L’anomalia infortuni esiste anche se la spiegazione scientifica non c’è
POSTA NAPOLISTA - A proposito dell'articolo di Raniero Virgilio su statistica, convinzioni popolari e “Non ti pago”

Ho trovato interessante l’articolo di Raniero Virgilio apparso sul Napolista di ieri (01 02 2025), mi permetto qualche osservazione critica. La forzatura emerge quando l’assenza di una spiegazione scientifica o medica viene assunta come prova della normalità probabilistica degli eventi. In realtà, la statistica opera proprio a monte dell’individuazione delle cause: consente di rilevare l’anomalia di una sequenza di accadimenti anche quando le ragioni sottostanti non sono ancora note.
Il fatto che un numero insolitamente elevato di infortuni si verifichi nel tempo, fatto che non trova riscontro in altre squadre, non implica di per sé una spiegazione causale, ma rende del tutto legittima — e razionale — la domanda se tali cause esistano.
Allo stesso modo, il riferimento a Non ti pago di Eduardo De Filippo funziona culturalmente come metafora della superstizione e dell’illusione di controllo, ma non è un esempio di statistica applicata al Lotto: mescolare i piani può rischiare di confondere i lettori sul ruolo della statistica rispetto alla ricerca delle cause.
Del resto, se l’assenza di una spiegazione fosse sufficiente a escludere l’esistenza di un’anomalia, dovremmo concludere che l’universo non esiste finché la fisica non ne chiarisce l’origine. Fortunatamente, la realtà — come la statistica — continua a manifestarsi anche quando non abbiamo ancora le risposte. Altrimenti, più che Non ti pago, rischiamo di riscrivere Non ti interrogo: perché se non conosciamo la causa, allora il problema semplicemente non esiste.











