Il ritmo insostenibile della Juventus: 18 vittorie nelle ultime 20 partite

La Juventus ha subito solo quattro gol in un intero girone di campionato. Il Napoli è in calo e può ancora cambiare le cose, ma i bianconeri possono frantumare ogni record.

Il ritmo insostenibile della Juventus: 18 vittorie nelle ultime 20 partite

Oltre il Napoli

Abbiamo pubblicato, pochi minuti fa, un pezzo in cui analizziamo la crisi realizzativa e di risultati del Napoli. Nove punti nelle ultime sei partite sono effettivamente pochi, per puntare allo scudetto. Soprattutto se, nel frattempo, la Juventus ne fa 16. Soprattutto se, e forse è questo il vero punto, la Juventus ha messo insieme 18 vittorie e due pareggi nelle ultime 20 partite. Con soli quattro gol subiti, di cui due in una partita dal contesto particolare come quella di Benevento.

Come dire: da una parte c’è l’inadeguatezza del Napoli, dall’altra c’è il ritmo insostenibile di una squadra che non si è fatta distanziare da una striscia record di dieci vittorie consecutive. Il Napoli, tra la diciassettesima e la ventiseiesima giornata, non ha perso un colpo. La Juventus ha messo insieme lo stesso filotto, e ha vinto anche le due successive, fermandosi solo a Ferrara con la Spal. Un rullo compressore a cui il Napoli ha ceduto nelle ultime sei partite. Di schianto, ci siamo, perché ha perso sette punti. Ma il punto è che questo tipo di andamento, alla fine, non può che portare al titolo. Anche perché è stato (meritevolmente) costruito e portato avanti in contemporanea con un’avventura in Champions di ottima qualità. E con il raggiungimento della finale di Coppa Italia.

Il confronto

Quando oggi abbiamo pubblicato l’articolo sul Napoli di Mazzarri secondo a tre punti sette anni fa, abbiamo inserito i punteggi di quella stagione. Il Milan vinse il campionato con 82 punti, il Napoli arrivò al terzo posto con 70 punti. È cambiato tutto, ed è cambiato da un po’ di anni. La Juventus di Allegri, stagione 2017/2018, è ancora in lizza per diventare la migliore nella storia della Serie A. Vincesse tutte le partite da qui alla fine, arriverebbe a 102 punti. Ovvero, la stessa quota raggiunta da Conte nella stagione 2013/2014. I bianconeri hanno gli stessi punti del Manchester City (84 punti in 32 contro 87 in 33) e due punti in più rispetto al Barcellona (82 punti in 32 partite).

Siamo in un periodo storico che contempla queste medie, il Napoli è riuscito a mantenere un’andatura simile fino all’ultimo terzo di stagione. È ancora in tempo per cambiare le cose, una vittoria nello scontro diretto a Torino tra una settimana rimetterebbe in discussione l’intera impalcatura matematica. Anche perché cinque dei sette punti smarriti dalla squadra di Sarri in questo momento di flessione sono figli degli scontri contro Roma e Inter, avversarie della Juventus prima del 20 maggio. Qualora i bianconeri dovessero battere la squadra di Sarri, e poi uscire indenni o vincitori da queste ultime due uscite, ci sarebbe poco da dire: Juve campione per manifesta superiorità. Napoli secondo, per qualche colpa propria e tanti meriti degli avversari.  

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  1. Questa e’ la stessa situazione che la Juventus deve affrontare in Champions League. Real, Barcelona, Bayern, e perfino squadre che per ora combinano poco (City, PSG, United) hanno fatturati molto superiori. E se in Italia c’e’ solo una squadra dominante, basta un’annata no e il Napoli puo’ approfttarne. In Europa, se il Real ha un’annata balorda, ci sono sempre le altre da battere. Impresa improba: servirebbe una vera programmazione a lunga gittata che la Juve non e’ in grado di fare. Non so quale sia la soluzione migliore per interrompere la monotonia. Salary caps? Draft come negli sport professionistici americani? Oppure fare la lega europea, dove i diritti TV mostruosi, ripartiti in maniera democratica, alzerebbero le barche di tutti i partecipanti (emerginando pero’ il calcio “nazionale”).

    • In Italia ci sono tre potenziali dominatrici. Per vincerlo un Napoli o una Roma bisogna che crollino in tre. Due sbagliano da circa dieci anni. La terza no. Il problema e’ che se una delle altre due strisciate arriva in champions potrebbe permettersi una campagna acquisti importante. Per noi meglio Roma e Lazio in champions. Con loro ce la giochiamo, anche se la Roma ho l’impressione che faccia meglio dal punto di vista del fatturato ma peggio dal punto di vista dei costi (infatti chiude sempre i conti in rosso). D’altra parte il nostro bacino d’utenza ha capacita’ di spesa limitata. Quello della Roma se la passa meglio.

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