La Juventus e Cristiano Ronaldo hanno evidenziato le lacune dei terzini del Napoli

Le difficoltà di Hysaj con il fenomeno portoghese, l’ingenuità di Mario Rui: il Napoli ha attuato una strategia conservativa per i terzini, in attesa di Ghoulam.

La Juventus e Cristiano Ronaldo hanno evidenziato le lacune dei terzini del Napoli
Mario Rui (Foto Ssc Napoli)

Somma di ingenuità

Nella sua analisi tattica, Alfonso Fasano ha scritto della partita negativa di Elseid Hysaj, ne ha fatto una questione numerica in attacco e in difesa per il terzino del Napoli:

Il terzino albanese ha concluso la partita con zero tackle tentati, zero intercetti e zero tiri bloccati. Più che i dati difensivi, però, vanno letti quelli offensivi: su 76 palloni giocati (seconda quota della squadra dopo Allan), Hysaj ha tentato una sola volta il cross; in più, solo 7 palloni lunghi di cui appena 2 giunti a destinazione. Dall’altra parte, il suo omologo Cancelo ha messo a referto 4 cross tentati su 77 palloni giocati. La sua percentuale di passaggi riusciti è dell’87%. È la differenza di qualità di cui abbiamo parlato appena sopra, espressa in immagini e numeri.

L’altro nome più “criticato” del post Juve-Napoli è quello di Mario Rui, a sua volta reo di una espulsione parsa inizialmente severa, criticata da Ancelotti ma poi giudicata corretta quasi all’unanimità. Di certo si è trattato di un doppio giallo ingenuo.

Ecco, proprio quest’ultimo termine, “ingenuo”, definisce al meglio la prestazione dei due esterni bassi del Napoli. Non a caso, Ancelotti aveva scelto di spostare Hysaj a sinistra e di inserire Malcuit al posto di Mario Rui, il cambio tattico e di uomini era già praticamente fatto prima dell’espulsione del laterale lusitano.

Come dire: Carletto aveva capito dove stava il problema più urgente da risolvere, quantomeno aveva cercato un correttivo interno rispetto alla porzione di campo in cui la sua squadra aveva sofferto di più. Inizialmente, le scelte sono state anche comprensibili: Hysaj titolare dal lato di Callejon, coppia “difensiva” Mario Rui-Zielinski, Malcuit sarebbe stata una scelta clamorosa per tempi e modi. E di certo non avrebbe cambiato troppo la situazione.

La strategia del Napoli

Si tratta di una scelta strategica, o meglio: il Napoli e Ancelotti hanno deciso di giocarsi il proprio matrimonio mantenendo quasi inalterata la squadra. E il subreparto meno competitivo era e resta quello dei terzini, al netto di un possibile rientro di Ghoulam – di cui parleremo dopo. Per quanto riguarda la fascia destra, la scelta è stata chiara: valorizzare Hysaj, o almeno cercare di farlo. Un tentativo importante, la Ssc Napoli considera l’albanese come un patrimonio tecnico ed economico, e la prima parte di questa avventura ha fatto segnare dei miglioramenti significativi nel rendimento dell’ex Empoli.

Ieri, invece, è arrivata la doccia fredda. O meglio, un segnale rispetto al valore assoluto di Hysaj, che resta importante ma non ancora ad altissimi livelli. Ne abbiamo scritto sopra citando i numeri, possiamo allargare il discorso parlando di aderenza al sistema tattico. Hysaj è un uomo di Sarri, su cui Sarri aveva costruito un certo modello, che prevedeva lo sfruttamento intensivo della fascia sinistra per costruire. Hysaj è stato il terzino d’equilibrio nel sistema degli ultimi tre anni, ora si ritrova isolato in fase offensiva – secondo l’idea di Ancelotti i terzini devono spingere sempre, e molto – e spesso uno contro uno in fase difensiva. Ieri il duello con Cristiano Ronaldo è stato impietoso nel sottolineare la differenza di valori.

Il ritorno di Ghoulam

Poi, come detto, c’è Ghoulam in stand-by- Il ritorno dell’algerino non è un mistero temporale, quanto dell’oggetto che si attende. Per chiarire: quale Ghoulam vedremo? In quali condizioni approccerà il ritorno in campo dopo un anno esatto di inattività? Quanto potrà dare?

Con Ghoulam, il Napoli alza (alzerebbe) nettamente la sua qualità in una zona fondamentale del campo, soprattutto nella visione tattica di Ancelotti. Si è deciso di rischiare l’attesa, e di fare mercato in altri ruoli, completando il reparto con Malcuit piuttosto che concentrare gli investimenti su nuovi laterali bassi. Per la prima volta, ieri, il Napoli ha pagato questa scelta. O comunque si è percepita una differenza forte rispetto ad un’altra squadra in quella precisa porzione di campo. Non ci sono molte altre Juventus, non ci sono molti altri Cristiano Ronaldo. Solo che una squadra forte allo stesso modo attende il Napoli nella prossima partita. Al San Paolo arrivano il Liverpool, Mané e Salah. Insomma, un altro banco di prova complicato per gli esterni bassi di Ancelotti.

Del resto, episodi e duelli individuali incidono pesantemente sulla partita, determinano direttamente i risultati, in certi casi più che il lavoro tattico. E allora il Napoli deve augurarsi una crescita importante dei suoi terzini, quantomeno un miglioramento che cancelli le ingenuità in sequenza. In attesa di Ghoulam, i due giocatori visti ieri a Torino hanno limiti importanti per certi avversari, per certe partite.

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