Allegri: «Nel calcio è impossibile tutto sia perfetto, altrimenti vincerebbe sempre la stessa o le partite finirebbero 0-0»

In conferenza: «Per otto volte siamo andati sotto, ma per otto volte abbiamo recuperato. Inter-Napoli una bella partita, l'intensità del match non la dà la corsa, ma la palla».

Allegri

Db Milano 08/01/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Genoa / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Max Allegri, tecnico del Milan, ha tenuto la conferenza stampa alla vigilia del match di campionato col Como, recupero della 16esima giornata. Ricordiamo che c’era stata una trattativa per disputare questa partita a Perth, in Australia.

La conferenza di Allegri

40 punti sono quelli che deve avere il Milan e che ha meritato?

«Sono quelli che abbiamo meritato sul campo, a prescindere da con chi li abbiamo fatti. È una buona base, ma bisogna pensare alle prossime 19 partite dove bisogna fare i punti che ci consentono di rimanere tra le prime quattro.»

Che esperienza è stata da tedoforo? Aveva una passione tra gli sport invernali?

«Una bellissima esperienza, soprattutto c’era un sacco di gente. Lo sport è una cosa meravigliosa, all’interno ci sono regole e disciplina, è importante per educare i ragazzi. A me piace molto sciare, ogni tanto quando posso vado piano ma mi diverto un sacco.»

Bollettino medico di Fullkrug e Pavlovic? Che caratteristica vuole vedere nel Milan in questa seconda parte di stagione?

«Innanzitutto riprendere ad essere più cattivi in alcuni momenti della partita dove siamo fragili, poi anche nella fase difensiva e in quella offensiva e migliorare tecnicamente in alcune situazioni di gioco. I ragazzi devono essere convinti di essere forti. Fullkrug è fuori insieme a Pavlovic che ha 9 punti in testa. Fullkrug ha un pestone sul dito, vediamo domenica ma sarà difficile, speriamo di riaverlo con la Roma. Pavlovic vedremo in questi giorni, dovrebbe tornare anche lui con la Roma».

Che voto dà al suo Milan in queste prime 19 partite? E a che voto vorrebbe arrivare alla fine?

«Dare voti mi è difficile, ma ogni squadra ha i punti che merita perché tutti hanno da recriminare. Inutile dire “se Pulisic avesse fatto 3 gol a Firenze…”, dobbiamo pensare a migliorare i risultati e l’aspetto mentale. Siamo nel girone di ritorno e non abbiamo più tempo per recuperare poi».

In 6 delle ultime 8 siete andati sotto nel punteggio. È un caso o è cambiato qualcosa?

«Domenica dopo un quarto d’ora eravamo andati tre volte davanti alla porta, quindi l’approccio era giusto. La differenza passa poi dal risultato, con la Roma abbiamo avuto una prima parte di terrore, poi abbiamo segnato e abbiamo avuto altre 4-5 occasioni per segnare ancora. Gli imprevisti sono dietro l’angolo, sicuramente bisogna migliorare certe situazioni. Per 8 volte siamo andati sotto, ma per 8 volte abbiamo recuperato. Se tutto fosse perfetto, ed è impossibile nel calcio, le partite finirebbero 0-0 o vincerebbe sempre la stessa squadra.»

Hai avuto qualche campione di sci che ti ha ispirato?

«Innanzitutto in bocca al lupo a Brignone e tutti gli atleti che partecipano. Io mi ricordo Tomba, si fermavano le scuole per veder sciare Tomba. In Italia viviamo di eccellenze e su quello bisogna lavorare, sono contento soprattutto perché è un evento sportivo mondiale che porterà in Italia tante persone di Paesi diversi».

Come sta Leao? Può essere questo il momento di flessione del Milan?

«Durante la stagione c’è un momento di flessione che va affrontato con grande equilibrio e soprattutto pensando a quello che dovrà avvenire domani. Dopo Como ci sarà il Lecce che sarà tutt’altro che facile, poi la Roma, non è che a Como finisce la stagione. Bisogna mantenere equilibrio e nervi saldi. La Juventus è impossibile che resti fuori dalla lotta tra le prime 4, è normale che il campionato sia così. Qualcuno dovrà restare fuori, speriamo siano gli altri. Leao sta bene».

Ti cambia qualcosa l’allargamento del campo del Como?

«Non cambia assolutamente niente. Sicuramente più spazi ci sono e più è facile giocare, ma affronteremo una squadra che è difficile da affrontare: una squadra prima per possesso palla, miglior difesa, non ha responsabilità di dover vincere e questo gli dà vantaggi di poter sfruttare le potenzialità dei giocatori».

Pensa che il Milan sia al livello di Inter e Napoli? Le piace viaggiare a fari spenti?

«Inter-Napoli è stata una bella partita perché hanno giocato bene tecnicamente, l’intensità della partita non la dà la corsa, ma la palla. L’Inter sono sei anni, a parte una volta, che non è mai uscita dalle prime due. Il Napoli negli ultimi 12 anni solo due volte è rimasto fuori dalla Champions, quindi hanno fatto un lavoro molto importante. Il nostro obiettivo, sapendo delle difficoltà che andremo a incontrare, è partecipare l’anno prossimo alla Champions. Per far questo bisogna lavorare, passare momenti belli e brutti, ma questo non vuol dire che la squadra perde valore. L’ideale sarebbe viaggiare a velocità di crociera». 

Sta pensando a qualche variante come la difesa a 4 per facilitare anche l’inserimento di un attaccante in più?

«Può essere una soluzione, ci stiamo lavorando ma dipende anche dalle caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione. Adesso giocare con 3 attaccanti sarebbe rischioso perché non avrei cambi dalla panchina».

Quando può tornare Gimenez?

«Sta procedendo bene, ma è ancora lontano dal rientro. Se ne riparla per fine marzo». 

Dà un po’ di senso al suo orgoglio sentire che il Milan viene messo dietro alle altre per lo scudetto?

«Quando lavoriamo dobbiamo ambire al massimo risultato per dimostrare di essere i migliori. Se qualcuno arriva davanti a noi saranno stati più bravi, ma bisogna partire dalla convinzione che niente è impossibile».

Mancano un po’ i gol dei centrocampisti?

«Arriveranno. Alla fine del campionato tutti i numeri tornano in media. Bisogna avere tanta fiducia, perché il Milan è forte».

Quanti erano stati importanti nel 2011 gli arrivi di Cassano e Van Bommel?

«Arrivarono due giocatori straordinari. Questo non vuol dire che abbiamo bisogno di due giocatori, la rosa va bene così e siamo tutti contenti».

I quattro centrali più Odogu vanno bene? De Winter può giocare anche a sinistra?

«Domani lo fa perché Pavlovic non c’è. Ma ci ha già giocato ed è cresciuto molto. Ci sono giocatori al primo anno di Milan, ci vuole equilibrio e pazienza, anzi si sono adattati molto velocemente. Si passa anche dagli errori, che facciamo tutti, ma sono contento dei ragazzi a disposizione e con questi arriviamo fino alla fine».

Ma il Milan deve arrivare in Champions per partecipare o per esserne protagonista?

«Facciamo un passo alla volta. Il primo è arrivare tra le prime 4, poi in Champions ci sono squadre di valore mondiale come fatturato… quella forbice lì è difficile da colmare, ma intanto facciamo la Champions che è difficile arrivarci. Auguriamo alle squadre italiane di andare in fondo alle competizioni e darci quei punti per portare cinque squadre. Arrivare in Champions sarebbe un risultato straordinario, sia sotto l’aspetto tecnico che su quello economico. Concentriamoci su quest’anno, poi l’anno prossimo si vedrà».

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