Il fantasma di Conte su Juventus-Napoli
"Quando c'è, stressa l'ambiente fino a livelli di saturazione. Ma quando non c'è, manca". E stasera allo Stadium incombe su entrambe le panchine

Il ritorno di Conte alla Juventus è il tormentone che accompagna Juventus-Napoli di stasera. Conte non allena nessuna delle due squadre, eppure è dappertutto: sulla panchina di Spalletti, che aspetta di essere sostituito dalla telefonata di Elkann, e su quella di Allegri, che a Napoli si ritrova a gestire la sua eredità. Massimiliano Gallo sul Corriere dello Sport lo racconta con un’immagine efficace: se a carte ci sono partite che si giocano col morto, a calcio se ne giocano col fantasma.
“È uno strano destino il suo. Quando c’è, stressa l’ambiente fino a livelli di saturazione. Ma quando non c’è, manca. Anche perché, durante le sue esperienze, quasi sempre vince. In Italia sempre. È l’allenatore delle situazioni complicate. Il primario della terapia intensiva del football”.
Conte e la Juventus, il conto che non torna
Alla Juventus il nome di Conte torna a ogni sconfitta, da quel luglio 2014 in cui se ne andò dopo tre scudetti. Ma i desideri dei tifosi si scontrano con i conti. La Juve ha firmato con la Uefa un settlement agreement per il fair play finanziario, e i bilanci in rosso non lasciano molto margine. Conte vorrebbe dire pagare due allenatori e, soprattutto, accettare tutto quello che chiede:
“Sia perché ci sarebbero da pagare lui e Spalletti. Sia perché ingaggiare Conte significa accettare il pacchetto completo. Anche in termini di bilancio”.
A Napoli Allegri paga il conto di Conte
È proprio il pacchetto completo il punto che riguarda il Napoli. Il quotidiano ricorda che a Napoli l’ambiente è diviso: i nostalgici di Conte sono la maggioranza, ma c’è chi gli addebita la seconda campagna acquisti, quella dopo lo scudetto. Lucca 35 milioni, Beukema 31, Lang 25: quasi 90 milioni. Ne abbiamo scritto spesso, da quanto ha speso Manna in tre anni al caso Beukema. E il Corriere dello Sport chiude il cerchio:
“Se il Napoli non ha potuto fare mercato, è a causa dei soldi spesi sprecati l’estate precedente”.
Le conseguenze le paga Allegri, accusato di essere settimo con la squadra arrivata prima e seconda nei due anni precedenti. Ma le squadre si logorano, e Conte se n’è andato lasciando sul tavolo un ricco ingaggio, “probabilmente consapevole che quel gruppo il meglio di sé lo aveva già dato”.
Il paradosso di Conte e della Juventus è che stasera proprio Allegri può riaprire a Conte le porte della Juventus: se vince allo Stadium, la panchina di Spalletti trema ancora di più. È il triangolo di cui abbiamo parlato nel podcast Il calcio nudo. Le regole del settlement agreement sono sul sito della Uefa.