Napoli-Genoa, partita crudele

Rullo di tamburi per quest’altra “finale” in difesa serrata del secondo posto, approdo diretto in Champions, l’avventura europea dell’anno prossimo. Alla mezza, il Milan gioca a Firenze. Napoli in campo alle 20,45. Sarà un lungo giorno.
San Paolo affollato per questo match col Genoa sotto le stelle. Partita crudele. La favola bella del gemellaggio fra le due tifoserie fa da sfondo a una gara in cui il Napoli (+2 sul Milan) e il Genoa (+1 sulla zona-retrocessione) hanno assoluto bisogno di punti. Per una volta, carissimi nemici.
Settimana azzurra con tutti i calciatori a disposizione sullo slancio degli otto gol (4 Cavani, 3 Dzemaili, 1 Pandev) nelle ultime due partite, scoppiettante risveglio dell’attacco che mette “pezze” sontuose alle distrazioni difensive (7 gol nelle ultime tre gare). Ma, soprattutto, si è visto un Napoli in ripresa dopo la serie dei quattro pareggi e una sconfitta, una squadra più tonica e di temperamento che ha letteralmente aggredito i due match contro Atalanta e Torino dopo esserseli complicati.
Il Genoa, a secco da cinque partite (due punti), farà difesa intensa (3-5-1-1) per imbrigliare il Napoli. L’affollamento del centrocampo mira a spegnere le iniziative di Hamsik e Dzemaili, gli iniziatori dell’offensiva azzurra. E’ prevedibile Kucka su Hamsik, un duello fra slovacchi. Sulla fascia sinistra, con Antonelli e Vargas, difensori con la verve degli attaccanti, il Genoa cercherà di tenere basso Maggio soffocando lo sprint azzurro su quel lato. E’ la corsia dove il Napoli dovrà essere abile per non cedere terreno, Maggio opportunamente assistito e raddoppiato dal difensore azzurro esterno di destra.
L’eventuale indisponibilità di Behrami, col ritorno di Inler, priverebbe la zona centrale dell’unico centrocampista capace di fare pressing costringendo Dzemaili a un superiore lavoro di copertura. Tatticamente, il Napoli dovrà trovare soluzioni alternative per non farsi imbrigliare a centrocampo e sfondare il “muro” genoano soprattutto con i cambi quando dovesse essere necessario (Insigne, Armero).
Benché rafforzata dai cinque centrocampisti, la difesa ligure non appare imbattibile (10 gol incassati negli ultimi quattro turni). Pandev sarà pedina essenziale nel tenere palla e attrarre difensori liberando i compagni dalle marcature e la velocità delle esecuzioni sarà l’arma vincente togliendo il tempo ai genoani di piazzarsi a protezione di Frey.
Un Napoli in salute con un Cavani ritrovato sul sentiero del gol, ma con la difesa che non dovrà più concedere vantaggi agli avversari, può vincere tenendo ancora a distanza il Milan (arriverà una “buona notizia” da Firenze?) che dovrà affrontare domenica prossima a San Siro nello spareggio per il secondo posto. Sarà battaglia al San Paolo come pretende la classifica delle due squadre. Nove ammoniti nella “rosa” del Napoli, cinque in campo, pretendono una prestazione forte ma di estrema attenzione per non incappare in squalifiche deplorevoli in vista della trasferta di Milano. La tensione e l’ansia nel cercare il risultato pieno non dovranno trasformarsi in nervosismo. E’ una partita da giocare molto con la testa evitando avventure difensive e “gialli” deleteri.
Rivedremo Matuzalem, dodici anni dopo il suo soggiorno napoletano, e anche Portanova, azzurro nella stagione 2003-04, e napoletani doc subito in campo o in panchina, Borriello, Floro Flores, Ciro Immobile. Il Napoli è al completo e non può fallire il bersaglio. Ha rallentato troppo nel girone di ritorno e si pretende un rush a pieno regime, otto partite alla fine con un calendario non sfavorevole rispetto al Milan per la sfida-Champions.
A Marassi, nella partita d’andata, fu goleada con la quaterna di Mesto, Cavani, Hamsik e Insigne (4-2). Si aspetta il ritorno al gol di Hamsik, da sette partite a secco. Re europeo degli assist dopo Iniesta, Marekiaro è alla soglia del gol in doppia cifra (9 reti sinora), un “invito” a farsi vedere nelle vicinanze di Frey.
MIMMO CARRATELLI

ilnapolista © riproduzione riservata