Formisano: «Il coraggioso e innovativo marketing del Napoli nel mondo autoreferenziale del calcio»

INTERVISTA AL RESPONSABILE MARKETING «È un mondo tradizionalista, ma l’evoluzione non la puoi fermare. La Kombat è un mix di innovazione e comunicazione. In un solo giorno su Amazon venduti 1200 pezzi».

Formisano: «Il coraggioso e innovativo marketing del Napoli nel mondo autoreferenziale del calcio»

Dal lusso al pallone

Dall’universo del lusso a quello del calcio. È la traiettoria seguita da Alessandro Formisano, 50 anni, l’uomo che ha messo su il marketing e la struttura commerciale del club di Aurelio De Laurentiis. Il presidente lo chiamò due anni dopo il suo arrivo in città. Formisano, che era abituato a curare e valorizzare prodotti del lusso, si è tuffato in una dimensione sconosciuta. Perché di calcio non sapeva assolutamente nulla.

Dodici anni in cui il brand Napoli è cresciuto, ha ampliato il proprio spettro di clienti. E lo ha fatto curando sia la tradizione – ad esempio con la nascita del primo Museo dedicato al club – sia l’innovazione con la creazione di prodotti e momenti originali: dal calendario del Napoli, giunto all’undicesima edizione, alla presentazione della squadra su una nave da crociera, alle magliette camouflage, denim (cioè jeans) fino alla più recente che ha riscosso successo sia a livello mediatico sia commerciale.

«Con una differenza sostanziale, le altre erano seconde maglie, la Kombat 2019 è una prima maglia che abbiamo realizzato nel rispetto dei tifosi e dei colori tradizionali del Napoli, però con un forte elemento di innovazione e di riconoscibilità. E i dati di vendita ci stanno premiando. L’idea è nata un anno e mezzo fa, l’input è arrivato dal presidente che desiderava una forma animalier sulla maglia. Diciamo che Kappa è stata brava a raccogliere la provocazione. Il merito che riconosco al club è stato il coraggio di osare con la maglia azzurra, non lo aveva mai fatto nessuno. Peraltro in un mercato, quello calcistico, che è fortemente tradizionalista oltre che autoreferenziale. Del resto è da quando sono entrato in questo mondo che mi scontro con la frase “non si può fare, noi abbiamo fatto sempre così”. E invece il Napoli sta dimostrando che si può innovare nel calcio. Un tratto fondamentale del nostro lavoro è far parlare di sé. Innovare e comunicare. E noi ci siamo riusciti, con la Kombat ma anche in precedenza».

Napoli

Alessandro Formisano

«Un sistema in cui non c’è concorrenza»

Formisano spiega la peculiarità del calcio, «un sistema in cui non c’è concorrenza. Non è che se la Juventus un anno produce una maglia brutta, i suoi tifosi acquistano la maglietta dell’Inter. È uno strano settore, l’unico in cui i direttori marketing non devono preoccuparsi della concorrenza. L’obiettivo che mi sono autoimposto sin dal primo giorno è di trasferire nel calcio il concetto cardine del lusso, ossia la creazione di valore. Un prodotto di lusso è un prodotto che ha un alto contenuto di qualità, un alto valore aggiunto di manodopera, di materiale. Questi valori devono essere raccontati in maniera efficace affinché il mercato  apprezzi la differenza. Penso che se realizzi un prodotto di qualità, curato, accattivante e secondo i tuoi gusti appetibile, il prodotto funziona. Con le maglie camouflage e denim mi è capitato persino di imbattermi in tifosi di altre squadre che hanno confessato di averle acquistate anche se di un club avversario. Ovviamente non è un numero rappresentativo di persone, però ci sono state».

Kombat

La generazione dei millennials

Il video di presentazione della Kombat, che ha riscosso in tutto il mondo, è stato realizzato da un’agenzia italiana che lavora con Kappa, ovviamente in stretta collaborazione con il club che ne ha seguito passo passo la lavorazione. «Abbiamo voluto proseguire nel solco dell’innovazione, anche per quel che riguarda la presentazione del prodotto. Abbiamo deciso di puntare su un pubblico più ampio rispetto a quello del campo d’allenamento di Dimaro. Anche lo scorso anno abbiamo realizzato un videoclip ma stavolta abbiamo puntato su qualcosa che potesse essere d’impatto e virale: la riscoperta della graphic novel.

«È un prodotto che viene molto utilizzato in Francia, paese che per me è un riferimento, e che funziona sia con gli adulti sia con la cosiddetta generazione Z che poi è quella che ha la maggiore propensione all’acquisto pur non avendo direttamente capacità di spesa. Parliamo della fascia d’età tra i 5 e 16 anni. Se un prodotto fa breccia tra di loro, è molto probabile che riusciranno a convincere i genitori. Il fumetto è un linguaggio friendly. La clip ha un forte impatto emotivo ma ha un messaggio semplice: se voglio scendere a pieno titolo nella giungla della quotidianità, devo avere caratteristiche di un animale come la pantera che è l’esemplare più nobile della giungla. Quella maglia mi trasferisce la capacità di affrontare la sfida. Trasmette un messaggio a determinate persone che vogliono far parte di quella comunità. In questo caso, o sarebbe meglio dire anche in questo caso, abbiamo aperto un mercato».     

Le parole di Gianni Agnelli

“Creare valore” e “aprire il mercato” sono concetti chiave di Formisano che da quattro anni insegna Marketing e comunicazione dello sport al Suor Orsola Benincasa. È uno dei suoi principi guida. «Ricordo un’intervista concessa da Gianni Agnelli a Enzo Biagi. Raccontava che quando il nonno cominciò a produrre automobili, c’erano 67 case produttrici in Italia alcuni semplici carrozzieri e motoristi. Ma il nonno, così come John Ford, si dedicò principalmente alla creazione di un mercato, prima ancora che alla produzione delle auto. Queste parole indicano una direzione che proviamo a seguire. Quest’anno, ad esempio, abbiamo dedicato una particolare attenzione stilistica alle tute per la Champions. Potrebbero essere tranquillamente prodotti di moda, da street wear».     

«Ai puristi dico che l’evoluzione non si può fermare»

Un tempo, ricorda Formisano, le seconde e terze maglie dei club «rispondevano unicamente a esigenze calcistiche, venivano prodotte per non confondersi con la divisa avversaria. La riconoscibilità non era presa in considerazione. Noi abbiamo voluto allargare il mercato anche nel calcio, che non vuol dire bestemmiare, anche se i cosiddetti puristi storcono il naso. Bisogna accettare che anche il calcio è oggetto di un’evoluzione tecnologica, l’evoluzione non la puoi fermare. Prima le magliette con la pioggia arrivavano a pesare anche un chilo, tanto per dirne una».

Grandinetti

Grandinetti, il numero due di Amazon a Dimaro: alla sua destra, Alessandro Formisano; più in là, alla sua sinistra, Luigi De Laurentiis

«Il primo giorno su Amazon venduti 1.200 pezzi»

Tornando alla Kombat, gli chiediamo del successo numerico dell’iniziativa. «I dati di vendita sono superiori di oltre il 50% rispetto a quelli dello stesso periodo dello scorso anno. E parlo soltanto delle cifre di Dimaro e dei punti di vendita ufficiali. Poi c’è Amazon la straordinaria novità che abbiamo messo a segno con un’intuizione di Luigi De Laurentiis. Un passaggio importante, che è anche il premio a un lavoro di oltre dieci anni da parte di un gruppo di professionisti che ha creato un bagaglio di conoscenze che consentisse questo step. Solo il primo giorno su Amazon abbiamo venduto 1.200 pezzi del Napoli».  

Formisano ha affrontato l’universo calcio con una mentalità completamente estranea. «Chi mi conosce, lo sa; cito spesso una frase di Rochefaucald: “un uomo che nutre una passione è più convincente del più eloquente che ne sia privo”. Pochi sanno che l’industria sportiva crea un indotto che in Italia vale il 4% del Pil. Una squadra di calcio è ormai a tutti gli effetti un produttore di contenuti. Con l’obiettivo, appunto, di creare valore e aprire il mercato». 

«Colleziono il calendario Pirelli, mi manca il primo»

Aprire il mercato vuol dire anche essere l’unica squadra di Serie A che da undici anni realizza e confeziona un prodotto come il calendario della squadra. «Nel 2006 ci contattarono Gazzetta e Corriere dello Sport. Volevano produrre il calendario del Napoli, con ciascun mese associato a una foto di archivio. Risposi che in questo modo non c’era alcuna creazione di valore per il tifoso, ovviamente mi risposero che si era sempre fatto così. Non mi arresi. Anche perché c’è un solo prodotto che io colleziono ed è il calendario Pirelli che è lo stato dell’arte della fotografia. Li ho tutti, tranne il primo numero che ora costa quanto un’automobile. È praticamente inacquistabile, almeno per me».

«Un prodotto che consente di differenziarti»

Formisano parlò della sua idea a De Laurentiis e poi studiò come realizzarla. «Vennero fuori costi di produzione importanti. Mi inventai la formula di uno sponsor per ciascun mese dell’anno. Siamo giunti all’undicesima edizione. È un prodotto che nessun altro ha, ogni anno finisce nelle case di cinquantamila tifosi del Napoli. E che, particolare che non va mai sottovalutato, consente che si parli di noi. Non è importante quanti ricavi produca, ma ti consente di differenziarti. Il calendario ci ha dato la possibilità di sfruttare a pieno i diritti d’immagine dei calciatori e anche di diventare un interlocutore affidabile dei nostri sponsor, elemento che spesso nel marketing viene sottovalutato. Alcune grandi aziende hanno interesse a ingaggiare il pubblico più che a far conoscere il proprio marchio. Un calendario lo abbiamo realizzato al Mann, grazie al direttore Paolo Giulierini. Per noi è un vanto, la stessa location venne negata al Comitato olimpico per gli atleti in gara alle Olimpiadi di Rio de Janeiro».

L’ultimo, quello 2018, è nato da un’idea partorita a Madrid in occasione della trasferta di Champions. «Una guida ci portò in giro per la città e i monumenti più importanti portavano tutti la firma di Carlo III di Borbone che precedentemente aveva regnato a Napoli. Abbiamo così voluto rendere omaggio alla casa dei Borbone con un calendario che mettesse in evidenza i luoghi simbolo del loro passaggio a Napoli».   

Il museo del Napoli

Dal calendario al Museo, restando sempre al Mann. «Il museo del Napoli dovrebbe avere la sua location nello stadio. Senza entrare nel dettaglio del rapporto con l’amministrazione comunale, al San Paolo non è stato possibile. Per nostra fortuna, Giulierini è un direttore illuminato, con idee all’avanguardia e anche con un’autonomia rispetto alle sovrintendenze che non hanno potere di veto sulle sue decisioni. Abbiamo costruito il percorso con personalità che da sempre seguono e studiano il Napoli (tra gli altri, ricordiamo Vittorio Dini, Oscar Nicolaus, Guido Trombetti, Francesco Pinto, ndr). Ci sono stati anche momenti di tensione, ad esempio su come presentare Higuain. Ovviamente non poteva essere un’opera omnia. È stata una mostra temporanea, limited edition, come avviene con i prodotti di lusso. È durata poco meno di tre mesi. Ci sono state giornate in cui abbiamo incassato più del resto del Museo».

«Il 50% dei visitatori non era mai stato al Mann»

Un’iniziativa il cui impatto è stato studiato grazie a una ricerca condotta dal dipartimento di Economia delle imprese della Federico II guidato dalla Direttrice professoressa Adele Caldarelli, con la collaborazione di tre professori ordinari: Roberto Vona, Sergio Sciarelli e Luigi Cantone. «Abbiamo voluto studiare l’impatto che la mostra ha avuto sul territorio. Abbiamo proposto un sondaggio di circa 28 domande, che è stato compilato da circa seimila persone: un campione molto rappresentativo. Ne è emerso che il 50% dei visitatori non era mai stato al Museo Archeologico Nazionale; che in media i visitatori hanno impiegato trenta minuti per arrivare al Mann e poi si sono trattenuti in zona e quindi hanno fatto crescere i ricavi sul territorio; gli intervistati hanno dato un voto alto al marchio Calcio Napoli e dichiarato che dopo aver visitato il museo avevano una maggiore propensione all’acquisto e alla frequentazione dello stadio. L’obiettivo è tornare al Mann. Ora dobbiamo solo capire se possiamo avere uno spazio permanente o creare un percorso temporaneo di tipo diverso, più lungo».

Del futuro preferisce non parlare: «C’è sempre molto da fare, soprattutto per quel che riguarda la fidelizzazione dei tifosi che non sono in Italia, il mondo dei fan club. La città e i tifosi danno stimoli importanti. Preferisco non sbilanciarmi. Diciamo che il cassetto delle idee è abbastanza pieno, il cassetto del “riuscire a fare” è sempre incasinato».

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  1. a me il video per la presentazione della nuova maglietta (orribile parere personale ma chi se ne frega se vincente) non è piaciuto per niente. la rappresentazione di una città allo sbando e nel quale il pallone non compare mai l’ho trovata piuttosto volgare. credo che un regista napoletano non avrebbe mai fatto un video del genere.
    l’evoluzione non si può fermare ? la si può indirizzare però.
    ma qualcuno ha ricordato al presidentissimo che il simbolo della squadra è il ciuccio, non la pantera ?
    insomma questo continuo e stucchevole smarcarsi dalla nostra tradizione (che non è la sua, evidentemente) marca la distanza tra la società ed il tifo. certamente i “titoli” renderebbero più digeribili queste manchevolezze presidenziali. ma invece……..

    • Raffaele Sannino 27 luglio 2018, 16:17

      ….Eh certo,con un bel ciuccio sulla maglia non sarebbero apparsi i soliti striscioni in città.Jamm bell,duttò.

  2. Francesco Sisto 25 luglio 2018, 20:39

    Quello che piu mi fa arrabbiare e il non considerare un signor attaccante come Milik, sembra che non abbiamo il centravanti, quando invece ne abbiamo 3 (incluso mertens), con Milik che, nonostante causa indortuni non ha potuto mostrare tutto il suo valire, vanta una media goal/minuti giocati di quasi 1 goal a partita, senza considerare Mertens, di cui sapoiamo le capacita realuzzative, e nonostante abbiamo un signor centravanti di riserva cone Inglese.
    Poi abbiamo altea gente che da del tu al goal, cone Callejon, Verdi, lo stesso insigne.

  3. Claudio Scotto 25 luglio 2018, 18:49

    Non basta la maglia piu` bella del mondo se il San Paolo e` troppo spesso deprimente a vedersi… Spero che Formisano abbia qualche idea per evitare che il primo anello contini ad essere semivuoto anche nel campionato prossimo. (La mia, per quello che vale: rendere tutto il primo anello Tribuna Family, con abbonamenti a prezzi scontati per 14 partite, big escluse).

    • Perfettamente d’accordo, prezzi popolari (per davvero però) per il primo anello. Inoltre televisivamente é un disastro, un’altra soluzione sarebbe quella di installare sedioli multicolore sul modello di quanto fatto a Udine.

  4. non riesco a capire tutti questi articoli su quest’argomento. 1200 maglie in un giorno sono pochissime. Solo ma maglia di CR/ in Campania ha venduto di più di tutte le maglie del Napoli, come può essere definito un successo? La maglia in se non è male ma con quel logo della LETE e con i simboli di kappa sui fianchi…non si può vedere.

  5. Con calma sta facendo un bel lavoro. Prima o poi riusciremo ad entrare nel orbita dei “grandi” sponsor ma bisogna aver pazienza anche perché nel mondo alle parole “Napoli” “Napoletano” si associano tante attributi poco edificanti.

  6. Raffaele Sannino 25 luglio 2018, 13:21

    Un luogo comune duro a morire è la cosidetta gestione familistica ,anche detta volgarmente “pane e puparuoli”.Escludendo i calciatori,la sscn paga ogni mese oltre 50 stipendi,per le sue dimensioni è una società strutturata.Poi qualcuno la vorrebbe come uno stipendificio, tipo ente pubblico,ma sono sempre i soliti.

  7. Luigi Ricciardi 25 luglio 2018, 9:46

    Da ignorante di marketing sportivo e da semplice osservatore (e tifoso, ovviamente), credo che i loghi della Lete e della Garofalo, in quelle dimensioni e grafica, rendano difficilmente “bella” qualsiasi maglia del Napoli moderno.
    Di sicuro il backdrop con gli sponsor e’ terribile, e anche di difficile lettura.

    • dino ricciardi 25 luglio 2018, 13:29

      Concordo,avevo scritto la stessa cosa .
      Sopratutto quello della lete,orribile.

    • e ti pareva che non perdevi occasione per la tua infangata quotidiana, meno male, fa così schifo che è andata sold out, mai successo fino ad oggi, e voi a mangiarvi il fegato anche per questa. Quest’anno purtroppo niente Dimaro altrimenti ti facevo dedicare da Adl una maglietta, con il numero 9 da vero bomber, perchè le bombe che tiri tu credimi sono uniche, sullo sponsor hai sparato una cavolata unica per il semplice fatto che quello è il logo degli sponsor e nessuno lo può cambiare, le dimensioni invece sono standard
      p.s (ma allora Sarri si occupa o non si occupa di mercato? sei stato 3 anni a sparare sta bufala)

      • Luigi Ricciardi 26 luglio 2018, 19:25

        Ma calmati un poco: che le dimensioni degli sponsor siano obbligate non rendono la maglietta piu’ bella. E dimi quale sarebbe la cavolata: mica ho scritto che le dimensjoni non sono obbligate (negarlo sarebbe stata una bugia), ho detto che a mio avviso la rendono difficilmente bella: saro’ libero di avere un’ opinione o no?
        E che sia andata sold out non vuol, dire granche’ : anche quella di mimetica fu la piu’ venduta, e non vuol dire che mi debba piacere per forza. Del resto, se il “venduto” vuol dire qualita’ , mi sa che dobbiamo riscrivere secoli di rapporto tra successo e bellezza.
        Sarri e’ arrivato al Chelsea e alla prima conferenza stampa ha detto che non si occupa di mercato: vai a scrivere sui forum dei loro tifosi che e’ uno straccione pallista. Buon divertimento.
        P.S.: il mio fegato sta benissimo. E il backdrop del Napoli continua a essere orrendo.

        • non ti piace? e ce ne faremo una ragione
          ma il fatto che a te non piaccia, mi spiace non è un parametro, può non piacerti, questo non significa che puoi dare un giudizio assoluto, che tu sia migliore di quelli che l’hanno comprata mi spiace non è dimostrato
          Anche la camuflage fu celebrata dagli sportivi come una bella idea, mentre voi carognisti sempre a denigrare.
          Jorginho era da tempo sull’agenda del Chelsea sono anni che lo leggiamo, ridicolo fino alla fine

          • Luigi Ricciardi 27 luglio 2018, 7:54

            Infatti ho detto che è un parere mio: dove ho dato un giudizio assoluto?
            Bella idea la camouflage : più o meno alla Oscar Wilde, bene o male basta che se ne parli. Ma per me quella maglia era brutta
            La maglia del Napoli è forse l’unica tra tutte quelle di squadre della Champions (vado a naso devo ricontrollare) che abbia due sponsor invece che uno e con entrambi i loghi che mantengono il loro sfondo, uno rosso e l’altro bianco (quello della Garofalo ha anche un piccolo logo praticamente invisibile).se anche volessi fare la sola maglia azzurra, comunque stonerebbero. Il problema nasce da lì. Per me.
            Jorginho è andato al Chelsea perché lo voleva lui, Sarri e il Napoli : lo hai letto vero che il city è molto arrabbiato con il Napoli perché la società ha cambiato destinazione del giocatore?
            Ma poi : a noi che importa che Sarri faccia o meno il mercato del Chelsea?
            A noi importa quello del Napoli: per me (per me! Non sono Dio!), finora mercato eccellente.

          • adesso incomincio a preoccuparmi…..i hai detto mercato eccellente?
            cos’è una nuova strategia?
            sulle magliette rileggiti Luigi, se scrivi che la maglietta è “orrenda” come hai fatto, non è colpa mia, può non piacerti, ma sia la camuflage che lanuova maglietta sono state apprezzatissime soprattutto dagli addetti ai lavori. Ogni tanto, così per masochismo sento che dicono su sportItalia, e un analista la settimana scorsa parlando del marketing del Napoli, ricordava “l’innovazione” della camuflage e ne riconsceva lo sforzo in quel campo del Napoli. Adesso io capisco la vostra missione, ma se ogni volta dovete tirare fango su qualsiasi cosa, poi non vi potete lamentare se qualcuno ve lo fa notare. Jorginho al Chelsea perchè lo voleva lui? basterebbe essere un minimo onesti (intellettualmente) per dire che senza Sarri al Chelsea, Jorginho era del city. Sarri ha chiesto Jorginho e lo sanno tutti, come a Napoli chiese tanti giocatori che poi non ha fatto giocare, io direi che sarebbe ora di smetterla di raccontare leggende
            Sarri ha fatto il mercato del Napoli sin dal primo giorno (Valdifiori), e adesso fa lo stesso al Chelsea, Jorginho è solo il primo. Higuain non andò al Chelsea perchè considerato caro (40 milioni per un 25 enne) e venne al Napoli, adesso, il Chelsea lo prenderebbe a 60 milioni quasi 31 enne, rendiamoci conto, se scrivete stupidaggini per 3 anni contro tutte le evidenze, perchè io critico voi non Sarri, perchè lui deve dire quelle parole, per la rosa, per far vedere che non fa favoritismi, ma non potete essere + realisti del re, poi sinceramente sarò sempre grato a Sarri di essersi preso Jorginho per oltre 60 milioni, prezzo fuori mercato, e per me il Napoli non può rifiutare offerte fuori mercato, come avrei accettato 100 milioni per KK, o perlomeno avrei negoziato magari si arrivava a 120, ma quello che voi chiamate pappone ha rifiutato, sbagliando, e per la pressione del popolaccio non pagante

          • Luigi Ricciardi 28 luglio 2018, 4:12

            Non ho scritto che la maglietta e’ orrenda: ho detto che e’ orrendo il backdrop, che e’ lo sfondo che il Napoli mette alle conferenze stampa: non si capisce praticamente niente.
            Non ho tirato fango, ho detto che il video di presentazione e’ molto bello (in stile graphic novel) ma la maglietta non e’ bella, perche’ nessuna maglietta puo’ riuscire bene con quei loghi degli sponsor.
            Jorginho era praticamente del City, poi Sarri lo ha voluto al Chelsea. De Laurentiis ha cercato di dare la colpa del cambio di destinazione al giocatore, solo che poi e’ stato il Napoli a cambiare la destinazione, perche’ e’ chi vende che decide con chi trattare. E’ sicuro al 100% che lo voleva Sarri, ma se il Napoli avesse voluto avrebbe tranquillamente potuto venderlo al City.
            Pero’ conveniva a tutti che andasse al City, perche’ il Napoli doveva liberare Sarri, che formalmente e’ stato liberato a 0, ma ovviamente il costo e’ stato riversato sul costo del giocatore, e se non fosse stato venduto al Chelsea, si sarebbe aperto sicuramente un contenzioso col Chelsea, quindi meglio cosi’ per tutti.
            Il costo di Jorginho e’ in linea col mercato inglese, tant’ e’ che il City offriva appena di meno, per cui non e’ stato Sarri a far alzare il prezzo, ma e’ il mercato inglese che e’ cosi’ .
            Il mercato del Napoli per ora e’ stato eccellente: Inglese e Verdi li avrei voluti gia’ a gennaio.

          • lo sfondo che il napoli mette nelle conferenze stampa? ok ci rinuncio
            Adl ha cercato di dare la colpa al giocatore? Chi vende decide?
            Ho sempre sospettato che tu non riesci proprio a capire come funzionail mercato. 2 società possono avere qualsiasi accordo ma se il giocatore non firma il contratto non ci sono santi, infatti Adl è stato onestissimo, visto che è stato lui a chiedere scusa al city, perchè il giocatore chiamato da Sarri ha rifiutato il city, occhio che Adl ha anche detto che ha preso + soldi, naturalmente in quei soldi c’era anche la clausola di Sarri.
            Non puoi essere così in mala fede e dire che Adl “ha cercato di dare la colpa al giocatore, a parte che non c’è nessuna colpa visto che non ci sono reati.
            Sarri ha sempre fatto il mercato e continua a farlo, bisogna solo capire la quantità di calci che prenderà in inghilterra, perchè il carognismo non funziona credi forse di essere a Caivano? afragola?
            Verdi non è venuto a Gennaio perchè con Sarri avrebbe fatto 6 mesi di panchina, Inglese idem.

          • Luigi Ricciardi 30 luglio 2018, 1:47

            ti piace lo sfondo delle conferenze stampa? A me no, ed e’ la prima cosa che si vede in tv.
            Ecco cosa disse ADL del cambio di destinazione di Jorginho:
            https://www.calciomercato.com/news/napoli-jorginho-in-volo-per-londra-e-la-chiave-per-sbloccare-sar-47909
            Prima pero’. il procuratore di Jorginho aveva detto cosi’ :
            La trattativa con il City non si chiude ancora: così Joao Santos, agente di Jorginho, parla a CalcioNapoli24Live.«Jorginho è un giocatore del Napoli. Il Napoli ed il Manchester City non hanno ancora trovato l’accordo, c’è distanza tra domanda e offerta di circa 10 milioni di euro. Ora il Manchester City sta lavorando per una seconda scelta».

            Uno scenario imprevisto. «Il giocatore – prosegue l’agente – sta aspettando la decisione del Napoli: ha ancora due anni di contratto, non rinnoveremo. Il cartellino di Jorginho appartiene al presidente De Laurentiis. Ad oggi Jorginho resta al Napoli. Manchester City? Non vogliamo essere ipocriti, qualsiasi giocatore vorrebbe andare a giocarsi un posto da titolare con Guardiola. Io non devo dire nulla a De Laurentiis, se lui è convinto di fare l’affare e venderlo lo farà, se invece crede che Jorginho possa fare bene nel Napoli allora lo terrà. Jorginho è un grande professionista, ma questa è l’opportunità della sua vita e della sua famiglia. Se non andrà al Manchester City non tornerà molto contento».

            Nonhttps://sport.ilmattino.it/sscnapoli/jorginho_city_10_milioni_di_distanza_l_agente_scontento_se_resta_qui-3786911.html
            Non mi sembrano parole di uno che non volesse andare al city, ti pare?
            Non ci sono reati, ma De Laurentiis ha scaricato il cambio di destinazione sul giocatore, mentre conveniva al giocatore e anche a lui che andasse cosi’
            .
            Quindi, secondo la tua ricostruzione, l’ agente di Jorginho fa quelle dichiarazioni in cui conferma che Jorginho voleva andare al City, ma era tuttua una manfrina per mettere il Napoli all’ angolo per poi cederlo al Chelsea. Napoli, che nel frattempo, non aveva neanche convocato Jorginho al ritiro. Vabbe’ , hai ragione tu, ne capisci di mercato e io no.
            Di Marzio dava la notizia cosi’ (uno che di mercato non ne capisce):
            https://www.100x100napoli.it/sky-e-stato-de-laurentiis-a-chiedere-a-jorginho-di-non-firmare-col-city/
            “Voglio specificare che Jorginho non ha potuto mettere la firma sul contratto con il Manchester City perché il Napoli gli ha chiesto di aspettare il Chelsea, i londinesi offrivano molto di più, mentre l’ingaggio è più o meno lo stesso. Oggi la dirigenza del Manchester City era molto arrabbiato, credo che se la prenderà con il presidente azzurro per questo cambiamento repentino”.

            City che pare fosse appunto molto arrabbiato (ti metto un link olandese perche’ riporta anche un tweet del giornalista che ne ha dato la notizia):

            https://www.voetbalprimeur.nl/nieuws/828001/-manchester-city-woedend-op-onprofessioneel-napoli-na-spraakmakende-transfer-.html

            Verdi non e’ venuto a gennaio, idem Inglese. I motivi non li sappiamo: forse aveva paura di fare panchina, forse aveva detto di voler restare fino alla fine dell’ anno (lo ha confermato Zazzaroni, che e’ di Bologna e lo conosce bene diverse volte). Inglese era un caso diverso, non e’ venuto perche’ non poteva giocare, ma perche’ l’ accordo col Chievo era del prestito annuale. Poi si e’ fatto male Milik e si pensava potesse arrivare subito, ma non si e’ trovato l’ accordo, anche pensando che Milik potesse comunque tornare.

          • piace o non piace, se non riesci a capire che il logo dell’azienda sponsor non lo decide il napoli, c’è poco che io possa dire….
            Se credi che Jorginho è andato al Chelsea per volontà del Napoli che ti posso dire?
            d’altronde dopo 3 anni ch spari fango e bugie, secondo te mi metto ancora a discutere?
            Jorginho lo ha preso Sarri, e il giocatore era d’accordo, lo stesso Adl lo ha detto, chiarendo che per il Napoli l’accordo era chiuso con il City, e come tutti sanno è intervenuto Sarri, che poteva contare sul SI del giocatore.
            Ancora non hai capito che sono i giocatori a firmare i contratti, per cui una società non vende a chi vuole se non ha l’ok del giocatore, ma la cosa inquietante, è che riesci a negare cose che sanno i bambini di 2 anni pur d’infangare, capisco che ti senti male perchè per 3 anni hai scritto che Sarri non si occupava di mercato e sei stato smentito in maniera anche plateale, Adl ha docuto chiedere scusa al city, e non ha preso un centesimo in + per il semplice fatto che la differenza tra i soldi offerti dal city e quelli del Chelsea, risiede nella clausola di Sarri, ma tanto a voler lavare la testa all’asino si perde tempo, acqua e sapone

          • Luigi Ricciardi 2 agosto 2018, 9:36

            Quoindi Jorginho voleva andare al Chelsea, ma il suo procuratore protestava con il Napoli che non lo aveva fatto vendere al City.
            Evidentemente, il procuratore agiva in contrasto col suo giocatore, giusto? E’ cosi’?

          • Luigi Ricciardi 2 agosto 2018, 11:22

            Quindi il procuratore di Jorginho, quando si lamentava che il Napoli non lasciasse andare il giocatore al City, mentiva.
            Di Marzio, che affermava che il Napoli avesse chiesto a Jorginho di non firmare, mentiva.
            Hai ragione tu. Tutti bugiardi.

          • ma vedi che con me è inutile sparare bugie clamorose, il napoli tra city e chelsea certamente preferiva il city, visto come si era comportato il miserabile toscano, ma c’era in ballo i soldi della clausola di Sarri, che infatti sono stati messi sul cartellino di jorginho. A prova del tutto basterebbe leggere le dichiarazioni del giocatore, che è andato dove voleva, il che demolisce tutte le bugie clamorose che continui a sparare, contro ogni logica e raziocinio, ma evidente il tuo interesse è un altro per cui continui a fabricare cumuli di immondizia a sostegno delle tesi carogniste

          • Luigi Ricciardi 3 agosto 2018, 16:01

            Quindi ricapitolando:
            Il Napoli preferiva vendere Jorginho al City, ma Jorginho voleva il Chelsea.
            Quindi e’ stato Jorginho a fare cambiare destinazione, dicendo: “no, al City non ci vado, voglio il Chelsea”.
            Se ne deduce che:
            1) Il procuratore di Jorginho diceva il falso, quando diceva che il giocatore era arrabbiato perche’ il Napoli non lo aveva ancora venduto al City, e agiva contro la volonta’ del suo assistito, che invece voleva il Chelsea.
            2) Di Marzio diceva il falso, quando ha detto che e’ stato il Napoli a dire a Jorginho di non firmare per il City (non riesco a trovare la querela di falso per Di Marzio).
            Sai qual e’ la verita’ piu’ probabile? Jorginho voleva il City, poi e’ si avviata seriamente la trattativa tra il Napoli e il Chelsea per Sarri. Sarri voleva far leva sulla clausola di un paio di giocatori per farli andare al Chelsea, e il Napoli ha fatto muro (giustamente) per evitare che succedesse, riuscendo anche a far siglare una serie di accordi (di cui non sappiamo i dettagli) per evitare che il Chelsea prendesse calciatori dal Napoli, in primis Hysaj (sai che bello dover cercare adesso non uno, ma due terzini destri?).
            Visto che Jorginho era comunque venduto per il Napoli, che non lo aveva neanche convocato per il ritiro, si e’ preferito spostare la cessione di Jorginho al Chelsea, destinazione gradita al calciatore, che ha potuto usare la leva della presenza di Sarri come motivo della scelta, ma DOPO che si e’ avviata la trattativa col Chelsea che avrebbe visto Sarri ai Blues, perche’ PRIMA di questa trattativa, Jorginho al City ci andava a piedi.
            Cosi’ facendo, Sarri ha avuto il suo regista, Joirginho ha avuto il suo ingaggio inglese, il Napoli ha liberato Sarri a quanto ha voluto, facendo ricadere il costo sul maggior valore dato da Jorginho dal Chelsea rispetto al City (e’ la foglia di fico per il cambio di destinazione).
            E’ una cosa che e’ convenuta a tutti: ma se credi che il solo Jorginho abbia deciso, con la sua volonta’, questa trattativa multipla, beh, forse l’ingenuo sei tu.

          • come se il Napoli potesse intervenire sul logo di uno sponsor, ragazzi la testa non vi aiuta, c’è poco da fare

          • però almeno una volta potresti evitare di dire bugie, Jorginho era praticamente del city, poi Sarri lo ha voluto al Chelsea e il giocatore è voluto andare lì, ergo è un’operazione di Sarri, infatti Adl ha dovuto chiedere scusa al city, ma chi ha orchestrato il tutto è stato Sarri, negare questo ti mette alla berlina come lo sei stato per 3 anni dichiarando bugie senza alcun fondamento, Sarri si è sempre occupato di mercato anche se non ha idea di mercato, purtroppo per noi, e ci è costato decine di milioni, Tonelli, Valdifiori, Pavoletti, Maksimovic ecc ecc, su 20 giocatori ne ha azzecato 1 e mezzo che sono poi quelli che faceva giocare almeno part time, e questi sono fatti le tue invece sono invenzioni e menzogne

    • Qualsiasi persona di buon senso (e di un minimo di buon gusto), e che non parla per partito preso come tanti in questo forum, non può che essere d’accordo.
      Quelle toppe sono semplicemente orrende e, soprattutto, incomprensibili. Si possono mettere tutti gli sponsor del mondo su una maglia (e sulle tute e sulle divise sociali…), basta solo trovare le giuste (decenti) soluzioni grafiche. Tra l’altro negli anni il Napoli sotto quelle toppe ha avuto delle bellissime maglie (in particolare quella Macron del 2011-2012), ma sempre puntualmente deturpate.

  8. ….sempre che la maglia con quella pantera nun se po’ guarda’ 😀
    complimenti a formisano, fosse stato al milan, alla juve o all’inter…ne avrebbero parlato pure le enciclopedie.

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