L’evoluzione di Ghoulam, oggi terzino non più solo d’assalto

L’evoluzione di Ghoulam, oggi terzino non più solo d’assalto

In alcune partite di questa stagione, Faouzi Ghoulam è stato semplicemente imprendibile. Napoli-Chievo, ad esempio, è una di queste. E l’assist per il gol di Higuain, il primo gol della serata, è solo un (gustoso) di più rispetto a una prestazione eccellente, soprattutto per tutto ciò che, agli occhi dei tifosi, rende entusiasmante un terzino. La spinta, la capacità di appoggiare l’azione offensiva sugli esterni, la pennellata al centro. Non per fare i populisti, ma nlla storia del calcio resteranno più impressi i Facchetti, i Cabrini o i Roberto Carlos piuttosto che gli esterni difensivi meno arrembanti. Quelli che, per caratteristiche, tendono a rimanere al di qua del centrocampo.

Non per fare gli snobisti, però c’è differenza tra la visione di un tifoso e quella dell’allenatore. Per chi siede in panchina, infatti, un terzino non può essere solamente scorribande offensive o cross al bacio. Ed è proprio qui che va ricercato il grande miglioramento di Ghoulam, il punto più lieto della sua biografia stagionale. L’algerino, da sempre considerato parte del gruppo dei terzini “volanti e basta”, ha saputo vivere un’evoluzione importante dal punto di vista della concentrazione, dell’attenzione, della pura applicazione difensiva. Certo, non è ancora perfetto: manca, talvolta, della lettura immediata. Soprattutto quando si tratta di coprire sui palloni provenienti dall’altra fascia, con l’esterno destro o l’attaccante che si infilano da dietro o secondo il corridoio centrale (il gol di Lemina, in Napoli-Juventus del girone d’andata, è indicativo da questo punto di vista). Certo, c’è anche altro da migliorare. Per esempio, il legame troppo forte con la condizione fisica, che deve essere necessariamente smagliante affinché il contributo sia positivo. Udinese-Napoli è stato il climax negativo della stagione dell’algerino, totalmente assente soprattutto nella fase difensiva. Perché una cosa è voler fare i populisti, un’altra è subire praticamente tre gol dalla tua parte. Un terzino è bello da veder avanzare, dribblare, crossare. Ma resta, formalmente e fondamentalmente, prima un difensore.

I dati

Trentaquattro presenze, con due match saltati nelle prime tre giornate. A fari un po’ spenti, ma Ghoulam è stato una delle colonne stagionali del Napoli. Lo vogliamo sottolineare perché all’inizio non era certo che potesse rivestire un contributo tanto importante. L’acquisto di Hysaj, originariamente, prevedeva una coppia di terzini con Maggio a destra e l’albanese sulla fascia mancina. Oppure, magari, un maggior turnover. La scelta di Sarri, praticamente subito dopo l’avvio stentato, si è poi orientata verso la coppia “giovane” composta dall’algerino e da Hysaj, altra grande sensazione della stagione. Le perplessità sulla tenuta difensiva dell’ex Saint Etienne sono state piano piano spazzate via, e lo dicono i numeri: Ghoulam è il primo calciatore, dopo i tre centrali difensivi Albiol, Koulibaly e Chiriches, per numero di azioni difensive medie (4 a partita). La somma di queste giocate, invece, racconta di 49 intercetti, 78 palle spazzate e 5 tiri bloccati. Non male, ferma restando la scarsa considerazione che il Ghoulam interprete difensivo aveva accumulato nella sua stagione e mezza con la maglia azzurra, dall’arrivo come semisconosciuto del gennaio 2014 fino a Napoli-Lazio dello scorso anno. Un altro dato importante che non tutti hanno colto è quello relativo ai duelli one to one, in cui l’algerino risulta essere una garanzia: il 64% di questi risultano vinti, con un picco del 76% riferito a quelli di testa. Entrambi i dati rappresentano il record della squadra riferito ai calciatori di movimento e che abbiano messo insieme più di cinque presenze.

Il resto è quello che piace soprattutto ai tifosi, la fase offensiva. Non c’era dubbio su quest’altro Ghoulam, che in qualche modo è riuscito a confermarsi: 31 azioni da gol costruite (3 assist e 28 passaggi chiave), un buon 86% di accuratezza nei passaggi e il 39% di occasioni costruite da tutta la squadra sulla sua fascia sinistra. Quella prediletta dal Napoli, quella in cui agisce nel triangolo con Hamsik e Insigne. Quella su cui nascono cose così.

 

Le prospettive

Sarri ha in qualche modo portato a compimento il lavoro teorizzato da Benitez al momento dell’acquisto di Ghoulam, che nel mercato invernale di due stagioni fa si ritrovò a sostituire l’inadeguato Armero nello slot di terzino sinistro. Lo spagnolo prelevò dal Saint Etienne un ex esterno sinistro offensivo con l’idea non peregrina di trasformarlo in terzino d’assalto. Un’evoluzione tipica del calcio postmoderno, che preferisce costruire calciatori in grado di svolgere la doppia fase, di interpretare ruoli e posizioni non più a compartimenti stagni. Un’evoluzione che quindi ha fatto in modo che Ghoulam finisse sotto i riflettori come esterno difensivo papabile anche per i top club della Premier. Più volte si è scritto e sentito dell’interesse dell’Arsenal per lui, oppure di quello dell’onnipresente Paris Saint-Germain.

Il Napoli, probabilmente, riuscirà però a mantenerlo in organico. E quindi, l’attenzione si sposta dal mercato a quella che è la sua crescita come calciatore. Cha ha ancora ampi margini di miglioramento, nonostante gli sviluppi e i progressi visti già in questa stagione. Ghoulam deve crescere ancora, come detto, dal punto di vista della concentrazione, soprattutto nelle partite in cui non riesce, per motivi vari, a presentarsi al massimo della condizione fisica. A Udine fu letteralmente fatto a fette da Widmer, un calciatore à la Ghoulam nel senso di esterno offensivo reinventato terzino. De Canio lo schierò esterno alto, e sfruttò molto il cambio di lato verso di lui e quella che è la grande difficoltà tattica della squadra di Sarri, lo scivolamento compatto dalla zona di densità alla fascia scoperta. Una transizione che in qualche modo dovrebbe essere guidata dagli esterni, soprattutto quelli difensivi. Anche da Ghoulam, quindi, che però risente soprattutto nella testa dei momenti di difficoltà fisica.

Il resto sono situazioni da limare, e che in qualche modo verranno sistemate col tempo: la lettura degli inserimenti e dei raddoppi, ad esempio. Roba che nell’anno e mezzo precedente era gestita malissimo dall’algerino, e che già in questa stagione ha visto un Ghoulam diverso, più attento. Ovviamente, anche grazie all’aiuto di una difesa orientata a difendere con maggiore intensità: una scelta perfetta per esaltare le qualità di un ex esterno offensivo trasformato in terzino. Non solo d’assalto. Roba da populisti e snobisti, insieme. 

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