Quella rissa negli spogliatoi tra Del Vecchio e la “spia” Amadei

“Libri e cazzotti” è il titolo del bel libro che il noto editore napoletano Tullio Pironti ha scritto per raccontare il suo passato di pugile promettente , convinto da un KO a metter da parte i guantoni da boxe. “Palloni e cazzotti” potrebbe intitolarsi un libro da scrivere dopo l’esecrabile episodio del pugno al calciatore Ljajcic, mollato dall’allenatore Delio Rossi in risposta a un ironico battimani dopo la sostituzione. Nervi tesi in prossimità della fine d’un campionato incerto e combattuto. L’ episodio clamoroso risveglia ricordi di altri cazzotti da stadio, che lasciarono un segno proprio nel Napoli. Si era nei primi anni ’60 quando la squadra azzurra, dal cammino zoppicante, fu affidata Renato Cesarini, ex calciatore di rango nelle vesti di tecnico. Lo affiancava un altro ex giocatore di prima grandezza, poi allenatore, Amedeo Amadei. Tra i giocatori c’era Manuel Del Vecchio, sudamericano di talento ma allergico alle regole del ritiro serale. Accadde che due sere prima d’una trasferta a Torino (partita con la Juve), l’attaccante violò la regola del “tutti a casa”, stavolta con un motivo valido: un malore della figlioletta, che viveva in casa di una parente di Del Vecchio. Amadei, che aveva captato la “trasgressione”, fece rapporto. E a Del Vecchio arrivò un rimprovero scritto. Il suo sangue caliente certo ebbe un’ebollizione. Qualche giorno dopo, negli spogliatoi, i due si trovarono faccia a faccia. Si udì il giocatore dare della “spia” ad Amadei, e lo si vide mentre gli sferrava un durissimo uppercut. Ci pensò il massaggiatore Beato a dividere i rivali. Ma ci fu anche chi osservò che in fondo Beato si dava da fare in maniera molto… formale. Forse i metodi occhiuti di Amadei non piacevano neanche a lui. I due contendenti, poi, ”fecero pace”. Ma il tremendo cazzotto ci fu, come narrarono i testimoni oculari. Qualche anno prima, però, raccontano le cronache del tempo, era stato Amadei a…farsi valere. Ne fece le spese il povero Novelli, attaccante piccolo e veloce, partner d’attacco del “bersagliere” Di Giacomo, in un Napoli che stimolò negli appassionati qualche sogno di grandezza. Dopo una partita non brillante contro la Spal, a Ferrara, Amadei litigò con Novelli e “lo prese a pugni”, come scrisse Giuseppe Pacileo. Della serie “palloni e cazzotti” eccellenti. Mimmo Liguoro

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