Vonn scierà col crociato rotto, molti lo hanno fatto prima di lei anche se non lo dicono (New York Times)
Nel calcio sarebbe impossibile, ma nello sci in molti ci provano. E poi lei a 41 anni ha una muscolatura impressionante che può compensare

First-placed US Lindsey Vonn cries on the podium as she celebrates after competing in the women's downhill race during the FIS Alpine Ski World Cup 2025-2026, in St Moritz, south-eastern Switzerland on December 12, 2025. (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP)
A quelli del calcio la conferenza stampa in cui Lindsey Vonn dice che proverà a fare la discesa libera alle Olimpiadi – domenica prossima – con un legamento crociato rotto sarà sembrata una follia. E in effetti lo è: si tratta pur sempre di volare a 130 km/h su un pendio ghiacciato. Ma il New York Times ci riporta ad una “normalità” agonistica che un po’ ignoriamo, scrivendo che “in realtà, sta facendo quello che molti altri sciatori hanno fatto prima di lei”.
“Il segreto sporco è che succede nello sci, e alcuni ne parlano e altri no”, ha detto al Nyt Breezy Johnson, compagna di squadra di Vonn nella discesa libera. Pure Johnson si è rotta il legamento crociato anteriore un mese prima delle Olimpiadi del 2022. Ha provato a sciare lo stesso ma ha rinunciato. “Aveva anche solo 26 anni all’epoca e pensava di poter tornare in forma, e così è stato”. Vonn ha 41 anni.
“È molto facile per i medici dire di no, è impossibile. Quando mi sono rotta la caviglia prima delle Olimpiadi, sono scesa con gli sci e non pensavo di essermela rotto. È dura. Non è facile. Non è la cosa più sicura che si possa concepire, ma si può fare, ed è stata fatta”.
“La svizzera Joana Hählen – continua il Nyt – ce l’ha fatta senza intervento chirurgico. L’americano Bode Miller è sempre stato cauto sullo stato dei legamenti del ginocchio. Lo svizzero Carlo Janka si è rotto il legamento crociato anteriore nel 2017 e ha gareggiato alle Olimpiadi poco più di due mesi dopo senza intervento chirurgico. Anche l’allenatore dei giovani di Vonn a Buck Hill, nel Minnesota, ci è riuscito: “Ho gareggiato per tre anni senza legamento crociato anteriore. Si può fare. È come un problema meccanico a un’auto, una sospensione rotta… bisogna ripararla e continuare a guidare”.
Poi, spiega ancora il giornale, favore di Vonn è che è un’atleta formidabile: ha “uno dei fisici più forti nello sport. Le gambe di Vonn sono piene di muscoli. È così che riesce a mantenere quella straordinaria posizione aerodinamica per così tanto tempo, scivolando splendidamente giù per la montagna. Se c’è qualcuno che può compensare una rottura completa del legamento crociato anteriore con le gambe, quella è Vonn”.
Invece non aiuta la pista di Cortina. “Non è adatta ai deboli di cuore. L’iconica Tofane presenta una pendenza del 65%, Poi c’è l’ingresso cieco nel salto Duca d’Aosta. Spedisce gli sciatori in aria di circa 50 metri, ma l’atterraggio può essere piuttosto piatto, il che lo rende insidioso perché più è piatto l’atterraggio, maggiore è la forza che si scarica sulle gambe. È il salto che ha causato l’incidente che ha causato la lesione del legamento crociato anteriore a Johnson nel 2022”.
Comunque, anche Jordan Metzl, medico specialista in medicina sportiva presso l’Hospital for Special Surgery di New York, che ha una vasta esperienza di rotture del legamento crociato anteriore, dice che il tentativo di Vonn potrebbe non essere così azzardato come sembra: “Tutti associano la rottura del legamento crociato anteriore al concetto di ‘è finita’. Negli sport, come il calcio o il football americano, dove si appoggia molto il piede, spesso si finisce per dover sottoporsi a un intervento chirurgico al legamento crociato anteriore. Nello sci, non è insolito mettere un tutore al ginocchio e vedere come si comporta“.









