Ponte Morandi / Se rientra Gavio per la ricostruzione, il neocommissario Bucci in conflitto d’interessi

Autostrade risponde a Repubblica: «Il vecchio progetto di demolizione era legato a un potenziamento della rete autostradale»

Ponte Morandi / Se rientra Gavio per la ricostruzione, il neocommissario Bucci in conflitto d’interessi

A pagina 16, in un piccolo colonnino in basso in pagina, La Repubblica riporta la replica di Autostrade alla notizia secondo cui la società concessionaria quindici anni fa stesse valutando di demolire il ponte Morandi. Autostrade scrive – riporta la Repubblica – che a partire dal 2001 “ha studiato varie opzioni di potenziamento del tratto autostradale di Genova, che hanno portato al Progetto Gronda inserito nel Piano Finanziario già nel 2002, alle quali erano collegati anche progetti di demolizione del Ponte Morandi”. In particolare la società aveva anche “sviluppato un progetto di costruzione sul Polcevera di un nuovo ponte a 4+4 corsie affiancato all’attuale e al servizio sia dell’attuale tratta autostradale che della nuova Gronda”.

Aggiungiamo, citando la nota pubblicata sul sito di Autostrade: “A valle della costruzione del nuovo ponte sarebbe stato smontato l’attuale. La proposta di Ponte affiancato al Morandi fu però accantonata nel corso del dibattito pubblico a favore di una soluzione di attraversamento del Polcevera molto più a monte. Ma prima di questa decisione assunta nell’ambito del dibattito pubblico sulla Gronda, la società – ai fini della completezza dell’analisi – chiese a Despe una valutazione di fattibilità. Valutazione che è stata ri-attualizzata nelle ultime settimane ed è entrata a far parte della proposta di demolizione e ricostruzione del Ponte presentata al Commissario per l’emergenza. I progetti di demolizione del Ponte Morandi a partire dal 2001, dunque, non sono mai stati definiti in relazione ad eventuali rischi per la sicurezza del Ponte, ma sono sempre stati pensati soltanto in funzione della realizzazione della Gronda”.

Le modifiche al decreto ed il ruolo (imbarazzante per Bucci) dei Gavio

I giornali si soffermano tutti sui tempi della ricostruzione che al momento sembrano lunghissimi a causa del fatto che il cantiere non è ancora disponibile per le indagini tuttora in corso.

Resta poi sempre in piedi la richiesta di Bucci a Conte di modificare il decreto per Genova nel punto che esclude, oltre ad Autostrade, anche le società che abbiano avuto rapporti di lavoro con qualunque concessionaria. Quasi tutti i quotidiani oggi si soffermano sul punto.

Se dovesse essere modificato il decreto, tornerebbero alla ribalta, secondo Il Fatto, tre aziende, attualmente escluse: Itinere dei Gavio (che gestiscono, attraverso loro controllate, la A12 Sestri Levante-Livorno-La Spezia, la A6 Torino-Savona e, soprattutto, la A10 del Morandi nel tratto che va da Savona a Ventimiglia), la Toto costruzioni e la società pubblica Anas.

Come stanno invece attualmente le cose, secondo una fonte del Mit citata sempre dal quotidiano diretto da Travaglio, “ci sarebbe solo un’azienda molto favorita per l’assegnazione dei lavori”, la Cimolai di Pordenone, ma in questo modo “il decreto rischierebbe di partorire un bando su misura”.

Se tornasse alla ribalta il gruppo Gavio, scrive Il Fatto, Bucci si troverebbe in una situazione imbarazzante perché, come ha scritto già L’Espresso, i Gavio sono stati infatti tra i grandi finanziatori della Fondazione Change di Toti. “Il 28 ottobre 2016 gli hanno bonifico 15 mila euro attraverso Terminal San Giorgio Srl, società del Gruppo nel porto di Genova – scrive Il fatto – a giugno 2017 altri 20mila euro sono stati donati da un’altra azienda del gruppo (Autoservice 24). Cosa c’entra Bucci? Non solo Toti è il suo padrino politico, ma la fondazione Change ha contribuito alla campagna elettorale che lo ha portato al municipio di Genova con una donazione da 102mila euro”.

Il corteo degli sfollati

È partito questa mattina alle 9.30, diretto alla sede della Regione Liguria e poi in Prefettura. Lo descrivono bene Genova24 e Genova Today, compreso lo striscione che simboleggia il muro e che deve mostrare ai genovesi cosa vuol dire vivere al di là del nastro bianco e rosso che transenna le strade inaccessibili.

 

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