A turno tutte le squadre dicono le solite cose sugli arbitri (Napoli compreso)

L’ultimo a lamentarsi degli arbitri è Pozzo, patròn dell’Udinese: “Rocchi? – ha risposto ai cronisti che gli chiedevano del giudice di gara – lo ritengo fuori forma ed in cattive condizioni, consiglierei di farlo riposare per parecchi mesi, se fossi io a decidere. Ha riposato molto? – rincara – allora non basta, deve riposare ancora”. Gino non ce l’ha solo per la partita contro il Napoli, ma ha ancora il dente avvelenato per il goal annullato a Danilo contro il Novara.

Prima dei friulani, a lagnarsi era stata la Juve con il silenzio stampa post-Genoa: sul fuorigioco di Pepe “parlano le immagini”. Uhm, però nella stessa partita i Grifoni recriminano per un rigore negato. Nel dubbio, la Vecchia Signora ha preparato un dossier sui torti subiti dalla classe arbitrale. Peccato che la settimana precedente la dirigenza bianconera aveva invitato alla calma quella milanista, inviperita (contro gli arbitri) per il goal fantasma di Muntari – sì sì, ma senza dimenticare che nella stessa partita manca un goal a Matri.

Più o meno a cavallo delle stesse giornate, il Cesena ha avuto da ridire sull’arbitraggio in occasione della sfida salvezza contro il Siena e in quella contro il Cagliari. Rimanendo a Siena, anche il Palermo non ha digerito alcune scelte relative all’incontro con i toscani.

Ah, nel frattempo c’era stata la pañolada dei tifosi del Parma che si sentivano a loro volta danneggiati dai giudici di gara (sempre in un match contro il Napoli). Parma che poi ha beneficiato di un rigore del quale molto si è lamentata la Fiorentina. In occasione dell’espulsione di Stekelenburg nel corso del derby di Roma, non potendo attaccare l’arbitro in sé che ha solo applicato il regolamento, si è deciso di attaccare il regolamento stesso, che prevede una norma troppo severa.

Prima ancora c’erano state le polemiche per il rosso a Ibrahimovic, o piuttosto sul perché non fosse rosso anche per Aronica, o per lo meno perché ad Aronica non venisse comminata una squalifica via prova tv.

E questo solo per attenersi al 2012. Tornando indietro nel tempo, gli esempi aumenterebbero esponenzialmente. Che poi tali polemiche, spesso e volentieri, non sono secche, riferite al singolo match o episodio, ma sono accompagnate da una bella dose di retropensiero.

Perché, da un punto di vista storico accertato giuridicamente, la Juve ruba, quindi è logico pensare che oggi molti episodi accadano in chiave pro-juventina. Però la stessa Juve si sente danneggiata da chi vuole favorire il nuovo Palazzo, che avrebbe il suo centro nell’Inter. L’Inter però è la vittima storica delle trame bianconere, ma è anche la grande prescritta di Calciopoli. Nel frattempo, nell’ombra, vige il sistema Galliani, il nuovo Moggi. Però le squadre romane sono favorite dal Parlamento e dalle banche, mentre cresce l’influenza di Fiorentina e Napoli per via dei loro facoltosi presidenti. Tutto ciò al netto della fisiologica “sudditanza psicologica”, a volte spiegazione a volte colpa degli errori arbitrali.

Tutto questo giro di parole si replica negli anni uguale a se stesso. In attesa che qualcuno ci spieghi esattamente chi bara a favore di chi altro, godiamoci i ciclici inviti alla moderatezza al suon di: “agli arbitri è chiesto di decidere in pochi attimi, è fisiologico sbagliare. Noi guardiamo e riguardiamo le immagini al ralenti, ma loro non possono, deliberano al secondo, non si può pretendere la perfezione”.

Poi, appena il Napoli subirà un danno, saremo i primi a parlare di danni e trame oscure.

Roberto Procaccini

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