Ancelotti e Meret, la reale rivoluzione del Napoli

Due novità tutt’altro che banali in una città e in un paese che confonde spesso la realtà e fantasia

Ancelotti e Meret, la reale rivoluzione del Napoli

Un paio di cose non banali

Nella remota eventualità che, nel mondo gestito oggi da sottosegretari che dubitano dell’allunaggio, a qualcuno ancora interessi la realtà, vale la pena far notare che al Napoli, squadra di calcio della città nella quale si è vissuta una apparente rivoluzione permanente per tre anni, oggi accadono un paio di cose non banali.

Per esempio la porta, nella stagione che sta per iniziare, verrà difesa dal più giovane numero uno della storia della società: Meret. Decisione, certo, che non è paragonabile, per impatto politico-calcistico, al conservare come leader indispensabile Reina, l’uomo del giro di campo triste, solitario y quasi final dello scorso inizio di campionato, ma è pur sempre un segnale interessante di scommessa sul futuro.

Mentre viviamo da alcuni mesi le ultime quarantotto ore decisive della precedente rivoluzione, Lippi – un signore che qualcosa di calcio mastica – dice che Ancelotti è il più grande allenatore degli ultimi dieci anni. E pare sia del Napoli. Anche qui, come nel caso controverso dell’Apollo 11, potrebbe non essere stato Lippi a parlare, ma una controfigura diretta dalla sapiente regia di un Kubrick dei nostri giorni. Eppure qualcosa può contare.

Si tratta di stabilire se ci interessa la realtà dei cambiamenti epocali che avvengono o dobbiamo continuare assiduamente a disinteressarcene in nome dei meme de la revolución.

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  1. Pacojonathan 6 luglio 2018, 13:01

    Chiaro che al napolista sta bene tutto quello che fa la sscalcio napoli. Io sottolinerei due cose: 1. Meret era non il piano B, ma il piano F dopo aver ricevuto due di picche da patricio e Leno, ed essere rimasto senza portiere 2. Lippi ha detto che ancelotti é il migliore… Agroppi (che un poco di calcio ne capisce anche lui…) ha detto “ma perché tanto entusiasmo per un allenatore che ha più perso che vinto?”… non vedo perché è più importante il parere di Lippi rispetto a quello di Agroppi (solo per ossequiare adl?)

  2. Alfonso De Vito 6 luglio 2018, 0:00

    Grande curiosità di vedere il Napoli di Ancelotti. Ma questo bisogno di denigrare quel che abbiamo visto in questi tre anni , ovvero una squadra di calcio che in campo ha fatto innamorare pure i tifosi delle altre squadre, mi pare davvero incomprensibile e ingrato. Normale che l’ombra di Sarri peserà, ma Ancelotti ha spalle larghe e quindi non credo si lamenti

  3. AlessandroImbriano 5 luglio 2018, 19:49

    La battuta sui sottosegretari è inutile. Inutilmente lunghe le frasi. La punteggiatura lascia molto a desiderare.

  4. Luigi Ricciardi 5 luglio 2018, 17:59

    Ma vogliamo aspettare a vedere almeno un minuto di calcio giocato del nuovo Napoli?
    Quando arrivó Sarri scriveste di ridimensionamento. Forse bisogna aspettare un poco, che dite?

    • Napolista schizzofrenico. Scrive tutto e il suo contrario. Un articolo in meno. Grazie.

  5. antonio consiglio 5 luglio 2018, 17:48

    ancelotti è un grande nome.
    chi lo nega?
    vediamo però se il grande nome farà gli stessi risultati dell’allenatore dal nome pressocchè sconosciuto sino a tre anni fa .
    questo solo conta per i tifosi .

    • Raffaele Sannino 6 luglio 2018, 2:37

      Gli stessi risultati dell’allenatore dal nome pressocchè sconosciuto sino a tre anni fa ?Non dovrebbe essere difficile,visto che non ha vinto nulla.

    • onofrio marino 6 luglio 2018, 13:00

      gli stessi risultati vuol dire qualificarsi o in Champion’s o in Europa League, perchè le coppe le abbiamo vinte con Benitez

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