Il piano sicurezza per il derby diventa un “concept”, l’Italia è il Paese che amiamo
Il comunicato che spiega le straordinarie misure di "safety" per domenica è un capolavoro di supercazzole, una pezza a colori coerente con il caso

Dc Roma 14/12/2023 - Atreju: La Via italiana / foto Domenico Cippitelli/Image nella foto: Matteo Piantedosi
Il pasticciaccio brutto del derby sballottolato di qua e di là – con figuracce annesse – non poteva che produrre un capolavoro: parliamo del comunicato stampa nel quale vengono descritte le misure di sicurezza che domenica dovrebbero servire a mantenere l’ordine pubblico mentre le decine di migliaia di persone che usciranno dall’Olimpico incontreranno le 10.000 circa dirette al Foro per la finale degli Internazionali. E’ un capolavoro sintattico e stilistico. Gli hanno dato anche un nome al piano sicurezza: “Unicum”. Ormai non c’è niente che non finisca brandizzato, a questo mondo.
L’Unicum e il concept per il derby e il tennis
E allora leggiamo, testuale: “‘Unicum’ è il concept su cui il Questore di Roma ha improntato il Tavolo tecnico tenutosi questo pomeriggio in via San Vitale per la pianificazione e messa a punto del dispositivo di sicurezza destinato alla gestione del grande evento sportivo in calendario domenica 17 maggio”.
Esatto, ci voleva un concept per ideare il piano sicurezza. Andiamo avanti: “Univocità nella pianificazione strategica, gestione operativa e vivibilità degli eventi è il comun denominatore che dovrà ispirare i grandi appuntamenti sportivi che conviveranno nella cornice del Foro Italico, anche attraverso il coinvolgimento consapevole del pubblico tennistico e delle tifoserie chiamate a condividere, in sicurezza, gli spazi interni ed esterni all’impianto sportivo”.
È un progetto chiaramente “ispirato”, questo. Chissà se gli ultras sono abbastanza coinvolti consapevolmente. Ovviamente nel comunicato la sicurezza diventa safety che si integra nella security, eh:
“Atteso lo scenario organizzativo particolarmente complesso sotto il profilo della gestione dei flussi, della mobilità urbana e dei servizi di ordine e sicurezza pubblica nell’intera area del Foro Italico, tutti gli attori coinvolti hanno concorso, quali componenti di un unico sistema, alla predisposizione di un piano dedicato di safety, che si integra, divenendone sintesi, con le pianificazioni che, sotto il profilo della security, vengono determinate e attuate dall’Autorità provinciale di pubblica sicurezza tecnico-operativa”.
Qui ci starebbe benissimo un graviniano “endofederale”, ma la supercazzola sarebbe troppo smaccata.

Il comunicato prosegue: “La concomitanza dei due appuntamenti sportivi, così come sopra richiamati, pur al netto della cornice temporale che separa i due appuntamenti più blasonati – rispettivamente il derby della Capitale e la finale tennistica maschile – indurrà, infatti, fisiologicamente, una straordinaria amplificazione delle dinamiche di afflusso e deflusso del pubblico destinato a prendervi parte”.
Si sa: la straordinaria amplificazione delle dinamiche di afflusso e deflusso è fisiologica, diremmo pure clinicamente testata.
E le dinamiche di flusso non ce le metti?
E allora, tutto ciò premesso, è chiaro che “il modello operativo concepito per l’occasione convergerà, quindi, in un ‘unicum gestionale ed operativo’. Ed qui, proprio qui, che “i piani di safety dei due teatri impiantistici sportivi si integreranno con un piano di safety complementare affidato alla Lega Calcio di Serie A, in una logica sinergica che vede la interazione tra istituzioni ed enti a diverso titolo coinvolti quale valore aggiunto di un sistema sicurezza plurale, in cui le stesse tifoserie sono chiamate alla consapevolezza dell’importanza dei due appuntamenti sportivi e del clima di sano folclore che deve ispirarne lo svolgimento.
Qui per facilità di analisi didattica di cotanto testo ri-proponiamo le parole chiave: “unicum gestionale, safety complementare, teatri impiantistici, logica sinergica, interazione, sicurezza plurale”. Come puoi tu, caro ultrà consapevole non limitarti solo a del sano folklore, essù.
E allora, “in una logica di continuità tra gli spazi esterni e quelli interni agli impianti, saranno pianificati e gestiti corridoi di avvicinamento differenziati, così da scongiurare una sovrapposizione incontrollata dei flussi di pubblico, favorendo modalità di arrivo ed esodo idonee, anche parametrate in ragione delle tre categorie di pubblico interessate, rispettivamente riconducibili ai supporters della AS ROMA, ai tifosi della SS Lazio, nonché al pubblico del torneo tennistico, cui si aggiungono gli addetti ai lavori destinati a garantire la funzionalità degli impianti sportivi”.
Applausi, ma ci avevano già convinti al concept.