Cesaro gaffe, scambia Fabio per Cannavaro

La Sala Iorio della Provincia di Napoli che assomiglia – per mezz’ora – ad una delle curve del San Paolo. Il tam tam è immediato. ‘Sta arrivando Quagliarella’ e la folla lo aspetta a Piazza Matteotti nonostante il caldo. Almeno in 100. Alle 11.14, la Porsche Nera varca a fatica l’ingresso.
Alla guida papà Vittorio, Fabio è accanto a lui. T-shirt bianca, jeans marroni e occhialoni scuri. La gente lo acclama tanto che fatica a guadagnare l’ascensore. Il primo piano è gremito. Curiosi, qualche dipendente e i soliti ‘portoghesi’ che eludono i controlli. Si ritrova addirittura con un bimbo in braccio per le foto. Scorrono le immagini della sua esperienza mondiale contro la Slovacchia.
L’occhio è lucido, l’emozione è sempre grande. “L’affetto dei napoletani ha cancellato la tristezza per l’eliminazione al primo turno”, dice Quagliarella.
Il presidente Luigi Cesaro commette un ‘gaffe’. Scambia un Fabio con un altro. Cannavaro per Quagliarella. Un pizzico d’imbarazzo, poi si va avanti: “E’ l’emblema di questa città. Dirò a De Laurentiis che non deve venderlo”. Probabile incontro tra ‘presidenti’ nel pomeriggio all’Hotel Vesuvio, la ‘casa’ sul lungomare del patron azzurro. Adesso la scena è tutta per il 27enne di Castellammare.
La dedica sul libro della Provincia, la targa celebrativa e poche parole sul suo futuro. La gente lo acclama. Quagliarella non si tocca. La posizione è eloquente: “Inutile ribadirlo, io voglio restare qui. L’appuntamento è fissato ad agosto per l’Europa League. Ci aspetta una grande stagione”.
Capitolo chiuso? Non proprio. Perché l’appendice è sempre la stessa: “Dipende dalla società”. Concetto ribadito addirittura due volte. Che sia l’inizio di un tormentone? Non resta che aspettare. La posizione del Napoli è chiara: “Finora non è arrivata nessuna offerta”. La quotazione – nel frattempo – è salita a 25 milioni di euro. Chi lo vuole – Rubin Kazan avvertito – deve presentarsi con un pingue assegno.

(da repubblica.it)

ilnapolista © riproduzione riservata