Campionato riserve
il Napoli è già pronto

Insigne, Maiello, Ciano, Sepe e chissà quanti altri. Perché farli partire? Meglio farli maturare in casa, assieme ai big, utilizzandoli in prima squadra di tanto in tanto. Il presidente della federcalcio ha rilanciato un’idea vecchia e tornata fatalmente d’attualità: quella del campionato riserve. Negli anni cinquanta era il campionato De Martino, un torneo riservato alle squadre di Serie A, in cui le stesse potevano utilizzare i giocatori di riserva scarsamente impiegati in prima squadra o titolari reduci da infortuni e bisognosi di riprendere il ritmo partita. Era inoltre l’occasione per i migliori giovani del vivaio per proporsi al pubblico, per farsi conoscere, per giocare, magari con qualche più illustre compagno, senza dover subire troppo l’emozione dell’esordio e il peso delle responsabilità. Il torneo venne aperto in un secondo tempo sia alle squadre di Serie B sia a quelle di Serie C (per soli tre anni) con l’assegnazione di tre titoli distinti. Gli eccessivi costi di gestione portarono alla soppressione del torneo. Forse è l’ora di riconsiderarlo. Spagna e Inghilterra hanno da tempo squadre riserve di grandi club in B e C. Perché non fare lo stesso in Italia?

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