Milinkovic-Savic: il calcio completo e imprevedibile, e la Lazio intorno a lui

Il gioco e la forza di Sergej Milinkovic-Savic, uno dei centrocampisti (anche se l’etichetta è riduttiva) più forti del nostro campionato.

Milinkovic-Savic: il calcio completo e imprevedibile, e la Lazio intorno a lui

 

Un mostro statistico

Una delle definizioni più ricorrenti nei pezzi che provano a raccontare, a spiegare, Sergej Milinkovic-Savic, è quella del “giocatore strano”. È una caratteristica italica: quando non sappiamo appiccicare un’etichetta tattica a un calciatore del nostro campionato, finiamo per considerarlo atipico. Milinkovic-Savic, in realtà, ha un profilo pienamente calato nel suo tempo. Anzi, forse è troppo avanti per una dimensione banalizzante quale potrebbe essere quella del “centrocampista”, o della “mezzala”. Anche “trequartista” gli sta stretto. Milinkovic-Savic è tutto questo, tutto insieme.

Il giocatore serbo della Lazio, a 23 anni da compiere, è già un giocatore completo, in grado di abbinare un incredibile rendimento fisico a una tecnica di primissima qualità. È una condizione che leggi nei numeri: 21 presenze e 7 gol in campionato, 21 occasioni create (2 assist e 29 passaggi chiave), una media di 2 eventi difensivi a partita, circa il 55% dei duelli aerei vinti. Un mostro statistico, una sicurezza in ogni fase di gioco. E in ogni punto del campo.

Sergej e Luis

Anche per questo la Lazio di Simone Inzaghi è una squadra costruita intorno a Milinkovic-Savic. Piuttosto che inquadrare la forza composita del suo miglior calciatore nei confini di un ruolo prestabilito, il tecnico biancoceleste ha preferito creare uno schieramento che gli permettesse di esprimersi con libertà, agendo allo stesso tempo come interno, trequartista centrale, regista offensivo e laterale, perno su cui poggiare il lancio lungo della difesa (una riedizione del vecchio centravanti-boa).

Il 3-4-2-1 elastico della Lazio non è un caso. Può trasformarsi velocemente in qualsiasi cosa, perché Milinkovic-Savic può trasformarsi velocemente in tutti i giocatori. Anche Luis Alberto, che parla lo stesso linguaggio tecnico del suo compagno di linea, gioca su spartiti imprevedibili. Si compensano perfettamente, e la testimonianza sta nei 20 gol in campionato di Ciro Immobile. Che fa l’attaccante secondo teorie e tecniche più classiche, ma dietro di sé ha SMS e Luis Alberto. Che lo lanciano abbastanza bene alla ricerca del gol.

Non è un caso che quest’anno, proprio quest’anno, Inzaghi abbia iniziato a farsi piacere poco Felipe Anderson. Il brasiliano non sarà a Napoli, ma ci saranno Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Il serbo rientrerà dalla squalifica. La Lazio è un sistema fondato sulle loro qualità universali e versatili, non (più) sul gioco anarchico ma monodimensionale di personaggi come Felipe Anderson, oppure Keita. 

Domani

È bello pensare che domani possa esserci una vera e propria guerra dei mondi. Da una parte un sistema estremamente rigido e codificato, quello del Napoli di Sarri. Dall’altra, la Lazio di Simone Inzaghi: una squadra molto organizzata eppure varia nella sua interpretazione del gioco, che si rispecchia nel calcio di Milinkovic-Savic e organizza il suo calcio rispetto al calciatore serbo e al suo emulo Luis Alberto. All’andata, il Napoli offrì una prova molto convincente nella ripresa, ma nel primo tempo soffrì la fisicità di un’avversaria pensata e organizzata per sfruttare a proprio vantaggio le criticità del sistema di Sarri. Inutile aggiungere che SMS supera il metro e novanta di altezza, è un calciatore difficile da spostare, da contrastare sul campo da gioco.

La heatmap di Milinkovic-Savic in Lazio-Chievo

Basta guardare la heatmap appena sopra, per capire che Milinkovic-Savic non lo sposti, ma fai anche fatica a individuarlo. La sua capacità di essere sempre al centro della manovra lo rende un calciatore non intellegibile da un dispositivo difensivo, soprattutto da uno orientato sulla palla come quello di Sarri. Domani sera, al San Paolo, tenere bene il possesso, evitare gli errori negli appoggi, sarà ancora più importante. Perché permetterà al Napoli di evitare l’ingresso di Milinkovic-Savic nelle azioni degli avversari, di disattivare la sua tecnica e la sua capacità di calcio, inteso come lettura delle situazioni pericolose e come possibilità di servire i compagni meglio piazzati. Evitare l’imprevedibilità non è facile per definizione, ma è (sarà) un passo importante per il Napoli contro la Lazio di Milinkovic-Savic. Giocatore strano, forse. Ma fortissimo, soprattutto.

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