Report: il bagarinaggio allo Juventus Stadium c’era fino alla settimana scorsa

La puntata di Report si rivela all’altezza delle attese: il suicidio di Bucci, i silenzi di Marotta, la connivenza della Juventus con gli ultras.

Report: il bagarinaggio allo Juventus Stadium c’era fino alla settimana scorsa

L’inchiesta sui rapporti tra Juventus e Ndrangheta

È andato in onda il servizio di Report sulla Juventus, e sui rapporti del club bianconero con i gruppi ultras legati alla criminalità organizzata. Una puntata che ha tenuto fede alle attese. Il racconto inizia con la figura di Alessandro D’Angelo, security manager del club bianconero. Sarà una persona fondamentale lungo tutta la vicenda.

Nel 2013, in Curva Sud compare un nuovo striscione: “I Gobbi”. Scrive Report su Twitter: «Secondo la Procura di Torino è un segnale: significa che la ‘ndrangheta è ufficialmente entrata nella curva della Juventus».


L’interesse della criminalità organizzata è legato al bagarinaggio, i biglietti rivenduti a prezzo maggiorato e “passati” dalla stessa Juventus ai gruppi. Il rappresentante della Ndrangheta all’interno degli ultras è Rocco Dominello, figlio di Saverio.  È lui che riesce ad entrare in un mondo chiuso, legato ai Drughi, ai Bravi Ragazzi, ai Vikings e al Collettivo 1985. Qualcosa è cambiato.

Prezzi maggiorati

Il secondo tweet di Report parla proprio dei prezzi maggiorati. O meglio: del fatto che la Juventus sapesse che i biglietti venduti direttamente agli ultras sarebbero stati rivenduti a prezzi maggiorati. Ecco il tweet che identifica Rocco Dominello come personaggio chiave.

Rocco Dominello –> business bagarinaggio

Per questo motivo, Agnelli è stato condannato in primo grado ad un anno di inibizione dagli impianti sportivi. La sentenza è stata poi ridotta a tre mesi. Anche altri dipendenti del club bianconero sono coinvolti. Tra questi Stefano Marulla, responsabile della biglietteria. Un uomo che avrà un ruolo chiave anche nella vicenda del suicidio di Raffaello “Ciccio” Bucci.

Il suicidio di Bucci


Il giorno prima di togliersi la vita, Bucci era stato ascoltato dal pubblico ministero nell’ambito dell’inchiesta Alto Piemonte. Dopo, proprio Bucci sarebbe stato assunto dai bianconeri come Vice Supporter Liason Officers, una figura che regola i rapporti tra il club, le forze dell’ordine e i gruppi organizzati.

Ci sono molte ombre sul suicidio di Bucci. Intanto, non ci sono foto del suo corpo prima dell’autopsia. Nell’unica foto, scattata da una parente in camera mortuaria, ci sono tagli e tumefazioni che non corrispondono alla caduta. Lo spiegano Paolo Verra, legale dell’ex compagna del Bucci, e la stessa donna. E poi c’è il mistero degli oggetti comparsi e ricomparsi:


Insieme a Merulla e D’Angelo, gli oggetti vengono restituiti anche da Maria Turco legale legata allo studio Chiusano. Ovvero, lo studio legale che da sempre difende gli interessi della Juventus. Ricompaiono le chiavi di casa e il borsello con dentro i documenti importanti. Poi ci sono il mistero del telefono intercettato, e del calo di tensione; inoltre, Bucci e Merulla hanno passato una serata insieme per “preparare l’interrogatorio” con i pm. Due giorni dopo, Bucci si è tolto la vita.

Il silenzio di Marotta

Il servizio continua mostrando Marotta che rifiuta di rispondere alle domande su Bucci, un video comparso già nei giorni scorsi nelle varie anticipazioni pubblicate da Report. Leggendo gli sms rimasti nella memoria dei cellulari di Bucci, si scopre che l’ex capo-ultras collaborava con i Servizi Segreti. Inoltre, c’era la volontà da parte dei gruppi eversivi di destra, e legati al movimento No-Tav, di acquistare esplosivi dai gruppi organizzati.

Tra gli effetti personali di Bucci, vengono ritrovate anche centinaia di schedine vincenti al Lotto e Superenalotto, e tantissimi biglietti gratta e vinci, anch’essi vincenti. Un metodo brevettato dalla Ndrangheta per riciclare denaro sporco.


Il contabile dei Drughi

Bucci cercava di nascondere il suo denaro. Era anche il contabile del gruppo dei Drughi, come spiega Report in quest’altro tweet:

C’è la testimonianza di un ultras dei Drughi, che spiega: «È stato ammazzato, si è spinto troppo oltre». I rapporti di Bucci con Dino Mocciola, interlocutore della Curva Sud con la Ndrangheta, erano peggiorati. Mocciola si era defilato, dopo, ma Salvatore Cava (il suo braccio destro) si presenta al funerale di Bucci e dice alla compagna che «Dino, con la morte di Ciccio, non c’entra niente». Avevano già avuto una lite, ma ci tiene a far sapere questa cosa.

Nelle intercettazioni si capisce che Cava cura anche il rigonfiamento dei prezzi dei biglietti passati ai Drughi. Il gruppo Ultras più famoso della Curva Sud smentisce di fare bagarinaggio, ma è una versione sconfessata dalle intercettazioni. E anche dalle parole di Andrea Puntorno, di cui avevamo parlato già qui. «I biglietti arrivavano direttamente dalla Juventus», spiega Puntorno, a capo del gruppo Bravi Ragazzi


La Juventus ricattata

Si arriva al punto più importante del servizio, in cui la Juventus viene definita «ricattata» dalla criminalità organizzata. Le quote venivano gestite direttamente dai gruppi, che però minacciavano sciopero o di “fare casino” se le loro richieste non venivano soddisfatti. Il paciere della Curva è Placido Barresi:


In pratica, Bucci si sarebbe ucciso perché altrimenti si sarebbero accaniti su suo figlio. Lui diceva di essere un uomo morto, anzi lo stesso Bucci voleva farsi perdonare dalla stessa Juventus per la sua testimonianza. C’è anche un’intercettazione con Bonucci, già anticipata nei giorni scorsi.

Il bagarinaggio continua

Il servizio si sposta poi sui casi che riguardano Marotta, il provino del giovane Bellocco (figlio di un boss nranghetista) e le intercettazioni sul tentativo di scalata di Lapo Elkann “mediate” da Dominello. Ne abbiamo già parlato qui. Gli striscioni a sostegno di Lapo non sono mai stati esposti. Report, subito dopo, si chiede com’è possibile che alla Juventus non sapessero chi fosse Rocco Dominello

Cannavaro e Iaquinta

Anche i calciatori hanno cercato di “ridurre” le contestazioni a loro carico parlando con gli ultras. Si citano Cannavaro e Iaquinta. Ma il punto fondamentale della vicenda è che la Juventus cerca di mediare con il proprio pubblico, con i propri ultras. Quindi, più o meno indirettamente, con la Ndrangheta. Alessandro D’Angelo dice di «voler viaggiare insieme» ai tifosi. Tanto da far incontrare Agnelli e Dominello, solo che il presidente prima ha detto di non averlo incontrato, poi di averlo effettivamente incontrato senza far sapere chi fosse.

Dalle intercettazioni di un altro mediatore del bagarinaggio, Bryan Herdocia, emerge che il bagarinaggio tocca cifre spaventose. I biglietti di Tottenham-Juventus sono stati rivenduti fino ad un prezzo di 250 sterline da una partenza di 35 pounds. E, soprattutto, che la vendita a prezzi maggiorati da parte degli ultras continua ancora oggi. O, quantomeno, è continuata fino a Valencia-Juventus e Juventus-Lazio, partite giocate un mese fa.

Gli striscioni di Superga

Per lo stesso principio, per assecondare e accontentare gli ultras, Alessandro D’Angelo fece passare degli striscioni sulla tragedia di Superga a Raffaello Bucci. I vari stendardi che componevano le scritte sono stati infiltrati con i camion del catering. Tutto, pur di accontentare i Drughi.

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