Cribari spera nel rilancio
Dumitru già è carico

Emilson Cribari si presenta ai tifosi del Napoli. “Per me è una grossa possibilità, ringrazio Società e mister per avermi dato modo di riprendere quello che avevo lasciato due anni fa. Ho parlato con Mazzarri, preferisco fare il centrale della difesa a tre, ma sono pronto ad adattarmi in tutte le posizioni. Il mister ha dimostrato di essere bravo a rilanciare giocatori in disparte, spero di ripagare la sua fiducia”. Il Napoli sarà impegnato anche in Europa League: “In Europa devi cercare di non sbagliare, è un torneo che non dà modo di recuperare, il minimo errore può costare la qualificazione. Cercherò di trasmettere questa consapevolezza ai miei compagni. Giocare solo il campionato non è la stessa cosa, l’Europa dà motivazioni importanti ma fisicamente comporta molto”. Ma cosa è successo a Cribari nelle ultime due stagioni? “Avevo perso un po’ la concentrazione”, ammette il difensore. “Sono stato cinque anni a Roma, abbiamo raggiunto risultati importanti come un terzo posto, la Champions League, la seconda miglior difesa del campionato. Ho dato tutto a quella maglia, avrei voluto chiudere lì la carriera, ma il presidente mi chiuse la porta in faccia. È allora che ho perso quella determinazione, quella cattiveria, quella sicurezza che avevo nei primi tre anni. Nel calcio non c’è riconoscenza”. Infine una ammissione: “Avrei lasciato la Lazio solo per il Napoli. Già nel 2006 potevo arrivare qui, Lotito ha anticipato tutti”.
Nicolao Dumitru e quell’emozione fortissima chiamata Napoli: “È una città molto calda, per un giovane come me l’impatto poteva essere traumatico, invece per ora provo solo una grande carica. Sono emozionatissimo, spero di dare il mio contributo a questa grande squadra”. Ma come gioca Dumitru, in quale posizione? “Nel settore giovanile ho avuto la fortuna di trovare degli allenatori che mi hanno insegnato tutti i ruoli dell’attacco, sono abituato a giocare sia a destra che a sinistra ed anche al centro”. Il mito d’infanzia si chiama Titì Henry: “All’Empoli avevo il 14, numero che aveva nell’Arsenal, qui a Napoli ho scelto il 12, numero che aveva in Nazionale. Non mi permetto di dire che assomiglio a lui, certo però che è sempre stato il mio mito”. Il primo sogno azzurro è quello di “segnare e vedere 70-80mila spettatori che esultano”. Un gol a chi? “Dovessi scegliere, direi la Fiorentina”. Per qualcuno Dumitru somiglia ad Eto’o: “Mi piace attaccare gli spazi e sacrificarmi difensivamente per la squadra”. Per altri a Balotelli: “Come falcata lo ricordo, ma lui è un campione affermato, io non ho ancora giocato una partita da professionista”. E le prime sensazioni dopo i primi allenamenti in azzurro? “Mi ha colpito molto l’applicazione di Gargano, ma dico la verità: non vedo l’ora di conoscere Lavezzi”.

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