Le quattro sconfitte con la Juventus, così simili tra di loro

Giocare contro la Juventus vuol dire mettersi alla prova sulla gestione dei momenti, e degli episodi. Al di là della supremazia tattica, perché il calcio di Allegri è molto diverso.

Le quattro sconfitte con la Juventus, così simili tra di loro

Diversità

Tre anni, quattro sconfitte contro la Juventus. Il gol di Zaza, quello di Higuain, la semifinale di Coppa Italia e lo 0-1 al San Paolo, sempre firmato dal Pipita. Una storia breve di partite tutte diverse, tutte strane, tutte perse. Tutte perse che magari te l’aspettavi, ma non rispetto a quanto visto in campo nei novanta minuti.

È una sensazione strana, come se la sconfitta fosse ingiusta ma al tempo stesso meritata. La partita che ha lasciato meno questo retrogusto è giusto l’ultima, 0-1 al San Paolo con gol di Higuain. Partita indirizzata dopo 13 minuti, anzi fin dall’inizio: la Juventus di Allegri superiore per maturità e adattabilità, in grado di determinare e difendere un certo contesto tattico. “Difendere”, in questo caso, è il termine perfetto. E non è un j’accuse ideologico, è semplicemente funzionalità calcistica: per vincere, il tecnico bianconero decide quasi volutamente di autolimitare i giri del suo motore offensivo. A inizio dicembre, ha avuto ragione lui. Era più una partita da 0-2 che da 1-1. Differentemente dalle sconfitte di Torino.

Zaza, poi Higuain

Ricordiamo tutti il 13 febbraio del 2016: Simone Zaza sbloccò a pochi minuti dalla fine uno 0-0 scrittogiusto, anche alla luce degli highlights. Un gol sfiorato da Dybala, quello che Bonucci cancellò dalla testa di Higuain (fu il suo ultimo Juventus-Napoli in azzurro). Poi, per il resto, equilibrio apparentemente inscalfibile.

Più o meno la stessa cosa a ottobre scorso, l’ultima volta che il Napoli ha perso lontano dal San Paolo in Serie A (in realtà, e incredibilmente, il Napoli da allora ha perso solo due volte e basta, in campionato). Servirono due svirgolate di Ghoulam perché la Juventus trovasse i due gol decisivi. In mezzo, la rete di Callejon, costruita secondo direttrici calcistiche non incidentali, e la sensazione che il Napoli volesse/potesse provare a violare il tabù. Poi, però, il litigio-malinteso tra Sarri e Insigne spense completamente le velleità della squadra azzurra. Fino al secondo tocco maldestro di un Ghoulam lontano parente del mostro ammirato in questa stagione.

Infine, la serata di Coppa Italia. Una partita che sfugge alle regole precostituite, perché il Napoli passò addirittura in vantaggio con Callejon e poi perse di testa, e con la testa. Rigore di Koulibaly su Dybala, erroraccio di Reina in uscita e gol di Higuain, l’episodio del doppio rigore (non dato ad Albiol, fischiato a Cuadrado) contestato a Valeri. Un’altra serata strana, come scritto sopra: non che il Napoli non meritasse la sconfitta, ma di certo la distanza di due gol è stata costruita solo sugli episodi. È la condanna di chi affronta la Juventus.

Domenica

Affrontare la squadra di Allegri è difficile proprio per questo. Al di là del dominio nel possesso palla e per numero di occasioni create (si pensi al pareggio 1-1 al San Paolo dello scorso anno, gol di Hamsik), tutto si risolve nel campo del singolo evento, dell’istante che passa. È il modo di giocare della Juventus, che ti contiene e non ti fa sfogare. O meglio: ti fa sfogare ma non ti fa concludere.

Anche per questo, oggi, abbiamo scritto di un possibile cambiamento del Napoli a Torino in vista del big match. Nulla che stravolga la filosofia di questa squadra, piuttosto qualche aggiustamento per provare a forzare in maniera diversa un dispositivo che sembra già scritto. E che vede il Napoli “pareggiare” il duello tattico e poi perdere ai punti. Perdere per episodi. Qualcuno la chiama fortuna, altri utilizzano il termine “cinismo”, altri ancora “mentalità”. Si cresce, però, anche nel saper affrontare certi tipi di avversità di genetica calcistica. In Italia, se vuoi vincere lo scudetto, si passa necessariamente da qui. Il Napoli di Sarri deve dimostrarsi in grado di reggere questo urto. Anzi, di controbattere e vincere.

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