Napoli non è immune alla trasformazione del tifo che ha svuotato gli stadi

L’io c’ero ha preso il posto dell’io partecipavo. Questo ha portato alla crisi del modello ultras. L’eccezione Barcellona.

Napoli non è immune alla trasformazione del tifo che ha svuotato gli stadi
Tifosi del Napoli in una foto di Matteo Ciambelli

Essere spettatori non richiede la presenza fisica

C’è un bel saggio di Raffaele Simone “Presi nella rete” che descrive in modo analitico il cambiamento sensoriale generato e ormai consolidato dalla nuova modalità comunicativa attiva nelle relazioni sociali. Per quanto se ne dica, speculando sulla privacy che resta, o dovrebbe restare, diritto inviolabile, ognuno di noi è fortemente e pericolosamente esposto alla pubblica critica ma, di contro, è impossibile restare anonimi, o riservati, se si vuol essere socialmente significanti. Ma l’attuale modalità socializzante richiede una certa prassi comunicativa imponendo, a scanso di oblio, l’esserci attraverso la rete o “il mostro mite”, come in un altro bel saggio lo definisce lo stesso Simone.

Il gretto individualismo sociale, di per sé un ossimoro ma che attualmente perde la sua efficacia oppositiva divenendo una categoria ontologica consecutiva, inclusiva, ha depressurizzato l’enfasi rituale della partecipazione corale trasformando l’esserci in una monogama relazione tra l’evento e il fruitore. In parole povere: l’arte si è mutata in evento e non chiede più partecipanti (partecipare presuppone quindi una relazione fisica, antropologica) ma semplicemente spettatori. E l’essere spettatori non richiede in alcun modo la presenza fisica, il luogo diventa secondario a discapito della visione.

Gianfranco Pecchinenda nel suo saggio “Homo Videns” ne ha ben spiegato il concetto: l’attuale fruizione, secondo i dettami sensoriali propri della società visiva, ha modificato sensorialmente la socializzazione umana (intesa in senso didascalico) preferendo due sensi che prima erano totalmente secondari se non sottovalutati, la vista e l’udito. Gusto, olfatto e tatto, che rappresentano i più realistici percettori della concretezza fisica, lasciano il posto agli altri due che, per loro natura, sono i tramiti dell’immaginazione.

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini scegliendo il cinema come sua unica, se non assoluta, modalità espressiva, affermò che l’immediatezza dell’azione umana risultava molto più facilmente (o antropologicamente) riconoscibile e rendeva l’espressività estremamente semplice, immediata, a discapito (ahi lui e di chi scrive) della vecchissima “letteratura”. Molto più semplicemente: la società dei media ha innescato un meccanismo, propedeutico ma non irreversibile, che ha trasformato l’uomo sensorialmente; vedere e udire sono molto più semanticamente “leggeri”, da un punto di vista ermeneutico, rispetto alla lettura che sì utilizza la vista (come medium) ma presuppone uno sforzo intellettivo, per certi versi tacito, nella subordinata necessità di coinvolgere tutti gli altri sensi ad un livello superiore e non stimolandoli fisicamente. Questo spiega perché, banalmente, leggere un saggio o un romanzo, sia più impegnativo di guardare un film.

Le statistiche di De Laurentiis

Le statistiche propinate da Aurelio De Laurentiis, alcuni giorni fa, sulle presenze negli stadi europei possono essere spiegate seguendo queste categorie, il presidentissimo è uomo di cinema, pertanto alcune sue “pontificazioni”, ormai sempre più costanti e coerenti in tal senso, non dovrebbero destare alcuno stupore o, come si è letto su molti giornali, invitare allo sprezzo rispetto alla sua idea di uno stadio salotto da ventimila posti e annessi privilegi e servizi per chi vi accede.

Chi sarebbe contento, soddisfatto di guardare, attraverso lo schermo, uno spettacolo televisivo o un film, con inquadrature distanti, sgranate, poco definite, tanto lontane da privare lo spettatore della finitezza dei contorni, particolari, dettagli?

La crisi del modello ultras

Domanda retorica soprattutto se si prende come riferimento, o come metro di giudizio, il linguaggio mediatico attuale. Perché “postare” (parola che odio in modo viscerale ma che attualmente rende più di pubblicare) su YouTube le immagini di un gol del Napoli ripreso dalla curva? Non ha alcun riscontro partecipativo, corale, rituale nei confronti dell’evento ma una mera e voyeuristica necessità di sentirsi protagonisti per se stessi, “l’io c’ero” prende il posto del più banale e meno significante (da un punto di vista messianico) “dell’io partecipavo o ne facevo parte” che tanto ha caratterizzato l’ormai lontano passato prossimo della partecipazione in senso politico (per politico si intende identitario, legato al concetto di riconoscibilità empatica) più che sociale. Questo ha smantellato la mentalità ultras (la maggior parte dei gruppi ultras, soprattutto quelli non politicizzati, si sono sciolti, vedi la curva A e tutti i gruppi del tifo organizzato che la componevano) che appunto vivevano la partita di calcio come partecipazione, con tutte le conseguenti identificazioni non tanto storiche ma soprattutto emotive, sociali. Il far parte del gruppo è una sorta di annullamento individualistico, l’ultras è parte integrante di una mentalità collettiva, un componente, il tassello di un mosaico. Al contrario in questo dato momento il ricordo storico viene sostituito dal momento ludico, evasivo; postando su YouTube il gol del Napoli sto cancellando il passato sportivo favorendo l’istante “gioioso”; in un certo senso il “Grande Altro” lacaniano si antepone alla storia.

L’idea politica, della politica comunale, amministrativa, di una struttura che mantenga una fisionomia “polisportiva” dello stadio San Paolo è antistorica, deludente, poco attuale. Si sposa con la vecchia e defunta prospettiva, mai praticabile, di salvare “capra e cavolo”, prerogativa non coniugabile con la realtà partenopea.

Tutti gli stadi vanno modificati, ristrutturati, identificati con le pretese e le aspettative della nuova modalità sociale di “tifare”.

Napoli non è Barcellona

Per quanto se ne dica Napoli è una città europea, fortemente identitaria ma europea. Ha subito, probabilmente negli ultimi sette anni, un cambiamento epocale, e qui s’intende soprattutto mediatico, l’unico aspetto che pubblicamente conta. Il popolo minuto che da sempre (già col teatro di Eduardo) ha rappresentato una condizione sociale è stato trasformato in soggetto, spettacolarizzato, stereotipato, da condizione è diventato soggetto agente, per dirla con McLuhan è diventato il medium. Si è evoluto, è progredito, si è individualizzato. Questo ha declassato un certo “familismo” sovrapponendovi l’io sociale.

C’è chi potrebbe dire con una certa riluttanza che a Barcellona si è riusciti a unificare ideologia identitaria con lo sport, il calcio soprattutto, ma storicamente nella Catalogna si è sviluppato un procedimento inverso: la regione ha prosperato grazie a particolari scelte politiche di pari passo con la condizione sportiva, è stato un percorso sociale e poi sportivo non sportivo e poi sociale come invece si pretende dal calcio a Napoli.

Il calcio è un aspetto significativo di un territorio, di una regione, di un’identità ma resta comunque (purtroppo) una componente asettica politicamente. Certamente si identifica con la retorica immagine della cartina di tornasole ma non ne rappresenta la reazione chimica, è soltanto una delle cromaticità che ne compongono il colore.

L’incapacità di diventare sistema Napoli

Napoli è certamente una città particolareggiante, senza dubbio unica, pubblicamente definita ma banalmente europea, ben inserita contestualmente nel drappo monocolore dell’italianità, siamo fortemente identitari ma presuntuosi, questo è un errore che non dobbiamo più commettere o almeno disimparare, scordare. L’incapacità di diventare sistema Napoli, completamente opposto alla concezione colorata della più banale “napoletanità”, è un problema storico, sistemico (italiano) e locale. Ma a Napoli, più che altrove, conserviamo un livore, una faciloneria nel giudizio, che poi è semplicemente invidia, che demolisce incenerendo, toglie stimoli, voglia, appesantisce gli umori; e nel calcio è più che evidente: non si critica De Laurentiis per le scelte sbagliate che avrebbe fatto o le parole che avrebbe detto, si criticano i suoi successi, molto più semplicemente, è il ‘e che ce vò, ‘o sacc fa pur’je di vivianesca memoria alla base del decostruttivismo partenopeo.

In sintesi: lo stadio non è più luogo di rito dove si partecipa ad una cerimonia ma semplicemente un medium attraverso cui fruire un evento, si è trasformato allo stesso modo in cui è mutata e sta mutando la società dei consumi, della comunicazione, dell’individualismo. In tal senso il termine popolare diventa una categoria o semplicemente un’accezione negativa, vuota, in cui nessun individuo (anche chi magari per estrazione potrebbe ricaderci dentro) vuole sentirsi rappresentare. Quando determinati valori cadono, vengono disconosciuti, si provoca depressione, distacco allontanamento.

Tutto ciò è ben espresso dal vuoto sui sediolini trasandati dello stadio San Paolo.

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  1. Ma come diavolo si vuole che lo stadio si riempie se:
    – le latrine sono una discarica a cessò aperto.
    – i vandali distruggono periodicamente i seggiolini.
    – i copriferro dalla struttura sono una pia memoria.
    – la copertura ha più fori di uno scolapasta.
    – i corridoi sotterranei nascondono orridi segreti.

    Il calo di spettatori c’è in tutta Europa, ma se l’Europa e l’Italia hanno la tosse Napoli ha la polmonite. Per i citati e in cancreniti motivi.

  2. Ernesto Cirillo 12 Novembre 2016, 9:29

    Come sempre ipercritici. Io sono tornato quest’anno allo stadio dopo essere stato abbonato per anni. Gli ultrà si sono sempre vestiti (parliamo di 20-40 persone) da militari.
    Considerando la crisi economica ed occupazionale, la media di due partite a settima con relativi costi, la paytv comoda e confortevole e che già uno paga, il fatto che non siamo il Barcellona e non abbiamo i migliori giocatori del mondo e vinciamo sempre, il San Paolo conta mediamente 25000-40000 spettatori. Le curve tifano sempre e l’atmosfera è sempre bella.
    Sono stato a vedere il City 30’giorni fa. Al netto di bere e mangiare ho sentito cantare 5 volte Go City e Come in City. Poi il silenzio.
    Forza Napoli

  3. Anch’io sono stato a Barcellona a vedere la partita. Uno stadio spettacolare (per tre quarti scoperto!), l’accesso rapido e facile di 100.000 persone, i moltissimi turisti. Ma anche l’indifferenza a quanto succedeva sul campo, l’assenza di tifo tranne che per 500 scimmiette ammaestrate (che cantavano anche un giorno all’improvviso), turisti che bevevano come i più beceri ultras, un silenzio spettrale. Il riempimento non è partecipazione: mille volte meglio il nostro San Paolo, un po’ meno pieno ma ancora estraneo ai “mutamenti epocali”.

  4. Attimo Fuggente 11 Novembre 2016, 17:30

    Rispetto
    alla tendenza descritta, si cita giustamente Barcellona come possibile esempio alternativo,
    in cui si è riusciti a unificare ideologia identitaria con il calcio,ma si
    precisa che è stato un percorso sociale e poi sportivo “non sportivo e poi
    sociale come invece si pretende dal calcio a Napoli.” Su quest’ultima
    considerazione lei si sbaglia di grosso.Dal calcio a Napoli non si pretende
    affatto che contribuisca alla formazione dell’ideologia identitaria,di cui ,a
    differenza di molte altre città ,già abbonda. Sarebbe invece molto opportuno e
    intelligente da parte del “calcio”,utilizzarlo,cavalcarlo, esaltarlo,anche dal
    punto di vista commerciale e spettacolare,questo forte senso identitario
    collettivo, anziché ignorarlo e persino mettersi
    in conflitto con esso come avviene nella attuale gestione societaria .Dire “mi faccio lo
    stadio salotto alla faccia vostra”(che poi non è manco vero) oppure “non dovete
    proprio fiatare perché dieci anni fa stavate nella merda”,o far pagare la curva
    40 euro in una città malmessa economicamente, o lesinare al centesimo sugli
    acquisti fregandosene per esempio se poi si gioca la champions senza
    centravanti,significa pensare solo al proprio orticello e anche in maniera
    molto poco lungimirante.

    • Ferdinando Palermo 12 Novembre 2016, 16:12

      eco un altro esperto di gestione societaria momentaneamente impegnato con la bancarella del torrone (o è sempre lo stesso sotto altro nick?)

  5. Condivisibile, un punto di vista che tenga conto della realtà odierna tra social network, smartphone e tv a pagamento credo sia maggiormente utile a capire, più dello stadio fatiscente, il problema dei pochi tifosi allo stadio.
    La lotta intestina tra ADL ed i tifosi, poi, ha sicuramente nel corso degli anni provocato una disaffezione tra i tifosi che non aiuta a riempire i vuoti allo stadio.
    Uno stadio da 40.000 posti, come ventilato inizialmente, rimane una soluzione da non disprezzare.

    A proposito di Barcellona e del Barcellona posso dire di essere stato allo stadio durante una mia vacanza nella città spagnola e di essere rimasto stupito da due cose:
    1) Una percentuale, non piccola, di tifosi allo stadio è composta da turisti. Mentre mi recavo al Nou Camp nel vagone della metro diretto allo stadio c’erano più turisti che Barcellonesi. Turisti tutti con sciarpe e gadget della squadra di casa.
    2) Dall’arrivo in aeroporto, all’albergo, nei mezzi pubblici, il turista viene invitato ad andare allo stadio mentre una pubblicità a tappeto per le via della città ricorda l’evento sportivo. Evento sportivo a cadenza settimanale che non può essere quindi non noto ai tifosi abituali. Quindi tutta questa pubblicità a chi si rivolge se non al turista.

  6. Roberto Liberale 11 Novembre 2016, 14:21

    Guardando l’immagine in testa al servizio ho la stessa sgradevole sensazione che ho avuto allo stadio. Ultras vestiti come di nero o come dei soldati, non riconoscibili come tifosi di una squadra, ma con una percezione di uniformità (nel senso anche di uniforme) ad un idea guerresca della partita di calcio.
    In altri stadi italiani è molto simile.
    Come sarebbe bello se tutta la curva fosse colorata dalle maglie del Napoli, un azzurro intenso riconoscibile immediatamente.
    Così come accade in molte curve all’estero.

    http://www.tuttocurve.com/herri-norte-taldea-athletic-bilbao

    http://www.tuttocurve.com/sudtribune-dortmund

    http://www.calciopress.net/2010/10/08/liverpool-in-amministrazione-controllata/liverpool-curva-kop-anfiled-road/

    Ma temo che gli ultras preferiscano essere percepiti invece come dei combattenti, solo per caso uniti dal tifo per il Napoli.
    Molto triste però.

    • Condivido in pieno. E non so tu, ma io sopporto poco anche i cori continui completamente slegati dalle azioni in campo perché anche quelli sanno di inquadramento militaresco.

  7. Ragazzi, Pecchinenda conoscerà certamente il significato di azione sociale weberiana e homo oeconomicus.
    Qui non si riesce a far quadrare i conti, e le tv offrono troppo a troppo poco per scegliere sempre lo stadio.

    • O è lo stadio che offre poco a troppo?
      Qui sì da la colpa alla digitalizzazione e ai cambiamenti sociali, ma perché in Inghilterra o in America gli stadi sono pieni? E non mi parlate di modelli per pochi e per i ricchi, perché qui il più delle volte si pagano cifre per ricchi per un modello veramente povero, se non indecente.

    • Mi permetto di osservare che in Spagna, paese tra quelli con grosso movimento calcistico più affine al nostro per condizioni sociali ed economiche, l’indice di riempimento degli stadi è nettamente superiore a quello italiano. Nella stagione 2016/17 l’indice di riempimento del San Paolo è al momento inferiore a quello della società spagnola con la percentuale più bassa (l’Espanyol) di riempimento dello stadio nelle partite casalinghe. La scorsa stagione il Napoli si è classificato quarto in Italia per percentuale di riempimento, con un fattore percentuale pari a quello della quattordicesima squadra spagnola (il Betis) in questa particolare classifica (fonte: http://www.archistadia.it).
      Io imputerei il dato al venir meno del fattore aggregante del calcio italiano di oggi. Si preferiscono altre forme di intrattenimento.

      • Anche se fosse, credo che il problema sia degli imprenditori, non dei fruitori. Oppure ce la pigliamo con gli spettatori se disertano la visione di un film? Persino sul numero di libri letto in un anno, l’imputato principale è il sistema scolastico. Perché dovrebbe cambiare quando si parla di stadio. E dobbiamo davvero paragonare lo stadio dell’ultima della classe… Col “nostro” S.Paolo?

        • Attimo Fuggente 11 Novembre 2016, 20:07

          Sì.Sta diventando così in ogni campo.Viene eletto il candidato avversario? Colpa degli elettori ignoranti ! E così via.

        • michele o pazzo 12 Novembre 2016, 8:37

          …a differenza dei film o dei libri, magari, al l’imprenditore conviene che la gente preferisca non andare allo stadio se poi si abbona alla pay-tv…
          L’unica arma che abbiamo per interrompere il circolo vizioso è andare allo stadio e farsi il pezzotto a casa…

        • E chi ha parlato di colpa degli spettatori? Non ho mica detto che il calo di interesse sia un male, mica parliamo di dispersione scolastica. Si tratta di scelte, di priorità. Se il calcio a Napoli avesse un maggiore valore aggregante, forse più persone farebbero l’abbonamento, risparmiando sulla spesa totale nell’arco della stagione. Magari, per rifarmi al tuo esempio dei libri, quei soldi li spendono in libreria, oppure semplicemente per passare una sera a casa a vedere la partita con la famiglia o gli amici. Non vedo perché questo debba essere una colpa. Sicuramente è un problema per la squadra e la società.
          Poi sui motivi di tale scelta si può discutere per ore: lo stadio scomodo, la difficoltà di accesso alla struttura, De Laurentiis antipatico, il calcio italiano con troppe polemiche, eccetera.

  8. Scusate ma quando un film te lo sei gia’ visto per 4-5 volte, che te lo vedi a fare?
    Il Napoli di Dela e come’ un film gia’ visto e rivisto.

    • Tifa altrove. Sient a me.

      • Perche’ ti sei messo gia’ l’anima in pace che col il Napoli del burino NON SI VINCE?
        Stai prendendo coscienza?

        • In verità stiamo vincendo più con ADL che prima.

          • In ogni caso siamo sotto alle @@ della Juve da anni.
            Con Dela piu’ di una coppola italica non vinci mettitelo in testa.

          • michele o pazzo 12 Novembre 2016, 8:40

            Invece senza adl vinceremmo la champions league… O no?

          • E chi lo sa. Intanto con lui ormai e’ assodato che piu’ in la’ di un piazzamento non si va.
            I fatti purtroppo mi danno ragione.

          • michele o pazzo 12 Novembre 2016, 22:16

            Senza di lui invece la nostra bacheca è piena di trofei…

          • E chi o sap….intanto si cambia chi ormai ti fa vedere sempre lo stesso film!

          • Ma che problemi hai con la Juve?
            Vince da 5 anni in Italia.
            Tutte le sono arrivate dietro.
            Anzi, noi siamo quelli che hanno fatto meglio tra le altre.

          • Delle altre non me ne frega anche perche’ in passato hanno gia’ vinto tutto soprattutto le milanesi.
            Dobbiamo vincere, battere i rubentini.
            ACCONTENTARSI E’ DA PERDENTI….
            oltre a fare il gioco che vuole la juve.

          • allora indicaci la strada o sommo
            portaci il salvatore

          • Se ne deve andare. Deve essere abbandonato.??

          • Potresti iniziare ad emigrare tu. Magari ti segue e ottieni due risultati; accontenti te che avrai vinto la tua battaglia e accontenti noi che ci libereremo di un gobbo ad honorem.

          • Questo ci porta a don Salvatore Conte.

          • non ti seguo proprio come ragionamento.
            Non me ne volere ma essere ossessionati da un avversario è la peggiore mentalità perdente che si possa avere.

            Io guardo il Napoli e la sua crescita.

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 12:33

            Vincy, lo ripeto anche a te: questo pur di dimostrare di avere ragione si augurava il fallimento ed ha esultato per l’infortunio di Milik. Giusto per farti capire il personaggio. Vi lamentate di Delcore, ma Delcore al confronto è un dipendente della FilmAuro.

          • Tu invece a Dela gli porti i biscottini alla mattina.
            W DELCORE allora!?
            Ti aspetto su Azzurrissimo ?

            O falliment?

          • Lo ricordi questo sketch del grande Principe de Curtis? https://youtu.be/MuaJdM5JKzs
            Beh a me questo da l’idea di essere quel tale.

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 16:58

            Magari prendesse qualche pacchero. Gli farebbero benone. Comunque nn è il caso di dargli importanza. È un troll e adora essere al centro dell’attenzione. Per questo consiglio semplicemente di evitarlo.

          • A proposito hai visto che qui ha scritto pure ANTONIO MARANO?
            Ma comm il tuo grande amico e non gli dedichi neppure un post?
            Ciao PLATINETTE!??

          • Divertente, risponde pure per gli altri. Ha bisogno di affetto. Non gli piace rimanere solo.

          • E chi si é lamentato mai di gjo 🙂

            Io accetto tutte le idee.
            Comunque credo che questo sia un utente fake.

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 21:47

            Era per dire. 🙂 Qui c’è chi considera Delcore come il diavolo. Quanto all’utente, purtroppo è reale e ci ho avuto a che fare per anni su un altro blog. È il sogno di Massimiliiano Gallo: incarna il cliché del “tifosotto” contro cui si scaglia ogni santo giorno.

          • La sua crescita?
            Quale se dai tempi di Mazzarri piu’ di quello non si va?

        • Scommetto che tu sei uno di quelli che ogni domenica vai allo stadio e in trasferta. Hai abbonamenti a Sky e Mediaset e non ti manca un solo articolo di marketing del Napoli. Giusto?

          • No per motivi logistici allo stadio non ci posso andare e non ci andrei comunque.
            L’abbonamento a sky l’ho disdetto.
            Da me il burino non prende un soldo.

          • Azz. Come si dice…f r o c i o col c u l o degli altri. ??????????????

          • No con il nostro visto che si finanzia con i soldi dei tifosi??????

          • Sei di una coerenza e lucidità spaventose. Hai appena scritto che di tuoi soldi il burino non ne vedrà mai. Disdetto abbonamenti in pay tv. Godi ai gol del Caino (che per inciso la storiella del progetto e del non puntare a vincere è una bella scusa) e parli di “noi” tifosi? Tu sei il classico pseudosupporter del Napoli che soffre di invidia per qualsiasi cosa facciano gli altri. Accomodati a tifare qualsiasi altra squadra del mondo. Ce ne sono che vincono. Potresti tifare il panatinaikos. Vincono scudetti spessissimo. Guarda la realtà e tifa invece di perdere il tuo tempo con ADL.

          • Scusa ma fammi capire un po’ una cosa…
            Se per 10 anni nel mio piccolo ho finanziato le casse del pecorone….
            adesso che ho costatato che con lui e’ sempre lo stesso spettacolo, sono padrone di fare quello che voglio o no?
            E’ INUTILE CONTINUARE A FINANZIARE CHI DA ANNI TI OFFRE SEMPRE LO STESSO SPETTACOLO.
            Il suo Napoli per molti ormai e’ un film gia’ visto!
            Da questo si spiega pure l’addio del Pipita di Cavani e di Lavezzi.

          • https://youtu.be/0cen-ABJQZQ
            Te lo faccio anche io un regalo. Cento, mille volte meglio il matador che non ha fatto manfrine su progetto e scemenze varie. Seguì il portafogli.

          • SONO SOLO PULCINELLATE PERCHE’ AL MOMENTO I FATTI MI DANNO RAGIONE CON DELA NON SI VINCE.

            A proposito: pure quest’anno preparati ad assistere al solito campionato:
            Juve campione d’Italia (con il Pipita che alzera’ il tricolore) e il Napoli del burino perennemente dietro che rimane a guardare.
            Ve lo meritate tutto il vostro Aurelio.

          • Quest’anno i gobbi hanno giocato ad indebolire la concorrenza in Italia e puntare alla Champion. Proprio quest’anno non mi faccio illusioni anche se confido nel gruppo Napoli nonostante una serie di avvenimenti che avrebbero ammazzato un cavallo (punti obiettivamente sottratti all’inizio, infortunio di Milik, rendimento di alcuni incluso il Gabbiadini). Tu continua a prendertela col “burino”. Spreca il tuo tempo con lui.
            PS. Tornando alle pulcinellate. Io non gli auguro infortuni al Caino, ma solo che viva di queste situazioni il più possibile e che continui nella sua serie di insuccessi. I campioni aiutano il resto della squadra e proprio quest’anno avrebbe potuto lasciare un segno. Ha preferito andare sul sicuro. Quello di cui indegnamente porti il nickname, il Napoli e l’Argentina le ha condotte e non mi risulta che sia andato da Bilardo o Grondona e gli abbia detto: ma chi mi hai messo intorno in nazionale? Cuciuffo, Brown, Giusti etc. Li ha semplicemente guidati alla vittoria.
            L’obiezione che farai sul Napoli che Ferlaino gli dovette costruire intorno regge poco perché in quel Napoli giocavano pure Celestini, Volpecina, Carannante ed altri che pur non essendo fenomeni, venivano guidati dal D10S e da altri due o tre leaders in campo. Campioni lo si nasce ma si dimostra anche di esserlo.

          • Perche’ dopo che la Juve si era rinforzata con D.Alves, Benatia, Pjanic, Higuain ecc. ecc…..
            a te serviva la zingara per capire che per competere avremmo dovuto fare un mercato piu’ sostanzioso?
            Guarda che difenderlo sempre e comunque non ti fa essere piu’ tifoso….anzi assieme al BURINO contribusci alle vittorie dei rubentini!
            CON IL SANTONE NON SI VINCE PUNTO.

          • Alla prova dei fatti tutto sto rafforzamento non sta ancora facendo quel che prometteva. La tua squadra del cuore vincerà lo scudetto, certo, ma sta arrancando un po’.

          • ?????????

          • Su Higuain mettitelo in testa: NON E’ ANDATO VIA PER SOLDI…
            MA SOLO PERCHE’ DOPO TRE ANNI DI NAPOLI SENZA TROFEI ANCHE LUI HA CAPITO CHE COL SANTONE NON SI VINCE.
            Putroppo questo lo dicono pure il fatti. Il resto e’ fuffa.

          • Su HIGUAIN ti ho gia’ risposto:
            Non serve la zingara per capire che e’ andato via esclusivamente per colpa del tuo SANTONE DI PARMELLA.
            Ovvio dopo tre anni”di coppe del nonno, si era giustamente scartavetrato le @@.

          • Potresti seguirlo. Come gobbo ti vedo bene.

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 11:38

            Fossi in te eviterei di perderci tempo. Su un altro blog questo tipo auspicava fallimento e/o retrocessione del Napoli pur di vedere ADL mollare le redini della società. Inoltre esultava regolarmente ai gol delle rivali del Napoli e il giorno dell’infortunio di Milik si è presentato sul suddetto blog esultando e trollando come un qualsiasi tifoso delle strisciate. È un poveretto e va compatito. Inutile cercare di ragionarci.

          • AZZ E’ ARRIVATO IL FAMOSO FILMAURI L’AUTORE DI MILLE PERLE SU AZZURRISSIMO.

            Non caso come possiamo dimenticare le sue indimenticabile PERLE come
            Maradona e’ nu pacc
            Higuain e’ nu pacc
            Dello scudetto me ne fotto ecc. ecc.
            Sei venuto a deliziarci pure qua?
            O falliment o tribbunal????

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 12:04

            Hai già rovinato un blog, vedi di non fare danni anche da queste parti, cialtrone. Per fortuna qui la moderazione funziona, non come a casa Perillo.

          • E certo devo mantenere la tua linea di pensiero di fede burino per non rovinarlo vuoi mettere?
            Di la gridavi aiutami FUNDADOR sul blog mi cuffeano…
            Qui chiederai aiuto a Gallo????

          • Ah dimenticavo:
            Mi raccomando non trollare pure di qua facendo finta di essere 4 persone eh?
            Occhio che ti sgamo??

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 12:13

            Tu continua a scrivere falsità e prima o poi ti becchi una querela.

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 12:16

            Guarda, io qui ci vengo quando tu ti auguravi il fallimento del Napoli e Benitez era appena arrivato. E non eri stato ancora bannato PER BEN DUE VOLTE da un sito che non banna praticamente nessuno. Ora non voglio commettere di nuovo lo stesso errore, perché i troll bisogna solo ignorarli.
            Ma è bene mettere sull’avviso chi non ti conosce. Tu sei un povero demente, provocatore e cialtrone.
            È bene che Gallo, Virgilio, Fasano e gli altri frequentatori del blog sappiano con chi hanno a che fare. Perché qui anche i più accesi critici della società sono persone perbene che non si sono mai sognate di augurarsi il fallimento della propria squadra come hai fatto tu. Quindi questa è l’ultima volta che ti rispondo.

          • Ban a comando ovvio. Guai toccare il tuo amato burino.
            Come vedi le stesse idee che ho di la le scrivo liberamente di qua.
            Tu piuttosto perche’ non ci ricordi pure qua del tuo famoso tribbunale….o falliment….io dello scudetto me ne fotto…..Maradona e ny pacc…..Higuiain e’ nu pacc…..cosa pretendete?…..accontentiamoci….prendete coscenza che stamm chin e munnezz e camorra…..ecc.ecc.ecc.
            OVVIAMENTE TUTTO QUESTO 1000 VOLTE SCRITTO CON 10908699 nickname diversi giusto per dare forza?
            FILMAURI…..LO SPASSO DI AZZURRISSIMO????? https://uploads.disquscdn.com/images/c522b65792d05de9757205171f52f86a985abbc631e39586edfc71763e1178ee.jpg

          • Mauri Franksson 12 Novembre 2016, 12:31

            No, il problema non è che tu esprimi le tue “idee”. Qui ce ne sono un sacco di tifosi che criticano la società, ma non si sono mai sognati di augurarsi la retrocessione e il fallimento della loro squadra perché detestano ADL. Non sono troll, né diffamatori né bugiardi.
            Nessuno qui si sogna di pubblicare fotomontaggi idioti come fai tu o di fare le tue solite provocazioni ridicole.
            Tu sei stati il primo e rimarrai l’unico.

          • A fin di bene potrebbe essere un cambiamento pure quello perche’ no?…..potrebbe essere una soluzione per mandarlo via….
            Su Azzurrissimo c’era chi era disposto a vendere tutti i giocatori e a stare per 5-6 anni in zona centroclassifica ricordi?
            Io viceversa esponevo la mia soluzione caro Platy.
            A proposito: pure quest’anno hai visto che non vinceremo nu azz?
            ACCONTENTIAMOCI O FALLIMENT CORBELLI E MOXEDANO ANCHE QUESTA VOLTA?
            ???

          • stai infangando il nome che porti.
            probabilmente non ti hanno piu regalato biglietti da vendere fuori dallo stadio

          • Dici cio’ relativo a cosa???

          • Sei molto gentile a definirlo poveretto. A me sembra che sia un po’ ritardato. Sta sparlando da mezza giornata con la storia degli amici del santone come lo chiama lui. Hai voglia a spiegargli che qua di amici di ADL non ce ne sono ma solo gente che tifa Napoli e altri che vivono contro a prescindere.

          • Stai ancora qui a piangere se qualcuno ti tocca Dela?
            Prima di tutto se vuoi continuare a dialogare con me modera i termi PERCHE’ RITARDATO LO DI A QUALCUN’ALTRO.
            Io non ti offeso percio’ ripeto modera i termini.

            Punto 2 dici che non sei un fondamentalista di Dela e poi pur di convicermi della sua bonta’ ti stai facendo quasi venire un infarto. Comm e’ stu fatt spiegami..

          • Veramente hai dimenticato di avermi dato dell’ignorante, cosa che non mi ha nemmeno fatto perdere tempo a pensarci. Seconda cosa io non ho la benché minima intenzione di farti cambiare idea (se idea si può chiamare). Terzo il ritardato è legato al fatto che è mezza giornata che ti dico che di De Laurentiis non mi inporta un fico secco e tu stai semp a dicere o Santone, il fondamentalista, il vostro eroe. Ne spigami tu comm t’aggia fa capì. Pure uno con problemi psichici l’avrebbe capito a questo punto.

          • Infatti CALCISTICAMENTE SEI IGNORANTE…..ripeto CALCISTICAMENTE te l’avevo gia’specificato……e cioe’ colui che ignora la verita’.
            Per il resto a me DE PIRCHIS NON MI PIACE PUNTO.
            Mi deve piacere per forza?

            N….O….N…….
            M…..I ……P…..I…..A…..C……EEEEEE!!!??

          • O presepio nu me piace. Lucariè. Comunque ti vedo parecchio preso. Ora rispondi pure per gli altri.

          • Insomma Aurelio mi deve piacere per forza ho capito?????????

          • Assolutamente. Dico solo che tu tutto sei tranne che tifoso del Napoli. Ripeto del NAPOLI. Tu sei solo un avversario della tua ossessione.

          • E certo chi contesta Dela oltre ad essere juventino non e’ tifoso vuoi mettere?
            Le solite barzellette?????
            Ma poi dico io alla fine chi e’ qua che NON e’ tifoso?
            Io che voglio asfaltare finalmente la juve sul campo…o tu che te ne vuoi stare tranquillo dietro al loro sedere ???

          • E come dimmi? Con i soldi degli altri? Ah già la storia dell’essere f. col c. degli altri.

          • E certo quelli li guadagna solo con i suoi filmetti di Natale….???
            Sei uno spasso. Cia ho da fare. Salutami il tuo amato Dela ??https://uploads.disquscdn.com/images/7380acbfb9e57a0b3637c7560b74baab15825764c61f8aab83ba11f77b7e852f.jpg

          • Lassa fa a maronn. S’è scucciat.

          • Illuminami o mio signore. A te Sarri te fa nu baffo.

          • Ferdinando Palermo 12 Novembre 2016, 16:17

            il quadro psicologico del perfetto juventino

          • O ver? E da cosa hai dedotto questa super PERLA dicci dicci??

          • Ferdinando Palermo 12 Novembre 2016, 16:16

            allora non si vince nemmeno con gli americani e coi cinesi. Ti conviene restare agli Agnelli.

          • Non ti seguo spiegati meglio…

          • Non ti segue? E che è na novità?

          • OGGI TI SENTO PIENO DI LIVORE…stai accusann si vede??

          • No veramente mi sto scompisciando dalle risate. Sei un caso unico. Avranno buttato lo stampino.?????

          • Hai finito di parlare di calcio(?) e adesso ti butti sulle cagate???

          • Le tue? Perché fammi sentire tu stai parlando di calcio? Fammi sapere in quale rigo dei tuoi scritti. No perché io leggo solo della tua ossessione. ADL. Quando avresti parlato di come gioca il Napoli?

          • E che ti devo scrivere se poi tutti i nostri problemi……tutti i nostri risultati(?) portano a Roma?
            Per me Adl unico responsabile.

          • Illuminami col tuo sapere. La tua squadra ideale è da 25 top player. Così si vince. Impara ad apprezzare i calciatori che hai e sostenerli. Si fa fuoco con la legna che si ha.

          • Non si vince e allora si cambia squadra, giusto? é cosi?
            lo fanno i bimbi a 10 anni, tifano per la squadra che vince e a NApoli ce ne sono di tifosi di altre a costo di sentirsi dire che puzzano che hano il colera che devono morire lavati col fuoco.
            potresti tifare Juve

          • Non si vince allora vuol dire che si cambia il presidente.
            Vanno via i giocatori gli allenatori e se ne va pure lui.
            Dov’e’ il problema??

          • HAI APPENA DETTO CHE NON DAI UNA LIRA AL BURINO
            DECIDITI

          • Confermo!?

          • E POI VORRESTI SALIRE SUL CARRO DEI VINCITORI

          • Il carro dei vincitori addo’ sta’ scusa?
            Se se con Dela al max passa il camion della nettezza urbana??

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