De Laurentiis ed Elkann guidano la battaglia arbitri: vanno trasferiti sotto l’egida della Lega Serie A (ma Simonelli nicchia)

Franco Ordine sul Giornale: uniformità di giudizio, Var a chiamata, corsi di aggiornamento (oggi non si fanno per mancanza di fondi) e sorteggio con direttori di gara classificati per fasce

La Penna Bastoni allenatore Bodo Glimt De Laurentiis ed Elkann guidano la battaglia arbitri

Referee Federico La Penna gives a red card to Juventus' French defender #15 Pierre Kalulu during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Juventus at the San Siro Stadium in Milan, on February 14, 2026. Piero CRUCIATTI / AFP

De Laurentiis ed Elkann guidano la battaglia arbitri: vanno trasferiti sotto l’egida della Lega Serie A (ma Simonelli nicchia)

La battaglia politica è cominciata. Guidata da Napoli, Juventus e Milan. Insomma tutti i club d’élite tranne uno (che tanto non ha nulla di cui lamentarsi, anzi).

Ne scrive Il Giornale con Franco Ordine. De Laurentiis, Elkann e gli altri vogliono trasferire gli arbitri sotto il controllo della Lega Serie A con uniformità di giudizio, Var a chiamata, corsi di aggiornamento (oggi non si fanno per mancanza di fondi) e sorteggio arbitrale con direttori di gara classificati per fasce.

Ci sono due appuntamenti in agenda:

Il primo è quello indetto a Roma nei prossimi giorni servirà a discutere della società professionistica destinata a diventare la nuova casa degli arbitri di serie A e B, progetto al quale tiene molto il presidente Gravina e che riscuote l’approvazione dello stesso Rocchi. Il secondo appuntamento, fissato a Milano per il 23 marzo, con la partecipazione di tutte le 20 società di A e del designatore Gianluca Rocchi, servirà per chiedere alcune profonde modifiche all’attuale gestione.

Leggi anche: De Laurentiis torna su un suo cavallo di battaglia: rendere gli arbitri dipendenti dalle società e nel caso ammonirli

Proprio dagli ultimi episodi prenderà spunto l’agenda dei lavori preparata dal presidente della Lega serie A Ezio Simonelli.

All’ordine del giorno la prima richiesta dei club sarà: uniformità di giudizio. Che vuol dire per esempio: se il blocco di Valenti su Maignan non è da punire, non è da punire mai; se l’appoggio su Bartesaghi è “leggero” dev’essere leggero sempre e non a seconda dei casi (annullato il gol col Sassuolo). La seconda richiesta da rivolgere a Rocchi poi è l’aggiornamento professionale. E qui viene fuori la prima “magagna”. Fonti arbitrali hanno infatti fatto sapere che per mancanza di budget (seguito delle note spese liquidate in ritardo) dell’Aia, i famosi incontri per organizzare allenamenti e simulare situazioni, non sono stati più organizzati.

La Lega di serie A ha già promesso a Gravina che, da questo punto di vista, è pronta ad assumere l’onere finanziario dell’operazione così da garantire la tranquillità economica del settore. Ma c’è di più. Perché De Laurentiis, nel colloquio con Gravina ha chiesto di passare al sistema del var a chiamata (come quello applicato in serie C) e di trasferire la Can (commissione arbitri) sotto l’egida della Lega di Milano come era avvenuto negli anni Ottanta. Su quest’ultimo punto, il presidente Simonelli non è molto sensibile perché significherebbe trasferire il potere nel suo ufficio mentre invece è decisamente interessato a migliorare il servizio. E qui spunterà l’ultima proposta: partire dalla divisione in fasce dei fischietti in attività per poi procedere al sorteggio. 

Correlate