Panatta: “Pensavo di aver visto tutto nel tennis, ma la resurrezione di Djokovic davvero non me l’aspettavo”
Al Corsera: “Il diavolo doveva essere seduto in prima fila, mi è sembrato di vederlo, e tifava per Nole. Non so quanto peserà la sconfitta su Sinner, certo gli farà male, ma non sarà la fine del mondo”

Serbia's Novak Djokovic reacts on a point to Italy's Jannik Sinner during their men's singles semi-final match on day thirteen of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 31, 2026. (Photo by DAVID GRAY / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --
Adriano Panatta ha scritto il commento del Corriere della Sera alla semifinale degli Australian Open tra Djokovic e Sinner, vinta contro ogni pronostico dal serbo in cinque set. Novak ha perso il primo e anche il terzo. Ha rimontato, lui che a maggio compirà 39 anni.
Scrive Adriano Panatta:
Il diavolo doveva essere seduto in prima fila, in uno o due passaggi della telecamera mi è sembrato perfino di scorgerlo. Comunque era lì, e faceva il tifo per Djokovic, che deve essere uno dei suoi figli prediletti. Se tanto mi dà tanto, aspettiamoci di vederlo in campo per altri dieci anni, il serbo. Con la sua aria da crotalo tennista, di quelli che mostrano ancora vitalità dopo dieci bastonate, ma se ti danno un morso, sei spacciato. Pensavo di aver visto tutto, nel tennis, ma la resurrezione di Nole, davvero non me l’aspettavo. L’avevo osservato contro Musetti, lui sì che avrebbe meritato di vincere, e non avrei scommesso tre centesimi sul vecchio campione ormai a un passo dai 39 anni.
Non so quanto peserà la sconfitta su Sinner, certo gli farà male, ma non sarà la fine del mondo. Dopo aver cercato l’imprevedibilità, dovrà recuperare un pizzico di solidità, a meno che i fattori entrati in gioco a fare la differenza siano altri, a noi sconosciuti.









