Dubai non è un albergo
Cannavaro in tribuna?

Campione del mondo, Pallone d’oro, Fifa world player, colonna di Napoli, Juventus, Real Madrid. Le credenziali a sette carati di Cannavaro stanno a zero per l’allenatore inglese David ‘O Leary, sergente di ferro della nuova squadra di Fabio, l’Al Ahli di Dubai. Ergo, come riporta Il Giornale, sull’ex capitano della Nazionale, fuori forma, si abbatte la dura legge della panchina, o peggio della tribuna, com’è accaduto nell’ultima amichevole. «Per raggiungere una forma accettabile dovrà svolgere un sacco di lavoro. I suoi trascorsi qui non significano nulla. Quello che deve fare è dimostrare di essere come gli altri, diversamente non saprei proprio come assegnargli una maglia di titolare». E giovedì c’è il primo impegno ufficiale, l’esordio in campi0nato, contro l’Al Dafra.

I FALLIMENTI DELLE STAR – A quanto pare, «svernare» nella ricca Dubai povera di grande calcio per Fabio sarà meno soffice del previsto. Del resto, riuscire a dare il meglio in terra saudita appare un miraggio, almeno a scorrere la lista di fallimenti delle star del footbal mondiale che hanno tentato l’avventura (fermo restando che Cannavaro potrebbe stupire tutti con un campionato all’altezza). Il brasiliano Bebeto, altro precedente illustre, fu cacciato per scarso impegno dai sauditi dell’At Ittihad. Morale della favola: Dubai può certamente sembrare agli occhi occidentali un dopolavoro per pensionandi eccellenti del pallone ma i petrodollari sborsati dalle squadre per le stelle, un minimo, vanno ripagati.
(dal corriere del mezzogiorno.it)

Correlate
Saviano Inter

Saviano: “Fin quando quella dirigenza dell’Inter rimarrà al suo posto, il campionato non avrà la dignità per essere da esempio”

Dura replica dello scrittore al senatore Verini (commissione Antimafia). Ignorato invece Marotta: “Una dirigenza, quella dell'Inter, che, è scritto nella sentenza, era in piena sudditanza nei confronti degli ultrà. Non hanno denunciato, hanno patteggiato. Anche attraverso il calcio abbiamo finito per sdoganare la presenza mafiosa nel nostro Paese".