Juventus-Napoli equilibrata nei numeri. Decisa da Allegri e dagli errori del Napoli

Episodi, ingenuità individuali e la Juve che cambia e prende in mano il controllo emotivo della partita: Allegri ha vinto così.

Juventus-Napoli equilibrata nei numeri. Decisa da Allegri e dagli errori del Napoli

Il peso degli episodi

Sapete che la nostra analisi tattica prova a spiegare in maniera “numerica”, azzarderemmo “empirica”, quello che succede in campo. Ebbene, mai come questa volta il risultato di Juventus-Napoli è stato deciso dagli episodi. Ovviamente, parliamo di episodi in senso lato, riferendoci a tutto quello che è avvenuto in campo. Rientrano nella dicitura, alla stessa maniera, la difesa del Napoli, i cambi tattici della Juventus, l’arbitro. Anzi, il signor Valeri non verrà mai menzionato. Ma tutte queste cose sono state in concorso per determinare il risultato finale. Che al di là delle sensazioni tra primo e secondo tempo, poteva tranquillamente essere diverso.

Lo dicono i numeri, che sono sempre un’espressione quadrata e immodificabile della realtà. Al 90esimo minuto, le conclusioni tentate sono state 13 a 9 in favore della  Juventus; nel secondo tempo di dominio Juve – per parafrasare certi osservatori -, i bianconeri hanno tirato in porta per 3 volte. Rigori compresi. E il numero dei passaggi effettuati sorride ancora al Napoli (279 a 235).

Numeri e sensazioni

Bisogna rendere onore al merito: la Juventus ha avuto quello di autodeterminare la sua partita, dal punto di vista del ritmo, dell’intensità, del controllo emotivo. Sensazioni che non sono verificabili nei numeri. I parametri misurabili ci dicono, altresì, che la partita è stata equilibrata. Ed è stata decisa solo dallo sfruttamento degli episodi favorevoli da parte dei bianconeri. L’errore di lettura sulla rimessa laterale (il primo rigore di Dybala), il pessimo duetto Reina-Koulibaly sul gol di Higuain, il secondo rigore di Dybala. Al di là di questi tre momenti, la Juventus ha semplicemente attaccato in maniera più intensa rispetto al primo tempo. È bastato questo perché il Napoli non riuscisse più ad autodeterminarsi. La colpa/merito di questa sconfitta è quindi sbilanciata dalla parte del Napoli, che ha commesso errori madornali. Allo stesso modo, parlare di “dominio Juve” è un’enfatizzazione della realtà. Un’estremizzazione, anche nella ripresa.

Il primo tempo

Allegri ha commesso un errore sostanziale nei primi 45′ di gioco: pensava di essere l’Atalanta. Ha imitato la disposizione tattica di Gasperini, senza rinunciare però a nessuno dei tre attaccanti. In questo modo, ha finito per patire inferiorità numerica nelle zone di costruzione della manovra.

La disposizione 3-4-3 asimmetrica della Juventus, con Mandzukic spostato a sinistra, in fase di costruzione di gioco; il Napoli risponde con il classico 4-5-1, e chiude tutte le linee di passaggio brevi. Uomo su uomo, in parità numerica. Diawara resta “uomo in più”, Dybala non è raggiungibile perché gli spazi sono chiusi e l’unica scelta è sfruttare il lancio lungo.

Nel dopopartita, il tecnico juventino ha spiegato che la sua squadra non ha giocato un buon primo tempo per i «troppi errori tecnici». Vero, perché il Napoli riusciva (come spiegato sopra) a chiudere tutti gli spazi iniziali, costringendo i bianconeri a forzare la giocata. A cercare il pallone lungo. Una situazione di gioco a cui il Napoli riusciva a rispondere in maniera “genetica”, grazie alla posizione “alta” della difesa: nei primi 45′ di gioco, 4 offside fischiati alla squadra bianconera.

Dal punto di vista difensivo, la Juventus riusciva ad evitare gli scompensi del suo schieramento attraverso la collaborazione di Mandzukic e Dybala alla fase di non possesso. A differenza dell’Atalanta, i bianconeri non seguivano i calciatori di Sarri uno contro uno, ma rimanevano bassi a copertura degli spazi. Il Napoli non ha creato occasioni nitide a parte il gol, che oltre a essere un manifesto di qualità tecnica è anche una precisa conseguenza delle dinamiche tattiche del primo tempo. Quelle che abbiamo appena descritto.

La disposizione difensiva a tre prevede che i due “centrali laterali” escano a coprire in base alla posizione del pallone, lasciando comunque due uomini alle loro spalle. Inoltre, l’esterno basso (il quinto o quarto di centrocampo) offre il suo supporto. In questo caso, la velocità dell’azione del Napoli consente a Insigne di anticipare il movimento di Barzagli; Lichtsteiner copre su Strinic (fuori inquadratura), quindi è troppo lontano dal pallone, e Milik è perfetto nell’apertura. La palla al centro “chiama” la scalata a Bonucci, Chiellini e soprattutto Asamoah. Il ghanese, esterno basso a sinistra, ha troppo spazio da coprire e si fa superare dalla (solita) lettura anticipata di Callejon.

Una Juve con lo schema a tre difensori è abituata a difendere bassa, ad attendere l’avversario nella sua metà campo se non nella sua area. Anche perché le qualità fisiche dei difensori di Allegri sono ben diverse dalla freschezza atletica di Caldara e Toloi, ad esempio. Con una palla veloce, il Napoli ha disinnescato il dispositivo difensivo bianconero. E ha fatto gol. Ma non solo. Nei primi 45′ di gioco, la squadra di Sarri ha anche creato più occasioni in open play: i key passes del primo tempo dicono 6-4 per il Napoli. Dei quattro della Juventus, uno nasce da situazione di calcio d’angolo.

Dall’altra parte del campo, le migliori occasioni della Juventus sono nate da situazione di scompenso posizionale: il cross di Chiellini al 44esimo, il taglio in campo di Asamoah per la puntata di Higuain. Solo una volta il Napoli si è fatto sorprendere da una giocata posizionale, il lancio di Bonucci dietro la linea. In quel caso, fuorigioco saltato e Reina bravo in uscita sull’attaccante argentino. Sotto, la mappa dei tiri del primo tempo. I numeri dicono 6-6: partita perfettamente in equilibrio. E la squadra più ordinata, il Napoli, in vantaggio.

Da sinistra a destra (e in arancione) La Juventus; da destra a sinistra il Napoli.

Il secondo tempo

Allegri rimedia agli errori iniziali, attraverso un cambio di modulo che presuppone un aumento di intensità di gioco. L’inserimento di Cuadrado permette alla Juventus di creare vantaggi numerici e posizionali nella fase di possesso e in quella di non possesso.

Disposizione 4-4-2 per la Juvetus in fase di non possesso, sempre attraverso il concetto della copertura degli spazi.

Con l’inserimento di Cuadrado e il passaggio alla difesa a quattro, la Juventus si è garantita l’ampiezza necessaria per un primo possesso di ribaltamento. L’essenza del Napoli di Sarri è concentrare la maggior parte degli uomini disponibili, in fase difensiva, nella zona di circolazione del pallone. “Richiamando” gli azzurri a un pressing (in inferiorità numerica iniziale, tra l’altro) su un lato del campo, la squadra di Allegri si creava lo spazio per girare il pallone sul terzino opposto, lasciato solo. A quel punto, con lo spazio giusto per avanzare e una soluzione di passaggio sull’esterno (Cuadrado a destra, Mandzukic a sinistra) la Juventus poteva subito alzare il ritmo della manovra offensiva.

Come detto prima, però, i risultati in termini di occasioni create non sono molto cambiati. Al netto delle situazioni che hanno portato ai gol, la Juventus ha concluso verso la porta in sole 4 occasioni, con zero tentativi finiti nello specchio della porta (per il Napoli, 3 tiri totali tutti respinti). Dal punto di vista delle occasioni create, quelle in open play attraverso passaggi chiave sono 4 (contro le 3 del Napoli).

Controllo emotivo

Paradossalmente, quindi, il cambio di marcia dei bianconeri ha portato a dei benefici più difensivi che puramente offensivi. Il merito di Allegri è stato quello di riuscire a portare dalla parte della Juventus la gestione emotiva del match. Il discorso dell’autodeterminazione di cui sopra, a cui il Napoli ha aggiunto le sue classiche disattenzioni individuali difensive.

Gli stessi dati dei calciatori sottolineano quanto la differenza tra le due squadre sia meno ampia di quanto “descritto” da più parti. Il miglior giocatore statistico della Juventus è stato Cuadrado, con appena 2 key passes e 2 cross tentati. Importante il contributo aereo di Mandzukic sui molti lanci a cercare la sua forza aerea: il croato ha vinto 5 duelli in quota, record in campo. Per il Napoli, bene Insigne (l’assist e altri 2 key pass, e il record di 78 palloni giocati) e Rog; il croato è stato il miglior uomo d’appoggio della squadra, con un’accuratezza del 90% su 44 palloni giocati.

Conclusioni

Il vero man of the match, però, è stato Allegri. Che ha perso in partenza, e soprattutto per propri cervellotici demeriti, lo scontro tattico con Sarri. Per poi leggere bene la partita in corso d’opera e trovare gli episodi giusti (e fortunati) per portare il punteggio dalla sua.

Per il Napoli, discorso opposto. Sarri, dati gli uomini a disposizione e la struttura della sua squadra, può rimproverarsi poco. Se non le continue nefandezze difensive. Che però – al solito – non dipendono strettamente dal suo dispositivo, quanto dalla capacità di concentrazione di alcuni calciatori. Come detto, al netto delle reti, il Napoli ha concesso 7 tiri verso la porta in 90′. Alla Juventus. Ci pare un numero “comprensibile”, accettabile. Gli errori individuali, purtroppo, vanno però a tabellino esattamente come quelli di squadra. Che peccato, per questo Napoli.

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  1. Una buona analisi.
    La partita è stata sostanzialmente equilibrata.
    Oltre allo sfruttare gli episodi, la Juve è stata più brava sui dettagli.
    Sul primo rigore (non mi interessa discutere sull’arbitraggio) Mandzukic e Dybala sono stati abili a prendere di sorpresa la difesa del Napoli con un’intesa perfetta.
    C’è della fortuna, ma in quel caso hanno anche avuto un “quid” in più (un “quid” mentale, più che tecnico).
    Sono dettagli. Ma sono proprio i dettagli che fanno la differenza tra un livello buono e l’eccellenza.

    Allegri è stato anche fortunato, va detto, ma se si azzeccano sistematicamente i cambi non può sempre essere questione di fortuna. E’ abile a leggere le partite (i maligni potrebbero dire “o azzecca sempre i cambi, o sbaglia sempre la formazione iniziale”, eheheh, la verità sta nel mezzo probabilmente).

    Va anche detto che (da avversario) l’azione del gol del Napoli è stata qualcosa di meraviglioso.
    Onore a Sarri. Il livello tecnico della Juve è nettamente superiore al Napoli, eppure se l’è giocata alla pari, allo Stadium.
    Sarri sta spremendo davvero più del massimo da questa rosa.
    Con qualche sapiente innesto (e con l’esperienza internazionale acquisita dopo quest’anno), l’anno prossimo il Napoli può essere davvero competitivo per il titolo.

  2. Leggendo i commenti capisco perché leggo ancora il Napolista: Chapeau tutti, siete… quasi più competenti di Fasano!

  3. Toti Pianese 1 marzo 2017, 18:44

    Come all’andata in campionato. Come l’anno scorso. Come con Conte. Le partite le hanno decise i cambi. Allegri ha messo Quadrado e ha mischiato le carte. Noi non siamo mai stati capace di farlo. E se facciamo un cambio quasi sempre lo sbagliamo. Come ieri sera. Sono davvero demoralizzato. ieri sera abbiamo perso perchè Reina ci sta simpatico e Gabbiadini no. Perchè Reina è il tipo compagnone, che sorride sempre, che va a mangiare da Nennella, che si fa i giri in scooter a mergellina e Gabbiadini NO! Questo è il problema. Perchè oramai sono quasi due anni che siamo senza portiere. Ma lo tolleriamo. E non sto difendendo Gabbia. (grazie a Dio se n’è andato!). Abbiamo perso perchè non puoi giocare più con Maggio (ieri dignitosissimo ma cmq mediocre se contestualizzato!). Abbiamo perso perhè KK se scende in campo con la testa, OK! sennò è la copia bianco e nero di Britos. Abbiamo perso perchè ADL non sta zitto. Abbiamo perso perchè non abbiamo azzeccato un cambio. Abbiamo perso per colpa nostra. Non per i presunti rigori rubati o non dati. Fino a quando il tifoso napoletano (come quello Romano, Laziale, Fiorentino) non capirà che il pianto è l’alibi dei perdenti la Juve continuerà a vincere scudetti in fila. Scendi in campo con una sq forte e la Juve non vince. Con la cultura della vittoria. Con un allenatore vincente. e la Juve non vince più!

  4. dalla analisi evidentemente viene scientemente omesso quel piccolo ed insignificante dettaglio riguardo al penalty su albiol, che avrebbe potuto dare il 2-2, e sulla conseguente ripartenza (contropiede fa vintage) regala un rigore inesistente alla rubentus. poi magari la squadra torinese ce ne faceva 15 di gol. ma questo è un altro discorso.
    comunque negare che la squadra sta con le batterie scariche non è blasfemia. mi sembra sesquipedale.

  5. io considero inutile e dannoso il cambio mertens-milik. Mertens non ha il peso e la capacità di impensierire BBC, il pressing alto salta, Bonucci ha più tempo di impostare e il napoli soffre. Mertens centravanti va bene solo contro difensori mediocri. la difesa del napoli inizia dall’attacco e se esce Milik dovrebbe entrare Pavoletti a stoppare Bonucci. Sarri la vede diversamente, ma i lanci lunghi continuano a mettere in difficoltà i nostri centrali e noi ne concediamo troppi. facciamone tesoro per la partita contro la Roma per favore…Contro la difesa a 3+2 di Spalletti con centrali come Fazio/Manolas/Rudiger…250 kili in 3… ricordiamoci che il successo della roma parte dalla difesa che inizia con Naingollan dietro Dzeko che aggredisce ogni portatore di palla, tipo KK…

    • Importante sarà il lavoro del centrale di centrocampo perché è lì che Nainggolan ci fece male all’andata, a causa anche di un Jorginho arrivato veramente spremuto a quella partita (Diawara ancora non era titolare). Poi condivido su Mertens che sta trovando enormi difficoltà. Contro la Roma ci sarà poi un De Rossi che gioca molto basso e questo limiterà ancora di più il belga.

    • Luigi Ricciardi 1 marzo 2017, 17:38

      Credo che giocherà Milik: ieri ha giocato sessanta minuti, la partita precedente un pò meno, ma mi sa che vuole metterlo titolare con Roma e Real..
      Se Mertens gioca, secondo me sarà laterale al posto di Insigne.

    • Toti Pianese 1 marzo 2017, 18:54

      Assolutamente d’accordo!

    • Analisi impeccabile

  6. Spero la prossima campagna acquisti risolva i problemi difensivi che, dall’analisi fatta, sembrano esclusiva responsabilità di alcuni singoli. E che cavolo, tutti rinc…niti i nostri difensori!
    E comunque, analisi ottima. Complimenti.

  7. forse per avere il controllo emotivo aiuta vedersi fischiare un rigore opinabile dopo un minuto della ripresa.
    e poi, dopo il 2 a 1, io non ho visto tutto sto controllo né emotivo né tattico, tanto che la stoccata ferale dell’arbitro è arrivata a chiudere una fase di gara dove il Napoli era in pressione.
    insomma, le partite come quella di ieri dimostrano secondo me quanto la lettura empirica di un gioco come il calcio sia molto meno applicabile rispetto ad altri.

    • Fabio Milone 1 marzo 2017, 15:59

      Perfetto.

    • Toti Pianese 1 marzo 2017, 18:50

      Perdonami caro Effe ma perchè continuate a parlare dell’arbitro e dei rigori? Il punto è un altro: non puoi al minuto 1,29 del secondo tempo su una rimessa laterale far andare all’uno contro uno un attaccante avversario ( e noi dietro non abbiamo Baresi o Nesta o aiutami tu!). Il problema siamo noi. Non l’arbitro o la Juve. il punto non è il contropiede di Dybala, ma che non ci fosse nessuno in copertura! Questo è il problema. E non dirmi che se su Albiol, se qua, se là. Il calcio è anche episodi. CI sta che non fischiano un rigore (dubbio! ). Ci sta che subisci un torto! Ma non è possibile che prendi a Torino un contropiede così! Non è ammissibile. chiudi la ripartenza. spendi un giallo. Palla a terra e protesti. Porca miseria come fanno le grandi!

  8. Fabio Milone 1 marzo 2017, 15:10

    Dalli a noi due rigori e a loro annullane uno grande quanto un palazzo e poi ne riparliamo.
    Qualsiasi analisi tecnico tattica non puo’ prescindere dagli episodi.
    Mi dispiace ma mi sento sempre piu’ lontano da Il Napolista.

  9. Sul fatto che Allegri sappia leggere le partite e cambiare in corsa non ci piove, in questo è sicuramente superiore anche a Conte. Ieri però il suo compito è stato facilitato, oltre che da Valeri, dalla nostra immancabile topica in difesa. E da un nostro calo di intensità dovuto in parte, probabilmente, anche ad una sorta di inconscio appagamento per il gol segnato in trasferta, abbinato all’esigenza di risparmiarsi per i prossimi impegni.
    Comunque Max Allegri è, ahimè, un fior di allenatore. Molto probabilmente destinato alla Premier l’anno prossimo, visto anche lo scarso feeling con l’ambiente acromatico.

  10. Insomma come era successo con Gasperini sabato, Sarri è stato battuto dalla lettura tattica della partita dell’allenatore avversario. All’andata, ahimè, accadde lo stesso con Spaletti e lo stesso Allegri, per non parlare di Di Francesco che nel secondo tempo al San Paolo riuscì a ribaltare una prestazione opaca dei suoi con due cambi ed una diversa disposizione tattica.
    Dispiace per Sarri che reputo molto bravo nell’insegnare calcio ma gli manca la lettura della partita. Oltre ad intestardirsi nel non voler mai modificare il suo gioco per sfruttare le debolezze altrui.

  11. Mauri Franksson 1 marzo 2017, 14:21

    Siamo sicuri che “le nefandezze difensive” dipendano dai singoli e non dal sistema? Quando sono così sistematiche e ricorrenti mi sembra un po’ difficile affermarlo.

    • In generale potrei essere d’accordo, ma ieri il sistema veramente c’entrava poco

  12. VORREI CAPIRE SE SONO L UNICO CHE HA DUBBI SUL FATTO CHE LA RIMESSA LATERALE DEL PRIMO RIGORE FOSSE NOSTRA

    • Mauri Franksson 1 marzo 2017, 14:20

      A me non sembra. Quello che so con certezza è che è scaturita da una palla che Maggio controllava e che ha perso in modo stupido, tanto per cambiare.

    • Si c’era fallo su Maggio

      Manz lo spinge a terra e batte la rimessa velocemente
      Chi gioca a calcio sa che un episodio negativo con l’aiuto dell’arbitro cambia l’inerzia della partita, specie se giochi contro una squadra forte in casa sua e con la spinta del pubblico…
      Era già successo 10 gg fa in Juve- Inter….

  13. Bellissima analisi.
    Se vogliamo è mancata ancora la capacità della squadra e del mister di saper affrontare le partite nella partita.
    E mi riferisco ai primi 15/20 minuti del secondo tempo.
    In vantaggio di un gol, dovevano essere affrontati come un sorta di match a parte con la massima determinazione e concentrazione.
    Scavalcati questi muniti iniziali poi, probabilmente, le cose sarebbero potuto andare diversamente.
    Nel corso di un incontro bisogno esser capaci di darsi dei micro obiettivi e comportarsi di conseguenza
    Alla squadra e al suo mister manca proprio questo allenamento mentale.
    Poi chiaramente ci sono anche gli errori individuali ma probabilmente un approccio psicologico diverso potrebbe anche migliorare le cose.

    • Guglielmo Occam 1 marzo 2017, 14:16

      Una volta che la squadra avversaria prende le contromisure….la partita è andata…il bel gioco dura finché te lo lasciano fare…

  14. Ci servono giocatori completi, capaci di giocare di sciabola e di fioretto. Ieri se ne è visto uno, Rog che quando necessario ha fatto mangiare la polvere a Chiellini e compagni, ma quando necessario anche di passare con classe (rapido tocco destro sinistro) fra due avversari. Zielinski ad esempio al pari di Hamsik è capace solo della prima opzione

    • Quello che dico da inizio anno: Zielinski deve alternarsi con Hamsik perché molto simili. Speriamo che la prestazione ottima di Rog di ieri lo rilanci definitivamente nelle scelte del mister.

  15. Va detto che Sarri lo stanno purgando un pò tutti tatticamente. Zidane, Gasperini e Allegri nelle ultime 4 lo hanno umiliato. Il punto è che Sarri non riesce a prendere delle contromisure quando la sua squadra cala nell’intensità.
    Il Napoli sta soffrendo enormemente il pressing avversario, perché i giocatori hanno perso la loro lucidità di divincolarsi col fraseggio breve e veloce. In più aggiungiamoci la miriade di errori/orrori individuali della linea difensiva.

    • davvero non capisco come si possa dire che ieri Allegri abbia umiliato Sarri, tatticamente poi. Anche dall’articolo di Fasano emerge che “casualità” a parte, nel secondo tempo Allegri ha messo una pezza a colore, non mi pare proprio che qualcuno sia stato umiliato…se non lo sport, ma quella è un’altra storia.

      • Dario forse per sintetizzare mi sono espresso male ed ho esagerato. Lungi da me mettere in discussione l’organizzazione tattica di questo Napoli grazie a Sarri, ma volevo intendere che per l’ennesima volta Allegri lo batte a partita in corsa.
        Allegri gioca a scacchi e fino ad ora ha quasi sempre fatto scacco matto.

        Cerca di partire come l’Atalanta, ma Milik non si fa chiudere come Mertens e Diawara non fa ragionare Dybala; inoltre, Mandzukic, tanto decantato, fino al 3-1 è praticamente impalpabile e non riesce a fare il “Petagna”, se non quando si divora un goal parato da Reina, e Higuain fa un pressing solitario.
        Nel s.t. cambia modulo e inserisce Cuadrado, allargando il gioco sulle fasce visto che Dybala tra le linee centralmente non aveva dato un grosso contributo. Così come successo al Bernabeu, iniziamo a non capirci più nulla anche perché la Juve aumenta notevolmente l’intensità di gioco. Poi l’arbitro ha partecipato nel darci la mazzata finale.

        • Toti Pianese 1 marzo 2017, 18:53

          Quoto! Ancora.

        • Enrico Marrucci 2 marzo 2017, 10:19

          Dove non capiamo niente? Si contano 4 azioni della juve in totale. Due sono i rigori e uno la cappellata su calcio d’angolo.

          • Enrico all’inizio del s.t. non ci abbiamo capito nulla, poi sul 3-1 ci sta che la Juve “trovi gusto a farsi attaccare” (cit. telecronista).
            La Juve ce le sta dando ed un motivo (o motivi) per cui sei ad un piede fuori dalla CL, dalla Coppa Italia e a rischio terzo posto c’è. Se ad ogni partita persa/pareggiata ce ne usciamo con lo sfortunati, allora amen.
            La fortuna te la crei e Allegri l’ha fatto contro il Napoli l’anno scorso con Zaza, quest’anno con il cambio modulo e in CL vs il Porto con ben 2 cambi.

    • Toti Pianese 1 marzo 2017, 18:48

      Bravissimo!

  16. Luigi Ricciardi 1 marzo 2017, 13:38

    Ciao Alfonso,
    gli errori individuali sono frutto di blackout, carenza tecnica, fisica, lettura della situazione, e altro.
    La lacuna singola o associata tende a valutare in maniera maggiore o minore la qualità di un calciatore.
    Detto in altri termini, meno lacune avrà un calciatore, più forte sarà.
    Il reparto difensivo del Napoli è quello che ha i calciatori meno forti e, di conseguenza, aumentano gli errori individuali.
    Ieri nessun gol è arrivato perchè la squadra fosse sbilanciata (a parte il terzo, ma è figlio della singolare situazione che si era venita a creare), ma perchè Reina è andato a farfalle, Koulibaly è arrivato in ritardo e Valeri… lasciamo perdere.
    Se il Napoli vuole alzare ancora di più il proprio valore collettivo, dovrà prendere degli difensori più forti.
    O sperare che quelli che abbiamo limino ancora di più per proprie lacune. E non è facile.

    • Andrea Castaldo 1 marzo 2017, 14:56

      Caro mio, Sarri non sa prendere alcuna contromisura alle mosse tattiche del collega rivale. Questo e’ un fatto ormai acclarato, chiaro come il sole e che si ripete partita dopo partita. E’ inutile far finta di non vedere. Quando gli altri cambiano le carte in tavola noi non sappiamo cosa fare, o meglio, facciamo sempre la stessa cosa. L’Atalanta non ha vinto a Napoli perche’ aveva una rosa superiore. C’e’ chi e’ piu’ bravo di Sarri, punto. P.S. Rog e’ pronto? Ahhh….

      • Luigi Ricciardi 1 marzo 2017, 15:29

        Caro mio,
        le famose contromisure di Allegri si sono limitate al mettere in campo la migliore squadra possibile, che ha prodotto 3 gol come di seguito descritti:
        – Rimessa laterale regalata da Maggio con conseguente errore multiplo dei difensori.
        – Cappellata di Reina in uscita
        – Rigore (che non c’era) dopo rigore (che c’era) non dato a noi.
        Gol su azione, praticamente nessuno.
        Tiri in porta della Juventus della ripresa: 3, di cui 2 rigori. Parate di Reina: 0.
        I due entrati sono stati Cuadrado e Alex Sandro (il secondo molto tardi), giocatori che rimarcano la differenza qualitativa maggiore tra Napoli e Juventus.
        Noi avevamo Maggio (un ex esterno di centrocampo riadattato terzino, di 35 anni), e Strinic (discreto giocatore, con la pericolosa tendenza a non seguire la linea: ieri sul secondo gol è lui a restare basso sul cross di Cuadrado e tenere in gioco Chiellini che andrà di testa. Fosse salito come un buon terzino deve fare, Chiellini sarebbe stato in fuorigioco).
        Sarri non cambia modulo perchè nella sua costruzione teorica, qualunque sia la disposizione altrui ci sarà la contromossa nella copertura che il 433 prevede. Non chiede la difesa bassa, perchè quello è un tipo di gioco che il Napoli non può fare, per deficienze fisiche e interpreti.
        Infatti, come ieri e come praticamente sempre, i gol non li abbiamo presi per mancata copertura o squadra sbilanciata, ma per i famosi errori singoli di cui si discute da tantissimo.
        Quando li fai contro la Juve, hai Higuain che quasi dal fondo prende lo specchio della porta.
        L’Atalanta ha vinto a Napoli perchè ha fatto la stessa partita del Genoa, del Chievo, dell’Udinese e del Palermo, ma ha segnato per prima, e sempre per errori singoli (un corner con la palla che sfila nell’aria piccola non si vede neanche in interregionale, con 7 uomini). Ed è una squadra che ha 5 vittorie nelle ultime sei partite, per cui tanto scarsa proprio non è. Il Napoli doveva segnare per primo (e quasi ci riusciva) o non prenderle nel primo tempo e cercare più spazi nella ripresa (come successo con Genoa e Pescara).
        Rog è parzialmente pronto: è esplosivo e tecnico, ma ha ancora diverse lacune nel posizionamento, così come Diawara. Ed è ovvio, perchè sono giovani e/o vengono da un calcio meno tattico del nostro.

    • Sono d’accordo solo in parte sulle lacune individuali del reparto difensivo. Abbiamo secondo me un’ottima batteria di centrali: Kouly è palesemente affaticato e poco lucido, ed in queste condizioni la sua esuberanza fisica ne amplifica gli errori, ma rimane comunque uno dei nostri migliori elementi; Maksi mi rifiuto di pensare che sia quello visto nelle ultime uscite. Rimaniamo deboli sul lato dx: Hysaj mi aveva entusiasmato lo scorso anno, e vista la giovane età pensavo avessimo definitivamente tappato la falla, anche se ritenevo assolutamente necessario acquistare un cambio. Quest’anno sta terribilmente soffrendo, credo che abbia potenziato la muscolatura per migliorare la fase di spinta (in cui è in effetti più efficace), ma questo è andato a discapito della mobilità, basta una finta o un cambio di passo dell’esterno di turno e lo vedi che si pianta sui talloni. Maggio, da centrocampista che era in origine, è nato come esterno nella difesa a 5 (ai tempi di Mazzarri era il top nel ruolo) ed ha sempre faticato nella difesa a 4, questo gli è anche costato il posto in Nazionale ai tempi di Prandelli. Al quarto anno di difesa a 4 sembra aver finalmente ingranato, ma l’età è quella che è…
      La nota della spesa dovrebbe secondo me limitarsi ad un esterno dx (Conti potrebbe essere un’idea) ed un portiere di carisma e di assoluto livello internazionale (sul declino di Reina penso siamo tutti d’accordo).
      Vedo invece le solite lacune sistemiche sulle situazioni di difesa schierata (e non solo su palle inattive), per non parlare, sul fronte offensivo, degli innumerevoli corner e calci di punizione sfruttati malissimo. Poche carenze su cui lavorare molto.

      • Luigi Ricciardi 1 marzo 2017, 15:32

        Ciao,
        concordo, gli esterni di difesa del Napoli sono gli anelli deboli di quest’anno: Ghoulam è un terzino di sola spinta, Hysaj è discreto per entrambe le fasi, ma non decisiva in nessuna. Non ti so dire, onestamente, se la sua involuzione dipenda da un fatto muscolare.
        E idem sul portiere: reina ha grande carisma, capacità coi piedi e grande forza muscolare, ma la quantità di errori che fa è eccessiva per una squadra di grande livello.

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