Il surreale post Real Madrid-Juventus a Mediaset: microfono aperto e claque in studio

Una trasmissione che segna un punto di rottura nella comunicazione sportiva italiana. I dirigenti della Juventus e Buffon applauditi dallo studio per gli sfoghi polemici.

Il surreale post Real Madrid-Juventus a Mediaset: microfono aperto e claque in studio

Una svolta storica

Da ieri sera sarà dura criticare qualsiasi post-partita in Italia, qualsiasi eccesso da parte di allenatori, presidenti o giocatori ancora nervosi per un presunto errore arbitrale. E anche noi del Napolista, di solito piuttosto impietosi con i tesserati del Calcio Napoli, dobbiamo fare un passo indietro e morderci la lingua quando succederà che qualche rappresentante azzurro si lascerà andare a quelle che spesso consideriamo lamentele eccessive.

Ieri sera, alla fine di Real Madrid-Juventus, a Mediaset Premium è andato in onda uno spettacolo che segna uno spartiacque nella storia della comunicazione sportiva. Con giornalisti, opinionisti ed esperti a fare da claque agli sfoghi appena appena sopra le righe dei tesserati juventini. Abbiamo già scritto che i più obiettivi, gli unici a stigmatizzare comportamenti a dir poco imbarazzanti, sono stati proprio i tifosi, i cosiddetti infleuncer juventini. Appassionati della Juventus ma anche del calcio. Il giornalismo cosiddetto tradizionale (molto tradizionale) è rimasto sospeso, si è preso una pausa. Una serata sabbatica.   

L’applauso in studio allo sfogo di Buffon

Oggi sui quotidiani non abbiamo letto una riga critica nei confronti di Andrea Agnelli, qualcosina – appena accennato, in maniera molto blanda – a proposito di Buffon che ha candidamente detto che l’arbitro ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore e che, vista la sua incapacità, avrebbe fatto meglio a guardare la partita dalla tribuna con moglie e figli mangiando patatine e bevendo Sprite. Quisquilie. A un’emittente spagnola gli ha dato perfino dell’assassino. Quando il capitano della Nazionale ha pronunciato queste amenità, dallo studio Mediaset Premium nessuno ha avuto qualcosa da dire. Anzi, è scattato l’applauso (così come alle parole di Agnelli). Una scena tragicomica che merita di diventare un cult di Blob.

“Juventus derubata”

Del resto, a Premium hanno fatto capire subito il loro pensiero. L’ex arbitro Cesari è riuscito nell’impresa – titanica – di affermare che il rigore non esisteva. Sopra, nell’immagine in apertura, accanto alla faccia di Sabatini c’è il “fermo-immagine” su cui è stata basata l’intera moviola.

Nessuno ha mai nemmeno lontanamente pensato di metter in dubbio che la Juventus avesse realmente subito un torto arbitrale (al di là della splendida prestazione). Anzi, l’assioma “Juventus derubata” è stato l’architrave della trasmissione. Sono mancati soltanto la ola in studio e gli olè a ogni dichiarazione di Buffon, Allegri e anche Chiellini protagonista di un gesto profondamente sportivo in campo (ha fatto il gesto dei soldi). Ci siamo dovuti accontentare dell’applauso al Gigi nazionale.

La trasmissione di Mediaset Premium è stata una sorta di programma dell’accesso, con microfono aperto ai tesserati della Juventus. Senza contraddittorio, senza alcun riferimento storico. Tanto per fare un esempio, nessuno che abbia chiesto ad Agnelli come mai fin qui non avevamo mai ascoltato dichiarazioni così nette sull’importanza del Var.

Se non fosse stata la Juventus

Ovviamente viene da chiedersi cosa sarebbe mai potuto accadere se al posto della Juventus ci fosse stata un’altra squadra italiana. Il Napoli certo, ma anche le altre. Sembra che in Italia anche l’acquiescenza giornalistica vada inclusa nella proverbiale sudditanza psicologica di morattiana memoria. E non ci addentriamo nel terreno spinoso di quel che di solito accade in Italia, con la Juventus nei panni del Real Madrid. Con autorevoli dirigenti juventini che da sempre impartiscono lezioni di stile dichiarando che gli errori arbitrali sono gli alibi dei perdenti.

È stata un’ora molto divertente per chi non è tifoso della Juventus. È stato come sintonizzarsi su Juventus Tv e godersi della bile dei protagonisti. Però negli studi Premium ci saremmo aspettati altro, ci saremmo accontentati anche di una sola vocina in dissenso. Un Malaussene piazzato lì ad immolarsi. Giusto per lavarsi la coscienza.   

Un suggerimento per domenica prossima

Prendiamo atto che ieri sera c’è stato il tana libera tutti. Al confronto, le esternazioni di De Laurentiis lo scorso anno a Madrid (ma anche in altre occasioni) furono di una leggerezza sconcertante. Per non parlare del linguaggio diretto di Maurizio Sarri.

Chiudiamo con un suggerimento. Da domenica prossima, negli studi televisivi di Mediaset Premium si potrà imitare una delle tante iniziative geniali di Marco Pannella: il microfono aperto ai radioascoltatori. Erano gli anni Ottanta, ciascuno chiamava e diceva quel che desiderava, senza alcun tipo di filtro. Volendo, può essere aggiunto l’applauso registrato: può essere fatto partire alle dichiarazioni più efficaci.

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