Inchiniamoci davanti al coraggio del Napoli che ha sfidato la bellezza

Siamo spettatori benedetti dalla grazia di questa spirale di drammatica bellezza. Ne usciamo feriti a sangue, come ciascuna bellezza esige.

Inchiniamoci davanti al coraggio del Napoli che ha sfidato la bellezza
Lorenzo Insigne and Kevin De Bruyne Photo Matteo Ciambelli

Hanno seguito le parole di Sarri

Mi inchino di fronte a questi ragazzi. Hanno trascinato i migliori nuotatori d’Europa nell’acqua alta, come aveva richiesto il loro maestro, pescando tra le sue migliori parole. Sono, questi, ragazzi che vivono il loro attimo senza ragioneria dei sentimenti o calcoli da ufficio sinistri – hanno cavalcato l’onda con tutta l’intensità che hanno trovato in animo, consci che il gioco del calcio si compie solo nel riuscire a correre in queste notti.

Resisti, Napoli, al peccato di lasciarti svanire

Il Napoli e lo slancio della sua meglio gioventù si lasciano contemplare dalla Mitteleuropa del pallone, quella che festeggia i cinquecento anni della ribellione di Lutero in questi giorni. Sotto le luci del San Paolo gli azzurri vivono con la leggerezza e la profondità delle migliori cantate del Bach protestanteGeist un Seele wird verwirret, Spirito e anima in sgomento; poi il fiato sospeso dinanzi ai propri uomini che cadono sotto il peso degli eventi – Wiederstehe doch der Sünde, resisti, Napoli, al peccato di lasciarti svanire. Wiederstehe. Resisti.

Tu sei porto di mare, non puoi ignorarlo

Noi siamo spettatori benedetti dalla grazia di questa spirale di drammatica bellezza. Ne usciamo feriti a sangue, come ciascuna bellezza esige. Ma avendo nelle orecchie quella cantata in re maggiore nelle nostre orecchie – Wiederstehe, resisti Napoli. Nessuna bellezza si può sostenere senza doversi aggrappare all’albero della nave nel tentativo di non venirne travolti. Tu sei porto di mare, non puoi ignorarlo.

In questa città questi sono i ragazzi che segnano la strada. Seguiamoli e basta. Inchiniamoci e basta.

Raniero Virgilio ilnapolista © riproduzione riservata
  • Michele Sommella

    Con tutto il rispetto, sembra un pezzo di Raniero Virgilio.

  • Artaq 70

    Sembra che il Napoli abbia vinto 4-2. Probabilmente invece di godersi la partita, scriveva il pezzo.

    • Raniero Virgilio

      In effetti ero ad un pub berlinese, luterano. A bere con un amico. Ho visto quanto mi basta. Per il resto io tendo a godere. Ma credo che tutto sia intatto per provare a vincere quest’anno.

      • Francesco

        Purtroppo no, si è rotto Goulam

  • CLAUDIO BASILE

    Analisi condivisibile. L’integralismo del mister è al tempo stesso forza e limite. Non fa una piega ma considerando la disparità di valori in campo (anche nel confronto nazionale con Juve, Inter, etc.), la trovo comunque l’unica strada percorribile: provare a costruire un meccanismo perfetto (o quasi). Ovvio, se salta anche solo un ingranaggio (vedi Ghoulam, attualmente il nostro principale top player) il meccanismo inevitabilmente si inceppa. Davvero qualcuno pensa che coprirsi contro il City avrebbe garantito (anche solo potenzialmente) un esito diverso? La trovo una follia. Certo, mantenere un atteggiamento diverso sul 2-2 e non prendere due contropiedi con dei velocisti che farebbero invidia a Bolt sarebbe stato più equilibrato. Ma le partite si giocano in campo, non sul divano, e Napoli ed il Napoli sono umorali geneticamente. Quello era il momento di spingere. Loro, più forti, probabilmente avrebbero vinto in ogni caso. Per noi era il momento dell’all in. D’altronde, il nostro obiettivo non è di certo la Champions. Piuttosto, costruire una mentalità vincente (che non vuol dire avere la certezza del trofeo finale); andare su ogni campo con un’idea di gioco e con la consapevolezza, quanto meno, di giocarcela al massimo delle nostre possibilità. Per questo motivo, non finiremo mai, in ogni caso, di ringraziare Sarri. Buon calcio a tutti!

  • Enrico Ariemma

    Cioè?

  • Fabrizio Ruffo

    Virgilio lei non sa scrivere.
    Di tutte le “schweinerein” che ci ha propinato negli anni questa e’ una delle peggiori.
    Sorvoliamo sull’enfasi tronfia e la vuota retorica di: “Noi siamo spettatori benedetti dalla grazia di questa spirale di drammatica bellezza. Ne usciamo feriti a sangue, come ciascuna bellezza esige”.

    Un orrore come “Ma avendo nelle orecchie quella cantata in re maggiore nelle nostre orecchie” e’ un’offesa al lettore. Anche concedendo che si tratti di un refuso, conseguenza della sua foga creativa, testimonia la scarsa qualita’ del suo prodotto.

    Ma oltre all’italiano da Halloween c’e’ di peggio nei contenuti
    1. Ai fini della “narrazione” non c’e alcun bisogno di citare la tonalita’ di re maggiore, se non indurre il lettore a pensare che lei sappia cosa sia il “re maggiore”, cosa di cui mi permetto di dubitare fortemente.
    2. Non esistono Cantate in re maggiore o altra tonalita’. Non sono concerti o sonate. Al limite si parla della tonalita’ dei brani, generalmente il coro o sinfonia iniziale. Chiunque mastichi un po’ di musica sa che le cantate di Bach vengono citate per numero BWV e/o occasione liturgica o civile.
    3. Il coro iniziale di “Wiederstehe doch der Sünde” e’ in mi bemolle maggiore, non re maggiore: una semplice visita a Wikipedia le avrebbe evitato di rendersi ridicolo.

    Naturalmente Bach sopravvive alle sue citazioni strampalate ma le consiglio comunque degli sciacqui col Listerine prima di nominarlo. Non tutti sono disposti a sopportare le sue castronerie in silenzio.
    Avendo appurato che lei di musica ne mastica anche meno di rivoluzioni del 1799, di intelligenza artificiale, e di idraulica dei cessi del San Paolo (lei che si e’ permesso di ridurre una questione di civilta’ a un “problema di prostata”) le esprimo la mia profonda disistima.