Napoli-Real Madrid 1-3, pagelle / Cinquantacinque minuti da conservare con cura

I voti della strana coppia: Un Napoli esemplare foriero di una stagione di soddisfazioni. L’attesa di bellezza centellinata

Napoli-Real Madrid 1-3, pagelle / Cinquantacinque minuti da conservare con cura

REINA – Sembrava una serata di buena suerte per Pepe, cara Ilaria, con quel palo cristiano a prolungare la fortunata scia del sabato romano. Ma il bonus di Reina scade dopo un’ora scarsa e le due frustate del Real Ramos ristabiliscono le distanze tra i lazzari sarriti e il blasone borbonico dei blancos. È ingiusto, senza dubbio, ma è il calcio – 6

L’attesa, Fabrizio, è stata deliziosa. Strade deserte, sirene delle ambulanze in lontananza, sembrava la vigilia di Natale, è vero, ma anche Capodanno. Un’attesa così bella che quasi ti dispiace sapere che ad un certo punto finirà. La parte più bella forse è stata quella: aspettare e vivere l’attesa, in ogni sua più piccola vertigine – 8

Una partita spaccata a metà (o quasi)

HYSAJ – In una partita spaccata a metà o quasi da un Napoli perfetto, l’umile operaio albanese assicura copertura e palle in tribuna all’occorrenza. Tenta persino un tunnel a Kroos – 6

E poi c’è il fischio di inizio, quando tutto diventa inderogabile, quando il futuro inizia a scrivere la sua versione, che non sai ancora quale sarà ma che 90 minuti sono troppo pochi per descrivere. La fine dell’attesa e l’inizio della speranza – 8

ALBIOL – Il discorso per i due centrali è strutturale, di lungo periodo. Chiariamoci: l’ispanico gioca meglio di Koulibaly, nonostante qualche scontato sbaglio in uscita. Ma a pesare sulla media è l’amnesia corale e recidiva sui due calci piazzati che fanno risorgere i madridisti. A maggior ragione se si pensa che sabato a Roma lui e KK le avevano prese tutte di testa – 5

Siamo al pub, naturalmente. Abbiamo cambiato tavolo: Roberto, il proprietario, si è ricordato che l’ultima volta che ci siamo seduti a quello centrale il Napoli ha vinto e così abbiamo ribadito. C’è grande serietà quando le squadre si allineano in campo. Un’atmosfera solenne, come solenne è l’urlo a cui decidiamo di partecipare – 8

Estasi e tormento

KOULIBALY – Alterna estasi e tormento. Come quando chiude alla perfezione gli spazi a Bale oppure dona all’improvviso un pallone a Modric. Per il resto vedi alla voce Albiol, sempre come discorso strutturale – 5

Il signore del tavolo dietro al nostro intima a mio figlio di non parlare durante la telecronaca. Nonostante il volume sia al di sopra della soglia consentita e sopportabile di decibel e nonostante la voce di mio figlio sia così flebile da non essere udita neppure dal suo vicino. ‘O criatur adda sta’ zitt, recita il suo labiale, pur sciorinando invece parole più pacate. Mio marito si gira a fulminarlo con lo sguardo. È quello il momento in cui inquadrano Marcelo. Il tempo, all’improvviso, si ferma… – 8

GHOULAM – Un creatore che dà forma e sostanza alla spietata fascia di sinistra. Tra i migliori – 7

Fermo immagine su Marcelo. Gli occhi di mio marito abbandonano il volto dello zittitore solitario e si rivolgono all’immagine sul video. “Ficarraaaaaaaaaaaaa”, si sente un urlo indistinto che proviene dalla pancia del tifo. Mi accordo che quella pancia appartiene a mio marito. Un urlo indigeno che cattura anche il signore che voleva zittire mio figlio: ride, e scopre per la prima volta la somiglianza. È l’unico a Napoli a non averci mai pensato. L’atmosfera torna conciliante: ‘o criatur, mo’, po’ parlà – 8

Allan stronca e riparte

ALLAN – A sorpresa, Sarri lo preferisce a Rog e Zielinski e lui ripaga la fiducia del condottiero in tuta. Comincia alla grande, andando a duellare persino con Ramos. Stronca e riparte e così all’infinito, fino alla sostituzione – 7

Sono passati sedici minuti e mi ritrovo a pensare che sono stati 960 secondi di dominio totale. È così straordinario e inaspettato vedere il Napoli mettere in difficoltà il Real Madrid al San Paolo che inizio a centellinare il tempo, a giocarci come sabbia tra le mani, cercando di trattenerne più granelli possibile. Una sensazione da brivido, Fabrizio: trattenere il tempo come il fiato. Un’apnea di meraviglia – 10

Il virgulto Rog

ROG dal 56’ – Dà conferma di essere un meraviglioso virgulto di vigore e di valore. Entra e ha la faccia tosta di andare al tiro, più di una volta. Avanti così – 6,5

I minuti sembrano dilatarsi. Sono 17 quelli di gioco eppure dall’ultima volta che ho guardato il cronometro, un minuto fa, mi sembra che ne siano passati 20. È strano perché quando si gioca così veloce dovrebbe accadere il contrario. Mi scopro a comprendere che non solo mi sono goduta tutta l’attesa, ma sto assaporando ogni attimo come se fosse cioccolato fondente accompagnato da whisky – 7

DIAWARA – Vederlo al centro del campo e dominare la scena con il corpo e la mente, sempre nell’ora perfetta degli azzurri, è uno spettacolo di grande bellezza – 7

Indosso un grande ciondolo a forma di corno, tutto bianco. Me lo ha regalato un caro amico tre anni fa. Mi disse, consegnandomelo: ‘È un corno certificato, l’artigiano che lo ha fatto mi ha detto che è garantito’. Lo avevo perso di vista per tanto tempo, finché, qualche giorno fa, lo avevo ritrovato in un cassetto. Da lì a decidere di inaugurarlo stasera è stato un attimo – 8

Due giocatori in uno: il Capitano

HAMSIK https://www.ilnapolista.it/2017/03/hamsik-napoli-real-madrid/ – Il Capitano è due giocatori in uno e le due fasi sono sontuose. L’ultimo passaggio a Mertens, per l’uno a zero, è il suo. Un solo neo: i due o tre appoggi di prima sbagliati, sempre all’indietro. Da uno di questi origina il calcio d’angolo del pareggio del Real Ramos – 7,5

Me lo sono accarezzata per tutto il tempo, il corno. Liscio liscio come il tempo perfetto che mi si stava srotolando attorno. Una sensazione di benessere che solo una pietra fortunata sa regalarti. Tipo quando d’estate entri in uno di quei negozietti pugliesi in cui ci sono tutti minerali con etichette a spiegarti le proprietà benefiche che hanno. Quel corno è stato tutto, stasera: minuti interminabili e pienissimi dentro. Miei – 8

ZIELINSKI dal 75’ – Un quarto d’ora inutile, purtroppo – senza voto

È stato così bello, Fabrizio, che vale la pena indugiare ancora un attimo. Quel San Paolo denso denso, quei visi luminosi per il solo fatto di esserci. Quelli che ci tornavano dopo trent’anni, pure, e che in qualche caso hanno ritrovato lo stesso posto di allora. Quei canti dal primo minuto. Il San Paolo – penso quando non sono neanche passati 20 minuti – sta facendo il suo dovere, stasera. È bellissimo come lo è stata l’attesa, come sono questi miracolosi minuti di calcio – sv

Lo stalker implacabile

CALLEJON – La sua fascia contribuisce all’intensità ma in termini di gioco è inferiore a quella di sinistra. In ogni caso, quando si tratta di fare pressing, Callejon è uno stalker implacabile – 6,5

Callejon mi è sembrato un gigante quando si è quasi avventato su Navas. Lui filiforme con il calzettone altissimo che difende la voglia che ha questa squadra di vincere perché se lo sta meritando. Un incastro perfetto – 7

Capodanno napoletano

MERTENS – Fischio d’inizio e va immediatamente al tiro. Al 24’ segna il gol dell’illusione, di sinistro, al culmine di un’azione da accademia. Al 37’ poteva dare il colpo di grazia ma stavolta il palo punisce noi – 7

Poi arriva lui. È il 24’. E all’improvviso sono le 24 del trentuno dicembre. Un’esplosione che avvolge tutto. Anche in quell’attimo ho deciso di fermarmi. È stato come uscire dal corpo e volteggiare nel budello del pub, toccare tutte le mani, i visi sorridenti, gli occhi lucidi, le anime che non se lo aspettavano. Mi fermo a guardare i fuochi di artificio con una pace sorprendente nel cuore. Penso: chissà se i miei figli, un giorno, si ricorderanno questo momento, questo primo tempo sorprendente. Se non lo faranno loro, lo racconterò io ai loro figli – 10

La danza di Lorenzo

INSIGNE – Che Dio conservi a lungo l’intesa tra lui, Hamsik e Ghoulam. Danza sulla linea del fallo laterale da cima a fondo – 7

L’arbitro fischia il primo spezzone di partita. Intervallo. Uno dei nostri amici va a fare un bancomat poco lontano. Quando torna ci racconta che il tizio in fila davanti a lui, visibilmente scosso, lo aveva guardato stralunato esclamando: “Questa partita mi sta uccidendo”, prima di scappare via per tornare anche lui davanti alla tv. Fuori dal pub un tale parla al telefono con uno che, bontà sua, neppure sta vedendo la partita, e gli dice: “Io so come finisce. Gli facciamo gol al 90’ e li sbattiamo fuori”. Non riesco ad evitare che gli occhi mi volteggino verso il cielo, la birra mi va di traverso e tossendo attiro la sua attenzione: ora sono io che sto per morire sotto i colpi di quel pronostico – 8

MILIK dal 70’ – Non si vede mai – senza voto

È nell’intervallo, dunque, che si è giocato tutto. Quando l’ansia è stata spezzata dalle birre da sostituire in tavola, quando i primi commenti hanno ammazzato lo spirito gladiatore, quando il tempo ha ripreso a scorrere a velocità normale. La fine del primo tempo ci vede pareggiare con l’ipotesi di andare ai supplementari. È un’ipotesi al di là delle aspettative. Palla al centro e si ricomincia. Non è più speranza, è realtà. Dev’essere stato questo che ha rotto la magia – sv

55 minuti da conservare con cura

SARRI – Anche trent’anni fa, il Napoli eliminato al San Paolo dal Real Madrid fu esemplare. Da applausi. E foriero di una stagione di soddisfazioni. I primi 55 minuti sono da conservare con cura – 7

Il vero Napoli è quello del primo tempo o del secondo? Ma che domanda è, Fabrizio? Non prelude a vittorie infinite il Napoli visto in campo stasera per 55 minuti? Seriamente, daresti indietro anche un solo secondo di questa serata, di questo giorno, di quest’ultimo mese o due? Di oggi, restituiresti anche solo un attimo al Padreterno? Cambieresti qualcosa in questo Napoli che ha riempito il San Paolo e non ha fatto rimpiangere a nessuno, neppure per un attimo, di essere lì? Non è questo che dovrebbe fare la squadra di cui sei innamorato, Fabrizio? – 8

Pop corn per godersi lo show

DE LAURENTIIS – In una serata in cui, come osserva Sacchi, ci devono essere solo comunione, elogi e applausi, il Presidente trova comunque il modo di dividere. Stavolta sproloquiando contro il giornalismo del nord – 5

Io amo gli show del nostro Presidente. Un tempo era Berlusconi: ti mettevi davanti alla tv aspettando l’ultima esternazione con i pop corn in una mano e la birra nell’altra. Ci mancava poco che indossassi gli occhiali 3d per goderti meglio lo spettacolo. Ti chiedevi cosa altro mai avrebbe partorito il genio che era stato capace di cambiare la nazione. Oggi c’è De Laurentiis. Che dopo qualche secondo in cui parla della partita si avvita in discorsi Nord contro Sud che ti tengono a bocca aperta a chiederti perché, che quadro c’è dietro, che disegno si è fatto nella testa, se c’è un motivo recondito perché dica quelle cose proprio oggi. Come te lo eri chiesta dopo la partita di andata. Tremi, pure, quando mette in mezzo Malfitano. Pensi che magari adesso inciterà alla guerra civile. Ti spaparanzi un po’ di più in poltrona e continui ad ascoltare. Una follia – 5

Si aprono praterie sconfinate

ARBITRO CAKIR – Un turco in terra napoletana. Tra spagnoli e saraceni questa partita è stata un compendio di storia. Quanto all’arbitraggio non ci sono state sviste – 6

E poi il Presidente diventa bambino. Alza le mani e sorride alla mamma: “Non smettete di sopportarmi – dice – perché io ho i dieci secondi ma poi mi calmo, perché vi voglio bene”. È tutto lì, Fabrizio, questo Napoli. Figlio di De Laurentiis e a tratti dipinto a sua immagine e somiglianza. Ma sinceramente, Fabrizio, il Napoli che ho visto in campo stasera è tutto quello che voglio vedere. Magari al netto della follia presidenziale. Ricomincia l’attesa e il cammino verso le sconfinate praterie che si aprono davanti ai nostri occhi dopo quei 55 minuti. Tutto ancora da vivere. È (stato) bello esserci – 6

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  1. “Anche trent’anni fa, il Napoli eliminato al San Paolo dal Real Madrid fu esemplare. Da applausi. E foriero di una stagione di soddisfazioni.” Io la ricordo diversamente, quella stagione, altro che soddisfazioni. Scoppiammo a maggio, non so se qualcuno ricorda…

  2. Raffaele Cozzolino 8 marzo 2017, 13:38

    I voti mi interessano poco o niente, trovo viceversa interessante il modo nel quale Ilaria riesce ad amalgamare il giudizio tecnico al contesto nel quale è immersa nel vivere l’evento. Rendendo la sua pagella a volte indimenticabile. Difatti ne ricordo ancora alcune memorabili.
    Non cambiare, per favore.
    Buon 8 marzo

  3. De Laurentiis 5 perché difende i napoletani davanti ai canali nazionali. Ma ci fate o ci siete?

  4. 10 a de laurentiis

  5. I voti di Ilaria non sono per la partita ma sono un voto alle emozioni
    che, per chi si è lasciato trasportare, sono state vissute in maniera allegra,
    divertente e di cuore. E gli 8 i 7 i 9 ci possono stare. Perchè appunto non è un
    voto alla partita, bensì all’anima dei 55′. Poi c’è sempre quello che deve fare . e , e allora
    ti fanno passare il genio.

  6. Questa rubrica si chiama “pagelle”. Create una rubrica apposta per i commenti della Puglia e toglieteli da qua, spezzano il ritmo di lettura delle pagelle vere (senza offesa, giusto un commento da lettore)…..

    • Mauri Franksson 8 marzo 2017, 11:59

      Sì, ma non sono mai state pagelle classiche. Per quelle c’è Napolimagazine o Calcionapoli24

    • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 12:00

      Oceanomare hai un problema con le donne. Che peccato

      • Ma che c’entra il fatto che tu sia una donna? Una critica a una cosa che non mi piace (educata, tra l’altro) significa che ho un problema con le donne?
        Ho espresso il mio parere perché semplicemente non riesco a leggere entrambe le cose, o leggo le pagelle o leggo il tuo commento, tutte e due le cose vengono spezzate e si perde il filo di entrambe. Finisce che leggo le pagelle e salto te, se tu scrivessi in una rubrica forse ti leggerei e forse no, ma ti prego illuminami che cosa c’entra il fatto che tu sia una donna…

  7. a diawara 7 ???????
    vedo che la nuova tv non l’ha comprata. prestazione buona nel primo tempo, insufficiente nel secondo. totale mediocre.
    a centrocampo si potevadoveva far meglio. rog-jorginho-hamsik sarebbe stata una scelta migliore. oviamente nel calcio la controprova non c’è ma io l’avevo detto che il centrocampo non andava bene.

  8. Bravissimi tutti i nostri, bravi gli avversari, bravi anche gli arbitri, bravo e coraggioso il presidente che dice apertamente ciò che il mondo ha da tempo certificato: la stampa italiana è da terzo mondo.

  9. Mauri Franksson 8 marzo 2017, 9:22

    Ragazzi, e mi rivolgo in particolare agli amici Antimo, Enrico Marcucci e a 26_07_06.
    Bisogna ammettere che Puglia ha un compito arduo: iniettare freschezza in una formula un po’ consunta, e trovare spunti in continuazione in ogni dopo partita. Non è affatto facile, anche perché la routine ti ammazza, in qualunque cosa tu ti possa cimentare. Alla lunga anche i mammatweet di Anna Trieste spesso appaiono forzati o scontati. Ma è inevitabile.
    Ilaria sta cercando faticosamente di percorrere nuove strade, perché le pagelle tradizionali già le fa D’Esposito. Lei deve aggiungere la spruzzata di pepe. E farlo ogni volta, anche due volte a settimana, deve essere un bel peso. A maggior ragione a così breve distanza dalla partita.
    Evidentemente riproporre sempre la stessa formula ormai le stava stretto ed era un peso, più che un piacere. Quindi ha tentato nuove formule. Siamo più comprensivi e diamole modo di sperimentare.

    • non mi toccare anna trieste che è un genietto da custodire con cura.
      DDDDD

    • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 9:28

      Ti ringrazio Mauri. È quello che intendevo sopra parlando di garbo. Non è un peso la valutazione tecnica ma a volte è impossibile farla. L’impossibile, però, va sempre reso possibile. Lo farò 😉

  10. Bravi tutti, escluso il presidente (risparmiarsi ogni tanto no?) ma…
    questa squadra è proprio destinata a prendere sempre gol?
    possiamo segnare solo gol belli e difficili?
    quando segneremo su corner? basta farli tirare a Ghoulam!
    siamo così scarsi sulle palle alte?
    dobbiamo sempre giocare a ritmi così alti per esprimerci al meglio (ho avuto l’impressione che già al 40 ‘ molti non ne avessero più)?.

    Complimenti speciali ad Allan, Insigne ed Hamisk (dei primi sontuosi 40 minuti).
    Una tiratina d’orecchie per KK, sembra sempre più il giocatore del Napoli di Benitez (Dio ci scampi).

    • Antonio Baiano 8 marzo 2017, 13:29

      E tu queste domande le fai proprio dopo che abbiamo giocato col Real Madrid?

      • La partita di ieri fa storia a se, non si discute. Però gli errori sono sempre gli stessi. quelli col Real , sono fratelli di quelli con la Rubentus ma anche di quelli con Sassuolo e Palermo.
        Quello che mi inizia a dar fastidio è l’immobilismo in cui ci siamo impantanati, siamo bravi ma mai sino in fondo, sbagliamo non tanto ma quel poco per prendere sempre gol, arriviamo a febbraio marzo con la lingua a penzoloni…tutte cose già viste.

  11. Onestamente Puglia si è fa a pagella e fa a pagella, si no fa nata cos

    • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 6:47

      Onestamente bellezza puoi pure prendere aria da un’altra parte 😉

      • Onestamente nun è m’é piaciuta sta risposta, però fa niente non prenderlo come un consiglio, va avanti così, io d’altronde continuerò a saltare i tuoi commenti. 🙂 (sorrisino)

      • Volevo dirti 3 cose ?
        1) sei una bella donna e visto che oggi è l’8 marzo “Auguri!!!”
        2) seguo sempre le vostre pagelle; bravi, mi piacciono!!
        3) wa che brutta risposta acida hai dato al sig. Antimo Capasso ? …… Ti sei delaurentisizzata?!
        Ciao alla prossima partita e forza Napoli!!!

        • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 9:26

          Mi sono svegliata storta, lo ammetto. E poi c’è modo e modo di dire le cose. Oggi soprattutto pretendo mi vengano dette con garbo. Ricominciamo da qui. È il garbo che fa in modo che si seguano i consigli.

          • E’ una critica e non sembra nemmeno tanto sgarbata e non mi piace nemmeno fare il saccente.

          • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 9:51

            “Si no fa n’ata cosa” è un modo del cavolo per fare critica. Si parte dal linguaggio. Impariamo.

          • Concettualmente se tu vuoi fare una altra cosa invece di fare le pagelle (che poi non fai ) allora fai un’altra cosa, o no? La ritieni un’offesa ma non lo è, va buò fa niente.

          • Ho commentato la stessa cosa senza leggere prima gli altri commenti. Sono d’accordo con te al 100%…

          • Ilaria Puglia 8 marzo 2017, 12:09

            Tesoro mio, ti ho offerto una sponda, persino detto cosa mi aveva urtato. Ad un certo punto si chiede scusa e si ricomincia. Impara a campare, soprattutto quando hai a che fare con una donna l’8 marzo.

          • Sei tu che devi chiedere scusa, miss simpatia (stavolta si, il commento è antipatico per mettermi in linea con i tuoi)

          • capito, parlare con te o discutere con te è come cospargersi nella retorica , nella dietrologia , non so se altre donne se ne sarebbero fregate dell’8 Marzo e della galanteria, ad esempio a me non me ne frega molto perchè sono profondamente convinto che la donna sia uguale all’uomo, anzi no, un pò superiore.

      • “bellezza” mo’… è un tipo.

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