Statistiche: Reina subisce troppi gol. E un paragone Sarri/Guardiola, oggi, non è irriverente

Un calcolo sull’efficienza dei portieri e un confronto tra Italia e Premier League, Napoli e Manchester City, Reina e Bravo. Il Napoli concede poco, ma subisce troppo.

Statistiche: Reina subisce troppi gol. E un paragone Sarri/Guardiola, oggi, non è irriverente

La misura della bravura dei portieri

La produzione di statistiche, parimenti alla raccolta crescente di dati, è in espansione nel calcio moderno. Saper interpretare le analytics è il core di ogni impresa con un modello di business vincente.  Il giornalismo sportivo – soprattutto nel Regno Unito – ha allora ampliato il proprio orizzonte, offrendo un’analisi delle prestazioni sempre più incentrata sulle metriche; oltre numero di gol fatti, ora si parla di tassi di conversione (gol su tiri), percentuale di salvataggio (tiri parati su tiri nello specchio) e così via. I soli report statistici non bastano per la comprensione di una gara, ma costituiscono un efficace strumento complementare.

Spesso, infatti, si ha una percezione distorta dovuta al coinvolgimento emozionale. Controllare le percentuali di passaggio o le mappe di posizione dà valore al nostro parere. D’altronde, senza una statistica si è solo un’altra persona con un’opinione. Sono vari i tool utilizzati da analisti, cronisti e addetti ai lavori.

Un esempio di tool statistico è la mappa di tiro con bubble chart degli expected goals

Expected goals in Premier League

Sul portale sportivo della BBC , il giornalista Chris Bevan ha analizzato le prestazioni dei portieri della Premier League, concentrandosi sul flop di Claudio Bravo (Manchester City), attraverso il confronto tra gol subiti e gol attesi. Il ragionamento è lo stesso utilizzato nella rubrica Football Analytics de Il Napolista; le stime puntuali xg della qualità di tiro sono convertite in un numero intero di reti, considerando la dispersione, alternativo; viene calcolato lo scarto tra valore vero e valore atteso per valutare se un portiere (e la sua squadra) sono in under o in over performance.

È stata stilata la classifica di gol e xg subiti da 23 portieri della Premier League (che hanno ricevuto almeno 100 tiri verso la porta), ordinati per performance. Il miglior rendimento assoluto è di Keaton del Burnley, il peggiore di Marshall dell’Hull. Tra le big, Lloris ha il maggior surplus con + 3. Bravo ha un deficit di -7, troppo per competere al vertice. Negli ultimi 8 incontri, Bravo ha concesso 14 gol su 22 tiri di bassa qualità (7,33 xg), incassando il doppio del dovuto. Attraverso un parallelo tra Guardiola e Sarri, nasce un interrogativo. Giocare bene implica il subire troppe reti oppure ciò è legato al valore dei singoli? Non vi è una risposta netta, come argomentato nell’analisi statistica di Milan–Napoli, ma un concorso di responsabilità.

Expected goals in Serie A

Abbiamo replicato il metodo nel nostro campionato per attenzionare Reina e permettere un confronto con altri 23 portieri. Per far ciò combiniamo il nostro database con quello del blog Calcio Statistica realizzando il ranking di performance difensiva della Serie A.

Il portiere azzurro ha una delle performance più basse (-8). Peggio solo Sportiello, Posavec, Bizzarri e Storari. Il surplus migliore è quello dell’Empoli (+7), poi la Roma (+4). In equilibrio il Milan e bene la Juventus che è comunque in negativo (-3). Le troppe reti subite hanno allontanato i partenopei dal vertice della classifica, per un momentaneo terzo posto garantito soprattutto dall’overperformance offensiva (+11). La sfida principale di Sarri, come Guardiola, è quella di risolvere il deficit di gol incassati.

Infine, approfondiamo la posizione dei tiri concessi dalle principali squadre, significativa nella determinazione degli expected goals. Il Napoli concede poco in area piccola (6 tiri), laddovè la conversione è massima (42 in area, 21 da fuori). Similmente l’Inter (42 in area, 7 in quella piccola) con più tentativi da fuori (35). Anche la Roma subisce da lontano (31) ma pure in area (48) e in area piccola (8). Juventus e Milan hanno 7 tiri in area piccola, ma sono 27 le conclusioni da fuori e 59 da dentro dei rossoneri; 13 da lontano e 30 in area dei bianconeri. È l’Atalanta a concedere meno tentativi ravvicinate (3), subendo 27 tiri in area e 19 da fuori con Berisha e 17 e 11 con Sportiello. Nonostante quantità (e qualità) superiori nei tentativi, l’albanese ha incassato 10 gol rispetto i 14 dell’italiano.

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  1. ad oggi il paragone sarri-guardiola non è irriverente, è inutile.

  2. Io pero, penso che l’interpretazione delle statistiche è altra.

    Gli
    ‘xg’, per tutte le loro qualità, non prendono in conto la pressione
    difensiva esercita al momento del tiro. Per conseguenza, un buon’ parte
    della differenza tra gli xg subiti e i gol concessi si puo attribuire a
    questo fattore. Tipicamente, squadre che giocano col pressing alto e la
    linea difensiva alta non concedono molto ma, quando concedono, regalano
    spesso grande occasione con poco marcature difensiva. Non è per caso che
    il Napoli e il Manchester City si ritrovano male in questo ‘ranking’.
    Penso che è testimoniato dell’esigenza tecnica del sistema, che soffre
    molto degli errori individuali (in difesa o a centrocampo), più della
    qualità del portiere, che soprattutto in questo caso, grazie alla sua
    capacita coi piedi ci permette di superare numerosi situazione
    pericolose.

  3. Il contributo di Reina non può essere valutato solo in base al rendimento tra i pali. E non solo quello di Reina, oggi il ruolo del portiere è molto più complesso che in passato. Probabilmente con Buffon al posto di Reina avremmo perfino qualche punto in meno rispetto agli attuali, considerato il nostro modo di giocare e assunto che Buffon ha pessime statistiche nei passaggi e nei lanci.

    Per quanto riguarda invece il puro rendimento tra i pali, apparentemente sui dati c’è poco da discutere, prendiamo troppi gol rispetto alle occasioni concesse. Si potrebbe però obiettare che la consistenza statistica di questi dati, nel caso del Napoli, sia inficiata proprio dal fatto che le occasioni concesse sono troppo poche per costituire una base numerica solida. Io credo che Reina abbia attraversato un periodo particolarmente sfortunato, nel quale non gli sono riuscite parate eccezionali e allo stesso tempo è incappato talvolta in qualche vera e propria papera. Tuttavia, a mio avviso, quelle vere e proprie sono state molte di meno di quanto percepito dall’ambiente.

    Nelle ultime uscite tra l’altro Pepe sembra essersi lasciato alle spalle questo periodo sfortunato. Speriamo che continui così e cerchiamo di fargli sentire tutto il nostro sostegno.

  4. Nel merito si potrebbe replicare che le statistiche non riescono a computare il contributo di Reina all’impostazione del gioco del Napoli (subiamo poco anche perché il nostro portiere non butta via il pallone e ci fa conservare il possesso, facciamo molti goal anche perché Reina lancia a 50 metri con precisione). Ma ogni commento sul merito è assorbito dal seguente: ma come diavolo scrive? Ha tradotto (male) dall’inglese? Lo sa che tool si può tradurre con “strumento”, che “attenzionare” (pessimo neologismo) non significa “concentrarsi su”? Più che un articolo su un sito da avanguardia culturale, mi pare il report di un azienda del varesotto…. PROVINCIALE!

    • Il lavoro che c’è dietro la redazione di un articolo che, oltre lo scritto, presenta calcoli non elementari, grafiche personalizzate, traduzioni, confronto con altri analisti meriterebbe maggior rispetto, soprattutto da un costante lettore. Ci dispiace che abbia avuto difficoltà nella lettura e le rispondo punto per punto (anche se le critiche le invoco le polemiche sterili no):
      1. Le statistiche sul contributo di Reina al gioco sono state mostrate in più articoli; per esempio: https://www.ilnapolista.it/2016/12/guida-ragionata-acquisto-nuovo-portiere-napoli/
      2. Tool è inteso come strumento e per la Crusca quel verbo non è un neologismo
      3. Non ha dimostrato la proporzionalità tra termini inglesi e report di aziende di provincia (ma senza una statistica si ha solo un’altra opinione, no?).
      Per info e suggerimenti può sempre contattarmi – come fanno altri – con un profilo autenticato sui miei canali social.

      • Gent. dott. Fin, con una punta di sarcasmo ho solo criticato lo stile e le scelte lessicali del suo articolo. Non ho detto che ha copiato o che ha scritto fandonie (per quanto a me l’approccio statistico al calcio mi paia riduttivo e quindi misleading, visto che le piace l’Inglese, e di nessuna utilità alla passione e alla poesia che il calcio suscita e rappresenta). D’altra parte, proprio in quanto lettore assiduo di questo sito, rivendico il diritto di critica e continuo serenamente a pensare che espressioni del tipo “Saper interpretare le analytics è il core di ogni impresa con un modello di business vincente” ovvero “attenzionare Reina” o ancora “ranking di performance” suonino proprio male in Italiano e denotino uno stile aziendalista o da lawfirm che in ultima istanza risultano fuori luogo e provinciali. Certo, non sono in grado di supportare la mia opinione con una statistica… ma del resto non è questo il mio lavoro!

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