Ounas migliore in campo: un buon segnale, ma anche un dato su cui riflettere

L’esterno francese ha avuto un ottimo impatto sulla partita, ma la partita negativa degli altri uomini offensivi è un campanello d’allarme per Ancelotti.

Ounas migliore in campo: un buon segnale, ma anche un dato su cui riflettere

L’ingresso nella ripresa

Adam Ounas al posto di Simone Verdi, all’inizio della ripresa. Lui e Dries Mertens, con Lorenzo Insigne in panchina. Un modo per cercare di ribaltare la partita, per Ancelotti sono state «scelte fatte per cambiare il sistema di gioco». E per rimontare, ovviamente. Non è andata bene, questa volta. Ma il francoalgerino ha espresso un’ottima prestazione, anzi è stato il miglior calciatore del Napoli per distacco.

Questione di approccio di determinazione, di voglia. Adam voleva sfruttare questa occasione, e ha offerto il meglio del suo repertorio. Finte, dribbling, avversari saltati, superiorità numerica in avanti e occasioni potenziali mai sfruttate da un Napoli abulico in avanti. Dallo stesso Mertens, entrato con un piglio molto diverso, decisamente negativo rispetto ad Ounas. Che è parso addirittura predicare nel deserto, ad un certo punto. Nessuno aveva la sua velocità, la sua qualità nel gioco palla al piede, gli avversari non riuscivano a rispondere ai suoi spunti come i suoi compagni non sembravano in grado di assecondarne la verve. 

Prima e oltre Ounas

Per tutti questi contrappunti, si tratta di un buon segnale per il ragazzo, ma di una situazione su cui il Napoli deve assolutamente riflettere. È una questione di proporzionalità: se il Napoli ha bisogno di Ounas per trovare un calciatore in grado di disegnare una partita all’altezza, vuol dire che abbiamo davvero vissuto una serata negativa. Al di là degli applausi per questa ripresa di buoni contenuti, l’ex Bordeaux resta la quinta scelta tra gli esterni offensivi. Prima e meglio di lui, ci sono Insigne, Callejon, Verdi e Mertens. Eppure Ancelotti ha dovuto ricorrere a lui, che ha risposto presente a uno stimolo importante. Non fino al punto di cambiare una partita nata male e finita peggio, ma in modo da segnalarsi come candidato ad un posto da titolare. Come risorsa in più per il futuro. 

Stasera abbiamo capito che il Napoli ha (un altro) giocatore di livello su cui poter puntare. Ma abbiamo anche appurato che gli uomini offensivi prima di Ounas, gli uomini-simbolo della squadra di Ancelotti, non erano all’altezza della situazione. Una cosa decisamente preoccupante.

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