Perché al Napoli conviene rinnovare il contratto a Sepe

I problemi con la lista Figc e per la Champions “invitano” il Napoli a trattenere uno dei due calciatori cresciuti nel vivaio, in modo da non perdere slot per calciatori sopra i 21 anni.

Perché al Napoli conviene rinnovare il contratto a Sepe
Sepe Photo Matteo Ciambelli

Una scelta “tecnica”

Ieri è rimabalzata una notizia che ha un po’ destabilizzato la percezione del calciomercato intorno al Napoli. Il club partenopeo, per dirla in breve, avrebbe deciso di rinnovare il contratto a Luigi Sepe, offrendogli il posto di dodicesimo alle spalle del futuro titolare. Qualcuno si aspettava che le cose potessero andare in maniera diversa, quando invece quella di confermare Sepe è una pura necessità “tecnica”. Il motivo è presto detto: il Napoli ha ed avrà problemi di lista per la Serie A e per la Champions League. E non può rinunciare a cuor leggero ad uno dei due calciatori in organico cresciuti nel vivaio del club – l’altro è ovviamente Lorenzo Insigne.

Un veloce riassunto per chiarire bene la situazione: il Napoli e tutte le squadre di Serie A possono registrare 25 giocatori over 21 per le partite di campionato, ovvero nati prima del primo gennaio 1997. Da quella data in poi, la liberalizzazione è totale – non ci sono limitazioni, di passaporto o provenienza, e non occorre neanche la “registrazione”.

Per i 25 over nascono i “problemi”: ogni squadra deve registrare otto calciatori cresciuti in un vivaio italiano. Quattro di questi devono essere necessariamente cresciuti nel vivaio dello stesso club. Per “cresciuti in un vivaio” si intende tesserati, indipendentemente dalla nazionalità, dai 15 ai 21 anni e per almeno 36 mesi, in un determinato club italiano. Qualora mancassero calciatori con questi requisiti, c’è la necessità di lasciare “libero” uno slot degli over. Per esempio: qualora mancasse un calciatore cresciuto nel settore giovanile dello stesso club e uno cresciuto semplicemente in Italia, i calciatori registrabili scenderebbero a 23.

Per la Champions, la situazione è similare ma ancora più restrittiva: i calciatori Under 21 sono “liberi” solo in caso di formazione giovanile all’interno del club.

Il caso di Sepe

Da qui in poi, la lettura del caso Sepe diventa molto semplice. Mantenere in organico un calciatore formatosi nel vivaio permetterà al Napoli di non “bruciare” un ulteriore slot per un calciatore Over 21. Già due posti in lista sono “liberi” per via della mancanza di giocatori sviluppati in casa; perderne un altro per un “lusso” come il secondo portiere sarebbe davvero poco intelligente.

Insomma, la scelta di rinnovare il contratto di Sepe è più che altro obbligata e obbligatoria rispetto ai regolamenti federali e internazionali. Il ruolo da dodicesimo è “nato” grazie alla condotta di alcuni top club negli ultimi anni, in Italia solo la Juventus ha Szczesny e Perin (una scelta incomprensibile, per noi), mentre le altre squadre più forti hanno dei dodicesimi vicini al livello di Sepe (Skorupski, Padelli, Donnarumma junior).

Pensare ad un Napoli con due “titolari” – Areola e Sirigu, per dire  – e un terzo portiere come Sepe sarebbe illogico, a meno che l’attuale secondo non voglia rimanere e retrocedere a terza scelta. Un ruolo che avrebbe potuto ricoprire anche Contini, cresciuto nella Primavera azzurra, ma pare che alla fine si punterà su Sepe. Con motivazioni abbastanza chiare, viene da dire. Più sensato acquistare un portiere “titolare”, tenere Sepe e affiancargli un giovane da svezzare. Come Lunin, giusto per fare un nome.

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