Juventus, sia Spalletti sia Comolli sono in bilico (Gazzetta)
Molto del loro futuro dipenderà dalle prossime due partite contro il Galatasaray e la Roma. A Elkann l'ultima parola

Db Cremona 01/11/2025 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti
Tutto in pochi giorni. Per Luciano Spalletti il destino bianconero si gioca tra Istanbul e l’Olimpico: prima il Galatasaray, poi la Roma. Due partite che non pesano solo sull’allenatore, ultimo arrivato in una catena di cambi che non ha ancora prodotto stabilità, ma sull’intero progetto Juventus.
Dall’ultima Coppa Italia del 2024, chiusa tra polemiche e addii improvvisi, la Continassa ha cambiato pelle più volte: dirigenti, allenatori, strategie. Investimenti importanti, rivoluzioni annunciate, ma risultati altalenanti. E ora la squadra è di nuovo davanti a un bivio.
Senza gli ottavi di Champions, l’obiettivo minimo svanirebbe. E in campionato la corsa al quarto posto si è complicata: la frenata contro il Como ha rallentato tutto, mentre la Roma può scappare via nello scontro diretto.
È una settimana che vale più dei punti: vale la credibilità di un ciclo che cerca ancora di nascere.
Spalletti in bilico
E’ la Gazzetta dello Sport che ci offre un’analisi della situazione attuale in sasa Juventus:
“Elkann riconosce a Spalletti la competenza necessaria per costruire delle fondamenta solide e ha un filo diretto con l’allenatore che alimenta diversi ragionamenti, soprattutto quelli relativi alle risorse a disposizione.
Il tecnico ha accettato la Juve come una sfida per tirarsi fuori dall’imbarazzo vissuto in nazionale e per riaccendere la propria passione attraverso principi personali: questo lo ha portato a concentrarsi tanto sui singoli, a creare empatia con i top della rosa e a far riscoprire alcune consapevolezze a chi nell’ultimo periodo si era assopito. Ma quando la Juve si è ritrovata a dover fare il passo successivo da squadra, cioè reggere un livello più alto di quello che è bastato per ricompattarsi, si è sgretolata per l’assenza di colonne solide e capaci di dare equilibrio con l’esperienza. A questo punto la proprietà, che ha dettato la linea e non si è tirata indietro quando c’è stato bisogno di interventi finanziari, dovrà valutare separatamente gli operati di Comolli e di Spalletti”.
Attenzione anche a Comolli
La Rosea è convinta, Spalletti non è l’unico che rischia qualcosa:
“Il predecessore di Comolli, cioè Giuntoli, stando ai valori che stanno emergendo negli ultimi mesi sotto la guida di Spalletti (e a quanto sosteneva pure Tudor, che era entrato in polemica con il neo Ad per alcune scelte di mercato estive), ha pagato per molto meno di quello che ha sbagliato fin qui l’uomo al comando della Juventus: le ultime due sessioni di mercato si sono rivelate ampiamente insufficienti alle esigenze della squadra per tornare a un livello vincente, basti pensare ai 45 milioni spesi per una riserva come Openda”.
E conclude:
“A meno che le parti non decidessero di fare fronte comune di fronte alla proprietà, mettendo in discussione le ultime scelte di mercato e rilanciando su una nuova strategia condivisa (Comolli spiegò senza mezzi termini cosa l’avesse spinto a decidere per l’esonero di Tudor), sarebbe complicato uscire fuori da un’altra stagione pessima senza bocciati. A Elkann l’ultima parola”.











