Il Pescara sarebbe dovuto uscire dal campo con Muntari

L'arbitro Minelli dovrebbe tornare a scuola a imparare la storia. Il ministro Lotti dovrebbe fare qualcosa. L'esempio del dirigente della squadra veneta del Dolo

Muntari

L’arbitro Minelli dovrebbe tornare a scuola

Ho rivisto solo ieri sera le immagini della collera e della mortificazione di Sullay Muntari, il giocatore del Pescara bersagliato da ululati razzisti dei tifosi del Cagliari. Che tristezza l’arbitro Minelli che prima che a Coverciano andrebbe mandato a scuola. Scuola e punto. A imparare la storia. Del colonialismo e del nazifascismo. E quel cartellino giallo vibrato come una coltellata nei confronti della vittima della bestialità razzista, è una cattiva immagine che andrebbe censurata. Non contento, l’arbitro di fronte all’abbandono del campo ha espulso il povero Muntari.

Che fa il ministro Lotti?

C’è qualcosa che non funziona e il ministro dello Sport Lotti e gli organismi federali dovrebbero correre ai ripari. Se fossi stato io a dover decidere lì per lì sul campo, avrei chiesto al Pescara (ma anche al Cagliari per solidarietà) di sospendere la partita. Di tornare negli spogliatoi perché il problema non è solo di Muntari. Anzi non è di Muntari che ha esercitato una forma di lotta non violenta che andrebbe premiato. Il problema è l’indifferenza è il cinismo delle società, della Federcalcio, degli arbitri, dei tifosi.

Il dirigente del Dolo

Io sto dalla parte di Muntari e del dirigente del Dolo (Venezia), una squadra di calcio della Promozione che, questo inverno, ha preso per le orecchie un tifoso del Dolo gli ha risarcito il prezzo del biglietto e lo ha cacciato. Il predetto aveva rivolto ingiurie razziste contro il giocatore Gansane del Vedelago.

Due forme estreme di lotta non violenta al razzismo. Da diffondere, estendere.

ovembre del 1987, ho lavorato per Il manifesto e La Stampa, mi sono sempre occupato di “giudiziaria”, delle grandi inchieste sulle mafie e sulla corruzione. Ma anche di temi sociali come il traffico di migranti clandestini e lotte contro il caporalato e l’inquinamento

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