Napoli, vincerai con dolore. L’importanza di un pareggio sofferto

Napoli, vincerai con dolore. L’importanza di un pareggio sofferto

Tu, squadra, vincerai con dolore. Senza epidurale. La crescita passa spesso per la sofferenza, anche quella calcistica. È la via stoica al successo di cui spesso abbiamo parlato sul Napolista. Una strada che ieri il Napoli ha percorso soprattutto nei primi 45 minuti contro la Fiorentina. La squadra di Sarri ha subito il pressing della formazione di Paulo Sousa, è stata costretta a numerosi errori soprattutto in fase di impostazione. Appoggi sbagliati che hanno mandato in porta Kalinic (che poi ha colpito la traversa) e favorito l’incrocio dei pali di Tello. Il Napoli ha subito, in difficoltà come mai l’avevamo visto, eppure è riuscito a essere indenne. Addirittura nel secondo tempo, se fosse stato cinico, avrebbe persino potuto vincere.

Alla domanda punti persi o punto guadagnato si potrebbe rispondere “punto importante”. Perché difeso con i denti quando la squadra era alle corde, contro una Fiorentina che – a detta dei giornalisti locali in sala stampa – ha giocato il miglior primo tempo di una stagione giocata a un livello medio-alto. Se avessimo perso ieri, la corsa al secondo posto si sarebbe definitivamente riaperta.    

I numeri sono importanti. Come ha ricordato Andrea Iovene, i numeri dicono che il Napoli nelle ultime cinque giornate ha perso sette punti dalla Roma e cinque dalla Juventus. Non vince dalla partita interna col Carpi e nel frattempo tra campionato ed Europa League ha giocato cinque gare. Nelle ultime sei partite l’attacco stellare non ha mai segnato più di un gol e in due occasioni (Juventus e Villarreal) è rimasto a secco. È un momento di flessione, è indubbio, ovviamente di flessione rispetto alle otto vittorie consecutive (record di sempre del Napoli in serie A), rispetto a un campionato straordinario in cui è stato in testa alla classifica per sei giornate. E che ora, dopo una sconfitta e due pareggi, vede il Napoli al secondo posto a tre punti dalla Juventus e con cinque lunghezze di vantaggio su Roma e Fiorentina. Con il miglior attacco della serie A, adesso in condominio con la Roma con 55 reti, e la seconda miglior difesa (22). Tutti i tifosi del Napoli, nessuno escluso, ci avrebbero messo la firma la scorsa estate, è bene ricordarselo. 

Ce ne sono anche altri di aspetti positivi. Il Napoli è cresciuto nel corso della partita e giocatori come Koulibaly hanno superato strada facendo le incertezze del primo tempo. È un buon segno. Sia dal punto di vista atletico sia sotto il profilo mentale. Il Napoli ha sì sbandato ma, anche grazie a un pizzico di fortuna che serve sempre, non si è smarrito. È un pareggio che pesa e che può aumentare l’autostima del gruppo. Tre punti sono davvero niente, così come cinque non sono un’enormità. Partite semplici non ce ne sono, ma adesso il calendario sorride al Napoli (Chievo, Palermo, Genoa, Udinese, Verona). Bisogna sempre vincere sul campo. Ed è giusto ricordare che non lo facciamo dal 7 febbraio. Sabato sarà quasi un mese. 

Tre partite senza vittorie come accadde nelle prime tre giornate del girone d’andata. Poi nacque il super Napoli. Ieri sera, in conferenza stampa, Sarri ha ammesso che la botta della sconfitta allo Juventus Stadium c’è stata. Il gol di Zaza ha invertito una tendenza. Il Napoli ha perso il primo posto e ha accusato il colpo. È fisiologico. Ieri sera è tornato anche il gol di Higuain che ha giocato l’ennesima gara di grande sacrificio stretto tra i difensori centrali avversari. Ha sofferto il centrocampo, con un Allan meno dinamico del solito, ma bisogna ricordare che avevamo di fronte una mediana coi controfiocchi: Badelj e Vecino sono due signor calciatori, Borja Valero lo conosciamo, Mati Fernandez è stato una zanzara per un’ora di gioco e anche Tello rientrava spesso e volentieri per poi ripartire.

Dicemmo che sarebbe venuto il tempo degli 1-0 e dei risultati strappati coi denti. Ci siamo. E abbiamo la fortuna di affrontare questo periodo da secondi in classifica. La Roma ha sì recuperato sette punti ma nelle prossime quattro gare affronterà Fiorentina, Inter e Lazio. Insomma, non fasciamoci la testa abbondantemente prima di essercela rotta. Esistono anche i mal di testa. E ricordiamo che così come vincere aiuta a vincere, farsi del male aiuta a farsi del male. La scorsa settimana ci abbiamo messo del nostro, a cominciare da De Laurentiis. Cui ovviamente sono seguiti le dichiarazioni dell’agente di Koulibaly e il caso ha voluto anche la rapina a Insigne (con tutto quel che si scatena quando questi episodi avvengono a Napoli). A Firenze, dal decimo del secondo tempo, potrebbe esserci stata l’inversione di tendenza. 

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