se è nata per evitare sviste ed episodi clamorosi, bene. Ma se poi, di fatto, continuiamo a utilizzare solo l’occhio umano, nulla cambia. Su un gol da convalidare oppure no per il Genoa, l’arbitro ha perso 4’ prima di annullarlo, poi sulla spinta a Pandev, clamorosa, ha lasciato proseguire. Mi chiedo se a parti invertite avrebbe fatto la stessa cosa. Non voglio alimentare la cultura del complotto, ma in una situazione del genere è normale che faccia cattivi pensieri. E non mi si venga a dire che la Var ha migliorato la situazione in percentuali: non posso perdere una partita perché l’arbitro (Di Bello, ndr) si è rifiutato di riconoscere i suoi errori».

Sul challenger per gli allenatori e su Di Bello: «È necessario consentire al capitano di chiedere una verifica al direttore di gara su un episodio clamoroso. Io credo che Di Bello non dovrebbe più arbitrare. I direttori di gara sono pagati profumatamente per fare questo lavoro. Il suo non è stato un errore: si è rifiutato di utilizzare la Var che doveva garantire la regolarità di quella gara e non
l’ha fatto».

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