Champions, Napoli senza lucidità né verticalità: un dominio senza gol

Non siamo andati oltre lo 0-0 in casa della Stella Rossa. Traversa di Insigne, un salvataggio sulla linea. La squadra ha controllato ma è mancato il guizzo decisivo

Champions, Napoli senza lucidità né verticalità: un dominio senza gol

Non comincia bene l’avventura del Napoli di Ancelotti in Champions League. In un girone di ferro in cui la cenerentola è la Stella Rossa di Belgrado. Gli azzurri non sono andati al di là dello 0-0 al Marakana. Mentre a Liverpool la squadra di Klopp ha vinto 3-2 al 90esimo contro il Psg. Adesso è ancora più dura per il Napoli. È molto probabile che Psg e Liverpool facciano sei punti contro i serbi.

Il Napoli ha fatto la partita, ha tenuto il controllo, ha premuto. Nella parte centrale del secondo tempo ha fatto un forcing che sembrava il preludio del gol. Ma è sempre mancata la lucidità necessaria al momento dell’ultimo passaggio. Palle gol ce ne sono state, non tantissime. Una clamorosa traversa colpita da Insigne con un gran tiro di destro – non a giro – che ha colpito la traversa. Nella ripresa, un salvataggio sulla linea su tiro di Callejon, due occasioni sprecate da Zielinski. È mancata la lucidità, e sono mancate convinzione, autorevolezza. E anche determinazione in zona gol. Non si è vista la verticalità che vuole Ancelotti. La palla ha circolato molto per linee orizzontali.

I cambi, stavolta, non hanno offerto l’effetto sperato. Né Mertens né Ounas hanno fatto la differenza, il franco-algerino ha perso spesso palla fino all’indisponenza.

Fabian Ruiz dal primo minuto

Ancelotti ha presentato la quinta formazione diversa in altrettante partite, con il diciassettessimo titolare della stagione: stavolta è toccato a Fabian Ruiz che fin qui non aveva giocato. In panchina ci è andato Hamsik (entrato a un quarto d’ora dalla fine) che sabato aveva concluso preda dei crampi. Il resto della formazione è stata quella prevista, con Ospina in porta.

La partita andava sbloccata nel primo tempo, quando il Napoli è stato padrone del campo. L’occasione migliore è stata la traversa. Il Napoli si è reso pericoloso quando è riuscito a far circolare la palla velocemente, altrimenti si è limitato a un innocuo giro palla con la Stella Rossa che si è giustamente e comprensibilmente schierata dietro la linea della palla. Cercavano un pareggio e l’hanno ottenuto. Anzi, nel finale hanno persino sperato di sbloccarla su uno dei calci d’angolo battuti.

Milik è stato un po’ isolato in avanti, ha provato in ogni modo a fare da raccordo col resto della squadra. Nel primo tempo ha avuto anche una grande occasione, su lancio di Zielinski che gli ha servito un pallone al bacio davanti al portiere, un po’ spostato a destra in area: Arkadiusz ha calciato di controbalzo, di destro, e il portiere Borjan è stato bravo a respingere.

Sotto tono Allan che ha perso due palloni e in una di queste occasioni è stato costretto al fallo d’ammonizione. Zielinski è stato il solito: devastante quando si è acceso, ordinario negli altri momenti. Ma nella ripresa ha sbagliato due buone occasioni in ripartenza. Nel primo tempo da ricordare il lancio per Milik.

Nella ripresa, il Napoli ha premuto tanto, soprattutto sulla sinistra con Mario Rui. Che ha servito un pallone d’oro a Insigne, ha accarezzato la traversa con una punizione quasi perfetta. Mertens ha messo fuori di pochissimo un tiro da pochi metri su imbeccata precisissima di Callejon. Poi proprio su tiro dello spagnolo c’è stato il salvataggio sulla linea. Da questo momento, nell’ultimo quarto d’ora, la squadra è calata. Di certo il Napoli ha da recriminare con sé stesso. Si poteva fare di più. Nel risultato ma anche nella convinzione. La prossima sarà al San Paolo contro il Liverpool. È già una partita dentro-fuori.

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