Era ridicolo coprire il razzismo con i bambini. È ridicolo adesso multare la Juventus

Un po’ ti prende la voglia di dirgli che la loro operazione di marketing purificatore affonda nel ridicolo. E così è. Considerata la multa inflitta dal giudice sportivo Tosel alla Juventus per le grida “merda” dei bambini indirizzati al portiere avversario.

Ma siamo abituati a tenere il filo del nostro discorso. Quindi a questo punto la nostra proposta parte da una considerazione: il calcio, i media se ne facciano una ragione, la cultura ultrà esiste e non la sradichi con i bambini in curva. Sono tecniche da paesi comunisti, roba degli anni ’50. Abbiate bontà e sgomberate il tavolo da questa ipocrisia.

E sgomberatelo anche della faziosità rimanente, per cui tutti coloro che in questi giorni hanno criticato l’operazione si son sentiti dire che erano “invidiosi”. Lo zelo di certi inviati e corrispondenti ha passato ogni livello di sopportabilità: Fabio Caressa dovrebbe lavorare un po’ sull’entusiasmo dei suoi ragazzi che operano a Torino.
Ma detto tutto questo, bisogna convincersi che la posta in palio è grossa e il compito difficile: la soggettività ultrà, che ha suoi cultori e suoi intellettuali, va eliminata dallo sport italiano. Non le persone, “quel modo” di fare il tifo.

Quindi si faccia una riflessione insieme alla polizia, insieme al calcio, insieme ai media e chi volete voi. Si adotti il modello spagnolo (scioglimento dei gruppi) o quello inglese. Ma per amor di Dio, non rendiamoci ridicoli con un certo estremismo repressivo. Abbiamo detto ultrà, non tutti gli esseri umani: un vaffanculo non è un reato e non infrange nessuna regola.

Preoccupatevi della malattia, non della buona educazione.
Vittorio Zambardino

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