La battaglia politica di Marotta (e Gravina) è per difendere Rocchi. Chiellini non lo vuole. A fine anno si capirà (Ordine)
A Marotta ovviamente sta benissimo questo sistema arbitrale. Scrive Il Giornale: "Gravina deve passare prima dalla qualificazione mondiale per scongiurare una crisi politica"

Db Milano 25/02/2019 - premio Giacinto Facchetti 'Il bello del calcio' / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina-Giuseppe Marotta
La battaglia politica di Marotta è per difendere Rocchi. Chiellini non lo vuole. A fine anno si capirà (Ordine)
Franco Ordine spiega chiaramente qual è la battaglia politica in atto per quel che riguarda gli arbitri. L’intervento di Marotta è stato teso a difendere Rocchi (designatore degli arbitri) dalle accuse di Chiellini. A Marotta – aggiungiamo noi – ovviamente sta benissimo questo sistema arbitrale.
Scrive Ordine sul Giornale:
Secondo antica abitudine, i due litiganti, Beppe Marotta e Giorgio Chiellini, si sono seduti uno al fianco dell’altro durante i lavori dell’assemblea di ieri mattina. Ma questo non significa certo che sia intervenuta una tregua apparente tra Inter e Juve. Anzi perché fosse scolpita la posizione di Torino bianconera Chiellini ha ripetuto in modo deciso e composto la sua ferma bocciatura della classe arbitrale e di chi la dirige. Ed è su questo punto – il ruolo di capo della Can di serie A e B – che è proseguito il duello a distanza. Perché dietro l’apparente arringa difensiva del presidente Marotta non c’era solo il dichiarato intento di rompere l’assedio nei confronti di Alessandro Bastoni ma soprattutto quello di difendere l’operato di Rocchi e dei suoi arbitri.
Per capire chi vincerà questa battaglia dichiarata dovremo però attendere la fine della stagione. Se il designatore Rocchi sarà confermato nell’incarico, avrà vinto la linea Marotta, condivisa dal presidente della Figc Gravina il quale però deve passare prima dell’eventuale qualificazione mondiale per scongiurare una crisi politica.











