Ho sognato l’Italia con Cassano e Quagliarella

Forse per effetto del poco melodico ronzìo di tante vuvuzela, certo è che subito dopo Italia-Paraguay un leggero sonno mi ha sorpreso. Con gli occhi chiusi però ho continuato a vedere la partita: non quella appena finita. Un’altra, del tutto immaginaria anche se in apparenza molto realistica. Frutto di un sogno, appunto. In campo, le stesse squadre appena rientrate, italiani azzurri e paraguaiani in bianco-rosso, stile Lanerossi Vicenza. Ma alcuni giocatori erano nuovi, prima non partecipavano al gioco. Pioveva sempre a dirotto, eppure un calciatore dei nostri sembrava danzare nel campo. Stoppava con maestrìa, alzava la testa per vedere, lanciava alla perfezione. Oppure, se ne andava in profondità palla al piede, si liberava di uno, due, tre avversari e tirava in porta. E per una volta, dopo una spettacolare serpentina, arrivava a tu per tu col portiere e lo beffava con una leggera palombella. Il pallone – come diceva Nicolò Carosio ai tempi suoi – si insaccava in rete. Con lo zoom della telecamera finalmente riconoscevo Cassano. Improvvisamente venuto dall’Italia e schierato titolare. Ed ecco sulla fascia destra un azzurro veloce come il lampo. Arriva sul fondo e crossa, metodo principe per trovare un gol. Traversone perfetto, testa di Gilardino e gol. Ma chi ha fatto il cross? Altra sorpresa: è Maggio, proprio lui, uno dei beniamini del San Paolo. Passa poco e dal limite dell’area paraguaiana parte un tiro forte e angolato, scagliato in piena velocità da un attaccante che, anziché cercare l’uno-due col compagno più vicino, tenta la sorte nascosta nei piedi buoni. E la sfera di cuoio (sempre secondo il lessico fantasioso di Carosio) entrava a fil di traversa, scuotendo le maglie della rete. Chi ha tirato? Chi è che abbracciano i compagni? E’ Fabio Quagliarella, ispirato goleador. Vedo i tifosi italiani entusiasti, Lippi saltare come un grillo, i difensori del Paraguay scuotere la testa, come per dire: niente da fare, contro queste invenzioni dovute a classe e fantasia, non c’è niente da fare. Qui mi sono risvegliato, in tempo per sentire gli ultimi commenti al pareggio sudafricano. “Italia volenterosa ma troppo scolastica; un sei di stima per l’impegno profuso; molta volontà ma assente sempre l’ultimo passaggio decisivo; nessun colpo imprevedibile, tanta voglia ma nessun colpo di genio”. E infine: “buona partita, eppure qualcosa è mancata…”. Già, che cosa? Mimmo Liguoro

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