Stadio Maradona, il Comune vuole convincere l’Uefa ad accettare Napoli per Euro 2032 anche senza il Napoli (Corrmezz)

L'Uefa privilegia candidature che arrivino con «richiesta congiunta» ma il Comune ha le sue carte: lavori che inizierà a breve (terzo anello), ristrutturazione completa, parcheggi, aeroporto in città

De Luca e Manfredi De Laurentiis Napoli stadio del Napoli a Poggioreale stadio maradona

Stadio Maradona, il Comune vuole convincere l’Uefa ad accettare Napoli per Euro 2032 anche senza il Napoli (Corrmezz)

Stadio Maradona, again. Se ne parla da quando cominciò il primo mandato di de Magistris (questo è un pezzo del 2012), i nostri figli andavano all’asilo e oggi ci hanno reso nonni. E noi siamo ancora qua, direbbe Vasco Rossi. Ieri il dirigente del Napoli Bianchini (figlio dell’immenso Valerio) ha ripetuto che il Napoli sta cercando di costruire il suo stadio, che non intende partecipare a operazioni per mettere pezze al Maradona, che senza lo stadio di proprietà il club perde 70 milioni l’anno. Quando vorranno costruirlo, la città non potrà che gioirne. Nel frattempo, però, il Comune di Napoli si sta industriando per ristrutturare lo stadio di Fuorigrotta e renderlo appetibile per la Uefa e farlo rientrare negli impianti per Euro 2032. Anche senza la partecipazione del Napoli. Come scrive il Corriere del Mezzogiorno, con Paolo Cuozzo, l’Uefa privilegia le candidature con richiesta congiunta di Comune e club, cosa che a Napoli non c’è.

Scrive il Corriere del Mezzogiorno:

Il sindaco Manfredi, da par suo, va avanti sulla strada della ristrutturazione del Maradona: attende che la Regione Campania approvi il bilancio di previsione e destini i fondi previsti per i lavori di riqualificazione dello stadio. Palazzo Santa Lucia, infatti, ha ufficialmente inserito in una delibera il sostegno formale alla candidatura di Napoli per gli Europei del 2032; dichiarando che lo stadio Maradona è «lo stadio principale» della città capoluogo e della regione.

Con i soldi della Regione, il Comune comincerà i lavori di riapertura del terzo anello — alla fine di questo campionato, non prima —, effettuerà interventi di consolidamento e di efficientamento energetico dello stadio. Il piano completo prevede una ristrutturazione «modulare», cioè, più incisiva, con l’allungamento degli spalti del secondo anello fin oltre il selciato e l’eliminazione della pista di atletica; oppure più soft e meno costosa, nel caso in cui — come pare — il Napoli non intenda far parte del progetto e quindi lo stadio possa servire in futuro solo per gli eventi e i concerti.

L’Uefa, però, a quanto pare, nei parametri che applica privilegia candidature che arrivino con «richiesta congiunta» e con «parità di intenti» tra proprietario dello stadio, cioè il Comune; e l’utilizzatore, in questo caso il Calcio Napoli, che ha però un accordo per l’uso del Maradona fino al 2028. E De Laurentiis, al momento, è intenzionato a costruire uno stadio altrove.

Il Comune, chiaramente, punta su molte altre cose per convincere l’Uefa a scegliere Napoli — per gli Europei, comunque, si giocherebbero al massimo tre partite al Maradona —. Nel dossier inviato a Nyon, oltre che su uno stadio comunque ristrutturato, con 2000 parcheggi esterni e quelli sotterranei riaperti, il sindaco pone l’accento sulla rete di trasporti, sul fatto di aver un aeroporto in città; sull’enorme ricettività; sul clima e sul fatto che Fuorigrotta goda di infrastrutture difficilmente riscontrabili altrove. Basterà?

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