Il Napoli Basket non ha un progetto, la salvezza sembra molto difficile

Gli esoneri hanno solo peggiorato la situazione. Ieri un’altra sconfitta, in casa contro Tortona. Una stagione che appanna il miracolo di coach Ponticiello

Il Napoli Basket non ha un progetto, la salvezza sembra molto difficile

Ultimi a sei punti

Napoli Basket, la retrocessione sembra purtroppo scontata. Dopo l’esonero di coach Ponticiello, la squadra di patron Ruggiero è caduta a picco. Appena una vittoria nelle ultime dieci partite. Adesso – dopo 21 giornate anche se con una partita da recuperare – Napoli è ultima con 6 punti, la Roma ne ha 12 e un terzetto di squadre è a 16. È paradossale come la scossa tanto auspicata, in realtà non sia mai avvenuta, e si è passati dal meno due dalla linea della felicità all’abisso.

Prima coach Russo, poi coach Bartocci preceduto dall’addio di Carter. Insomma una babele che ha distrutto in pochi mesi l’idea bella del ritorno della pallacanestro a Napoli. Gli alibi della sfortuna lasciano il tempo che trovano, la verità è che mancano alla base un direttore sportivo e una coerenza di progetto tecnico.

Il boomerang degli esoneri

Ieri al Palabarbuto, Napoli ha perso una partita praticamente vinta (82-84 contro Tortona), che poteva alimentare il flebile respiro della salvezza. Persa anche a causa di scelte incomprensibili tipo Caruso in panchina, di gran lunga il miglior under del campionato. Oppure la scelta di non raggiungere il supplementare ma tentare di vincerlo alla sirena con una tripla.

Insomma, come anche il calcio insegna, gli esoneri possono trasformarsi in pericolosi boomerang che affossano la.situazione anziché migliorarla. Il Cuore Basket ha evidenziato come fosse pregnante e centrale per il progetto coach Ponticiello che ha riportato contro ogni pronostico la squadra in A ed è l’unico ad ora aver ottenuto due vittorie con una squadra che palesemente non era completa come quella attuale. Il Cuore Basket è a un passo dalla B in appena sei mesi dal ritorno in paradiso.

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  1. L’annata del Napoli Basket è come quella del Benevento. Troppo fragile la struttura societaria per misurarsi con un campionato di livello molto più alto. È paradossale che si dica che si sta rovinando il “capolavoro” di Ponticiello, che come giocatori e società ha una storia fatta di serie minori. L’ esperienza di più alto livello si rivelò nefasta. A Reggio Calabria il record è di 1-7 fino all’esonero. A Matera ha fatto B d’eccellenza. Quindi non stiamo parlando di un fenomeno della panchina a cui l’ingrata dirigenza ha tolto l’incarico. Parliamo di un onesto lavoratore del basket. La verità è che a Napoli il movimento cestistico non è in grado di competere ai livelli del Napoli Basket di De Piano. L’unica realtà presente per un ventennio a livelli molto competitivi com’era il basket a cavallo degli anni 70 e 90.

    • Rosario Palumbo 2 marzo 2018, 10:05

      E’ una situazione complessa che se rilanciata con competenza e da parte di veri appassionati di questo sport troverebbe in Napoli tantissimi seguaci. Ho seguito i play off per la promozione in A2 e ho rivisto il Palabarbuto gremito. Tanta passione !
      Manca uno sponsor serio e manca una programmazione. Si spendono soldi per giocatori vecchi e fuori forma laddove invece bisognerebbe partire dai giovani.
      Spero che in futuro le cose vadano meglio e che vci vengano risparmiate le umiliazioni di campionati non terminati come tre volte in passato

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