“La mia festa, e poi sogno il terzo scudetto”

Eraun’idea persino un poco pazza, un desiderio confessato a bassa voce ad un amico, forse pure un segreto da tenere nascosto per un po’ e invece la voglia di Diego Maradona di festeggiare a Napoli, coi napoletani, i suoi primi cinquant’anni è diventato già un appuntamento certo, un evento al quale non si può mancare. E non fa nulla che della supersfida tra i Napoli del primo e del secondo tricolore di concreto sino ad ora ci siano soltanto due liste di nomi da invitare. Ex campioni azzurri. Amici di ieri e di oggi impazienti di ritrovarsi tutti assieme un’altra volta. Argentina-Italia-Argentina. Buenos Aires-Napoli e ritorno. Quel desiderio di Diego è rimbalzato in un niente tra due continenti magari pure dividendo un po’ la gente. Ma con quella che aspetta Diego il 30 ottobre al San Paolo in evidente, stragrande e felice maggioranza. E Maradona non se ne meraviglia.
«Perché dovrei? I napoletani hanno risposto con il cuore ad una scelta, la mia, pure dettata dai sentimenti. Il tempo non ha cancellato nulla. E per questo li ringrazio».
Era certo, Maradona, che quel desiderio, quel progetto avrebbe fatto discutere e provocato anche un po’ d’agitazione, ma non s’aspettava che succedesse tutto così in fretta e che si muovesse anche tantissimo entusiasmo. Tant’è che ora quest’attesa non può andar delusa.
«Certo, il tempo a disposizione non è molto, ma sono convinto che volendo si può organizzare tutto come si conviene. È evidente, però, che servirà l’aiuto e la collaborazione di tutti. Da Salvatore Bagni al quale, per primo, ho confidato il mio desiderio al Napoli che gestisce il San Paolo, al presidente De Laurentiis, alle istituzioni, ai miei vecchi compagni di squadra, molti dei quali – ride – faranno bene a mettersi a dieta per tornare in campo».
Però, come sempre accade, c’è chi storce il muso. C’è chi dice che dietro questa pazza e bella idea c’è soprattutto il profumo dei danari. La ricerca del business per capirci.
«Non stavolta. Stavolta c’è solo il desiderio di una festa tra amici. E ho pensato al San Paolo e a Napoli perché so di averne lì ancora tantissimi. E poi l’ho sempre detto: Napoli è stata e resta la mia seconda casa. Quei sette anni vissuti in azzurro sono stati entusiasmanti anche per me».
Ferrara, Careca, Giordano, Carnevale, Bruscolotti, Corradini hanno già fatto sapere d’essere pronti.
«Sì, spero proprio che si riesca a combinare. Ritrovarci in quello spogliatoio, incamminarci un’altra volta tutti assieme verso il campo sarebbe per tutti e soprattutto per me una grandissima emozione. Non ho certo dimenticato l’affetto con il quale Napoli mi accolse cinque anni fa, quando venni per l’addio al calcio di Ciro Ferrara».
Dopo vent’anni e più rivivrebbe d’incanto anche la Ma-gi-ca, formata da Maradona, Giordano e Careca. Certo, un po’ attempata a arrotondata, ma comunque un mito per chi quei tempi li ha vissuti. Roba sconosciuta, invece, per le nuove generazioni azzurre. Un tuffo nel passato ripensando a scudetti e coppe, magari anche col rammarico di non aver vinto di più in quel periodo d’oro. Tempi che il nuovo Napoli vorrebbe rinverdire.
«Perché no? Il Napoli dopo aver toccato il fondo ha ricominciato con De Laurentiis una ricostruzione che sta dando grandi risultati. E per quelli che sono i tempi del pallone, pure in fretta. Sono certo che verrà anche il giorno del terzo scudetto».
E la panchina della Seleccion? E le quote per Maradona futuro allenatore del Napoli (1,70), del Boca (2,50), dell’Inter (3), del Milan (7,50) e addirittura della Juve (8,50)?
«In panchina ci tornerò, su questo potete contarci. Quella del Napoli? Sarebbe fantastico, l’ho già detto. Ma per adesso lasciamo in pace chi sta lavorando molto bene».
Appuntamento il 30 ottobre, dunque. La macchina organizzativa ha già il motore acceso. Stasera alle 22, infatti, Bagni volerà a Buenos Aires per incontrare Diego. Nella villa di Ezeiza si parlerà di affari – imminente un viaggio di Maradona in Russia – ma, c’è da giurarci, poi si passerà a parlare in fretta della «grande notte del Diez».
Quella del San Paolo. Quella del 30 ottobre. Poi, dalla prossima settimana, Napoli quartier generale dell’organizzazione e primi contatti con il Napoli, con il presidente azzurro ed il Comune. E caccia aperta agli sponsor, ovviamente
Francesco Marolda (da Il Mattino)

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