Mazzarri-Fabio, la quiete degli interrogativi

C’è un silenzio strano nel giorno dopo Mazzarri. La quiete dopo la tempesta. I forum sembrano essersi placati, i tifosi più accaniti rassegnatisi alla dipartita del “povero traditore” Fabio Quagliarella. Guai a lui secondo Mazzarri. Lui è voluto andar via, lui non ha accettato il turn over. E allora proviamo a smuovere nuovamente le acque con due considerazioni. La prima. Mazzarri ha perfettamente ragione quando dice: “Perché al Napoli non si può ragionare come fanno al Milan o all’Inter?” E’ un cambio di mentalità al quale nemmeno noi tifosi non siamo abituati. Pensiamoci. Quando il Napoli ha preso Cavani abbiamo detto: “E ora chi fa giocare? Chi tiene fuori?” siamo caduti in quel tranello, anche mediatico che non permette il turn over. E Allegri quest’anno ne sa qualcosa. Paolo Carafa lo scrisse un mesetto fa: abituiamoci alla parola turn-over. Beh Quagliarella non si è abituato. Ha preferito andar via, a detta di Mazzarri, perché voleva il posto fisso e a Napoli sono (siamo) in tanti a volerlo. E’ una nostra peculiarità, non nascondiamolo. Seconda considerazione, una frase di Mazzarri passata un po’ inosservata: “La società lo ha coccolato”. Che vuol dire? Vuol dire che qualcuno ha fatto in modo che Masaniello abbia avuto i gradi per farlo diventare tale, o che lo scorso anno la cessione di Lavezzi era talmente certa che nella trattativa è stato fatto un passo avanti promettendogli qualcosa non avveratasi e il nostro “buon” Fabio si è sentito tradito? Due considerazioni da sviscerare con una certezza. E’ vero che Mazzarri ha scaricato Quagliarella, è innegabile, ma credo che il Ferguson di Toscana, come qualcuno lo ha soprannominato in questo blog, tutti i torti non abbia quando dice che lo ha sempre difeso. Perché le parole che oggi sono per Lavezzi e Cavani nell’inverno scorso erano tutte per Fabio. Basta andare su Google per ricordare come il tecnico prese le parti dello stabiese contro l’ipotetico complotto dei sudamericani.

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