Telegraph: il divario economico tra le Big e le altre sta “erodendo” la credibilità della Premier

«Dopo la vittoria del Leicester, i grandi club si sono comportati come dei ragazzini dispettosi: “Non succederà mai più, in Premier”».

Telegraph: il divario economico tra le Big e le altre sta “erodendo” la credibilità della Premier

Un editoriale d’allarme

Nostalgia del Leicester. Sembra incredibile, perché il successo in campionato delle Foxes di Ranieri non ha ancora compiuto due anni d’età. Eppure, proprio in Inghilterra c’è chi rimpiange quei tempi. L’editoriale di Charlie Eccleshare, pubblicato oggi dal Telegraph, ha infatti un titolo severo nei confronti del nuovo contesto tecnico e competitivo del campionato inglese. Questo titolo: “Il divario economico tra le Big Six e le altre squadre sta erodendo spontaneità ed eccitazione della Premier”. I termini usati dal titolista sono “Spontaneity” e “Excitement”, la traduzione è letterale ma tutto può rientrare nel termine di “credibilità”. O “competitività”. Il tutto è sintetizzabile con “attrattività”.

Il punto è proprio questo: i risultati sono scontati, i grandi club vengono definiti «dei ragazzini dispettosi che hanno detto “mai più” dopo il successo del Leicester». Il modello applicato è quello della superiorità schiacciante. Economica, innanzitutto, con l’ingaggi dei manager e dei calciatori più costosi in circolazione. Poi, inevitabile, il riflesso sul campo: i punti a partita delle Big Six sono 2.38, in questa edizione della Premier. La quota più alta nelle ultime cinque stagioni. All’interno del pezzo, c’è una dichiarazione allarmata di Jamie Carragher: «Sta diventando imbarazzante, è uno scherzo». Il riferimento dell’ex difensore del Liverpool è stata la partita tra Manchester City e Newcastle, con i Magpies chiusi in difesa fin dai primissimi minuti. 

Come in Italia

La parte finale del pezzo è quella più rassegnata, forse anche impaurita: «Le conseguenze di questa distanza così ampia sono palpabili: lo Stoke, contro il Chelsea, ha schierato le riserve in modo da avere i titolari freschi per lo scontro diretto contro il Newcastle. E il vero problema sta nel fatto che il gap è destinato ad allargarsi. Specie se i grandi club riusciranno a far approvare l’agognata distribuzione “meritoria” dei diritti televisivi, che dividerebbe i proventi dall’estero in base alla posizione in classifica. L’hype intorno alla Premier League, quello della lega più bella del mondo, non è mai stata così lontana dalla realtà».

In pratica, la stessa situazione che viviamo in Italia. Solo che abbiamo a che fare con cifre molto inferiori, anche per i grandi club.

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  1. A proposito di calcio inglese, vi segnalo questo commento odierno sul Guardian, che prende a cannonate il VAR. L’esperienza italiana non è nemmeno citata, mentre si evidenziano polemiche e fallimenti altrove.
    Non so come farà a sopravvivere di fronte al fuoco di sbarramento che si sta operando. Perché non chiedete al Guardian di ospitare un vostro, diverso, punto di vista sulla base dell’esperienza italiana?
    https://www.theguardian.com/football/blog/2018/jan/13/var-football-referees-emotional-game

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