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Fame Napolista / Bernd Leno, un possibile erede di Neuer (e di Reina)

Profilo tecnico e tattico di Bernd Leno, uno dei candidati a sostituire Reina in caso di cessione. Tipico portiere “moderno e tedesco”, per pregi e difetti.

Fame Napolista / Bernd Leno, un possibile erede di Neuer (e di Reina)

Carta d’identità

Bernd Leno, 190cm per 83 kg, classe 1992, prodotto delle giovanili dello Stoccarda, è uno dei candidati ad arrivare alla corte di Sarri per affiancarsi a Pepe Reina o, addirittura, a raccoglierne la pesante eredità nel caso in cui la società partenopea dovesse decidere di privarsi del No.1 spagnolo. Mentre però di Szczesny, Neto e Skorupski si sa quasi tutto, avendo avuto occasione di osservarli in serie A nelle ultime stagioni, meno sappiamo del tedesco Leno.

Arrivato in prestito al Bayer Leverkusen nell’estate del 2011, Leno esordisce presto tanto in Bundesliga che in Champions League, per sostituire il titolare infortunato Adler. Una serie di ottime prestazioni convincono i dirigenti del Bayer a trattare con lo Stoccarda per il riscatto del giocatore. Reattivo, bravo tra ai pali, ottimo nei riflessi e nelle parate su tiri ravvicinati.

Leno è dotato anche di un discreto senso della posizione. Deve invece migliorare nelle uscite alte, dove a volte, mostra incertezze.

Tuttavia questo giudizio non deve portare ad una misperception in quanto, in generale, queste uscite non rappresentano un vero punto debole di Leno che ha anzi mostrato grandi capacità di comandare l’area in queste situazioni, soprattutto per quanto riguarda le uscite sui calci piazzati

Da migliorare anche la distribuzione del pallone (70% di precisione), dato per il quale è 6° in Bundesliga fra i portieri che abbiano giocato almeno venti partite (dietro Neuer, Baumann, Burki, Sommer, Casteels). Una distribuzione nella quale Leno può comunque avvantaggiarsi del suo calcio lungo, arma in più per sfuggire alla pressione avversaria e catapultare il pallone direttamente nella metà campo avversaria.

Uno degli eredi

La Germania ha una ricca tradizione in fatto di portieri che va da Sepp Meier fino Neuer, passando per i vari Schumacher, Illgner, Köpke e Kahn… Proprio Leno fa parte dell’ultima nidiata, quella degli eredi di Neuer, che sembrano destinati a contendersi l’eredità del portiere del Bayern Monaco, comunque ancora 31enne. Oltre al No.1 del Bayer ci sono infatti i vari ter Stegen (Barcellona), Timo Horn (Colonia, accostato di recente alla Lazio), Christian Früchtl (classe 2000, nel mirino proprio del Bayern) mentre sembrano mordere un po’ il freno Marvin Schwäbe (Dinamo Dresda, in prestito dall’Hoffenheim) e Loris Karius (Liverpool).

In questa stagione Leno ha totalizzato 6 clean sheets in 34 partite disputate, concedendo 1.62 gol a partita. La sua miglior prestazione, secondo i parametri di valutazione di Squawka, è stata contro l’Augsburg, dove ha registrato un 57. La sua peggiore contro il Borussia Dortmund (-77).

Leno

Al Napoli

È chiaro che un eventuale arrivo di Leno come titolare o come secondo cambierebbe le cose. Nel primo caso infatti il giovane tedesco dovrebbe velocemente abituarsi ad entrare in sintonia con il resto della squadra mentre invece, qualora arrivasse per affiancare (e non sostituire) Reina, il No.1 del Bayer avrebbe maggior tempo per inserirsi nel gruppo di Sarri. Questo tanto a livello linguistico quanto a livello tattico.

Il primo punto è particolarmente interessante: in generale i calciatori tedeschi non hanno mai mostrato particolari difficoltà nell’apprendere l’italiano. Tuttavia, nel caso di un portiere la curva di apprendimento dovrà essere per forza di cose più veloce rispetto ad un giocatore di movimento, in quanto il No.1 ha il compito di chiamare la palla nelle uscite e di guidare da dietro la linea difensiva, cosa che Leno fa particolarmente bene, esattamente come tutta la nouvelle vague di portieri teutonici. A questo dovrà aggiungersi il maggior carico di pressione che il portiere incontrerebbe passando a giocare da Leverkusen a Napoli.

Importanza tattica

Dal punto di vista prettamente tattico invece Leno non dovrebbe incorrere in particolari difficoltà se raggiungesse il Napoli. Il talento tedesco è infatti abituato al calcio di Roger Schmidt, allenatore delle aspirine fino allo scorso marzo, prima cioè di essere sostituito dal turco Tayfun Korkut.

Il gioco di Schmidt (all’interno di un sistema di riferimento 4-4-2/ 4-2-2-2) presenta infatti alcune analogie con quello di Sarri a cominciare dai ritmi alti e dalla richiesta di pressare in avanti, con conseguente linea difensiva lontana dalla propria porta. Anche il Bayer di Schmidt ricerca il gegenpressing come il Napoli, cioè l’immediata riconquista della palla in zone avanzate di campo allo scopo di sorprendere gli avversari, evitare il loro contropiede e dare vita a ripartenze brevi e potenzialmente efficaci. Tutto questo, per un portiere, si traduce nella necessità di mantenere costanti ed elevati livelli di concentrazione con la possibilità di dover uscire fuori area per operare come un libero aggiunto.

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