Al Napoli bastano due gol per rimanere in testa, le goleade le lascia a chi insegue

Squadra consapevole, dosa le energie, fa gol quando c’è bisogno e poi addormenta l’incontro. Ottimo Benevento

Al Napoli bastano due gol per rimanere in testa, le goleade le lascia a chi insegue

Straripante in trasferta

Al Napoli bastano due gol per superare l’ottimo Benevento e tornare in testa alla classifica dopo il successo di oggi della Juventus sul Sassuolo per 7-0. E manca una partita in meno alla fine del campionato. La squadra di Sarri si conferma straripante in trasferta al San Paolo (solo un punto perso, a Verona contro il Chievo), tocca 60 punti in classifica e tiene una media che porterebbe gli azzurri a chiudere il campionato a quota 99. Anche i gol segnati sono un altro segnale del cambiamento di pelle: il Napoli è “solo” il terzo miglior attacco della Serie A, ma ha la miglior difesa.

Partita gradevole. Il Benevento si è rinforzato a gennaio e può togliersi qualche soddisfazione nel girone di ritorno, anche se si sente l’assenza di un goleador. Il Napoli conferma il trend delle ultime giornate: è una squadra consapevole, che sa quando è il momento di accelerare, andare a prendersi la partita e poi addormentarla e condurla in porto.

Il Napoli dosa le energie

Il Benevento fa una discreta figura. Nel primo tempo, parte forte e mette quasi paura al Napoli che comunque chiude in vantaggio di un gol, colpisce una traversa con Insigne e si divora una rete con Hamsik. In più, c’è anche un intervento sospetto di Sandro (quello del Tottenham) su Hysaj in area di rigore. Il Napoli non gioca più per dare dimostrazione di efficacia e geometria. È in campo per vincere, accelera per fare male, segna e poi controlla la partita. Il Napoli non ha più bisogno di segnare sette reti, le goleade le lascia a chi forse sente di dover dimostrare qualcosa e prova a farsi coraggio in un inseguimento che praticamente da inizio campionato. Il Napoli, invece, non ha nulla da dimostrare. È forte del proprio gioco che però ora sa sapientemente modulare a diverse velocità.

La squadra di Sarri risponde ai primi dieci minuti arrembanti del Benevento (Guillherme e D’Alessandro in evidenza) con un uno-due degno di Marvin Hagler. Prima – al 13esimo – un tentativo di pallonetto di Insigne dal limite dell’area, che colpisce la traversa a Puggioni battuto. È il primo tiro in porta del Napoli. E che tiro. Il Benevento si spaventa. Sessanta secondi e Insigne serve ad Hamsik una pallone d’oro appena fuori l’area piccola. il capitano sparacchia alto.

La perla di Mertens

Al 19esimo, il gol, Una perla di Mertens che in area si costruisce lo spazio per una palombella che va a morire nel lato piccolo della porta. Una rete splendida, che ricorda quello dello scorso anno al Torino al San Paolo. A questo punto, gli azzurri controllano agevolmente. La squadra di De Zerbi è scossa, perde l’entusiasmo. Mertens sfiora il raddoppio con un tiro deviato prima da Sandro e poi da Puggioni. Il Benevento, comunque, non demerita. Appena la squadra di Sarri abbassa il ritmo, i sanniti ripartono. E al 39esimo, sfiorano il gol con Djuricic che di sinistro spreca una ottima occasione davanti a Reina. Azione nata da una uscita sbagliata di Albiol e che, come al solito, passa dai piedi di Guillherme.

La ripresa

Nella ripresa, c’è ancora partita. Nonostante il raddoppio del Napoli al 47esimo, con Hamsik che appoggia comodamente in rete un passaggio di Callejon. Azione nata da uno stop sbagliato in uscita del beneventano Venuti, sui piedi di Allan.

Il Benevento ha il merito di non arrendersi. Al 54esimo sembra anche guadagnarsi un rigore per un fallo in area di Koulibaly su Costa. Per fortuna c’è il Var e il Var scorge che c’è un fuorigioco all’inizio dell’azione. Reina di pericoli non ne corre. Ne corre invece Mertens che esce per un brutto colpo a un quarto d’ora dalla fine. Non dovrebbe essere nulla di grave. Gli azzurri accompagnano la partita al triplice fischio finale.

Il Napoli resta in testa alla classifica. E non c’è notizia.

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